I due scenari della Shell

Antico pozzo petrolifero. Foto : RavenhawkSta per uscire il rapporto della Shell con gli scenari energetici futuri (New Energy Scenarios to 2050: Scramble and Blueprints) che, secondo sia le anticipazioni che il titolo stesso, propone una alternativa semplice: competizione o pianificazione. Mentre nello scenario prodotto nel 2005, l'azienda anglo-olandese parlava di globalizzazione dell’economia, di crescita dei consumi e di liberalizzazione dei mercati, quest’anno lo studio parte dalle “tre dure verità dell’energia”.

La prima riguarda la nuova domanda di energia, dovuta alla crescita della popolazione ed alla diffusione dei consumi occidentali, che causa le frequenti tensioni sui mercati energetici. In secondo luogo, l'offerta: l’energia “facile” sta diventando scarsa e questo implica che petrolio e gas naturale a buon mercato non saranno sufficienti a tenere il passo con gli aumenti del punto precedente.

Van der Veer, (AD di Shell) mette persino una data per il picco di petrolio e gas: “Dopo il 2015, le riserve di facile accesso non saranno, probabilmente, più sufficienti a soddisfare la domanda”. La terza verità è che l’impatto sull’ambiente del sistema energetico attuale, sia in termini di inquinamento locale che di riscaldamento globale, sta crescendo sensibilmente, provocando dei vincoli allo sfruttamento delle energie convenzionali.

Secondo la Shell, il mondo si avvia a cambiare profondamente il sistema energetico, sviluppando il solare, l’eolico, l’idroelettrico ed i biocarburanti, oltre a contare sul nucleare, per diminuire la dipendenza dai combustibili fossili. Shell immagina vi siano due modi (e mondi) per realizzare la transizione dalle energie fossili alle rinnovabili. Il primo scenario, chiamato “scramble” (traducibile con “competizione”), prevede che le nazioni tendano a competere per assicurarsi l’energia necessaria, ritenendo che l’energia sia un gioco a somma zero, con vincitori e perdenti.

In questa prospettiva, l’uso del carbone e la produzione di biocarburanti aumentano, senza che i governi prendano realmente in considerazione la diminuzione dei consumi ed il controllo delle emissioni. Questo “gioco” dovrebbe, purtroppo, continuare fino a quando le risorse non inizieranno ad esaurirsi.

Lo scenario “Blueprint” (di pianificazione) punta invece sulla cooperazione e l’accordo. In tal caso, si assisterebbe ad una pianificazione del cambiamento, mediante la costituzione di coalizioni internazionali per affrontare le sfide dello sviluppo, della sicurezza energetica e dell’inquinamento. L’innovazione si svilupperebbe a livello sia locale, con le grandi città e l'industria alleate per ridurre le emissioni locali, che centrale, mediante l'introduzione di standard di efficienza, tasse ed altri strumenti legislativi per migliorare l’efficienza delle abitazioni, dei veicoli e dei carburanti, da parte dei governi nazionali.

Via | Shell
Foto | Ravenhawk

» Global Scenario looking to 2025

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