Greenpeace: l'agricoltura inquina

La copertina del reportGreenpeace aveva già lanciato l'allarme: l’agricoltura inquina l’ambiente, così come risulta dal suo rapporto "Cool farming: Climate impacts of agriculture and mitigation potential".

Secondo lo studio:«Il contributo totale del settore agricolo globale al cambiamento climatico, compresa la deforestazione per i terreni agricoli ed altri cambiamenti nella destinazione dei suoli, è stimata essere tra gli 8,5 e i 16,5 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio equivalente o tra il 17 e il 32% di tutti i gas serra di origine umana».

Il maggior responsabile, è l’uso eccessivo di fertilizzanti che producono 2,11 miliardi delle tonnellate di CO2 emesse annualmente dal settore agricolo mondiale. L’eccesso di concimi ha come risultato anche l’emissioni di protossido di azoto (N2O), che ha un impatto sul cambiamento climatico circa 300 volte più forte di quello della CO2.

E a ruota, sui provvedimenti adottati dall’Unione europea in materia di tagli alle emissioni dei gas serra a Parma una giornata di studio ne ha presentato lo stato dell’arte:” I cambiamenti climatici e l’agricoltura”.L’occasione è importante perché è stato presentato anche il risultato del progetto Accrete (Agriculture and Climate Change: how to Reduce human Effects and Threats ), incentrato sui reciproci rapporti tra cambiamenti climatici e agricoltura. Nella terra del buon mangiare e della Authority per la sicurezza alimentare anche la Provincia di Parma con altri 9 partner europei ha preso parte al progetto. Sono stati inoltre presentati i dati relativi a temperature e precipitazioni a Parma nel periodo 1989-2007.

Riguardo a Greenpeace nel rapporto viene delineata anche la strategia di miglioramento rivolta principalmente agli agricoltori, che devono essere incoraggiati ad usare meno concimi e con più precisione; devono ricevere assistenza per convertirsi ad un sistema di allevamento moderno ed ecologico; protezione del suolo; miglioramento della produzione di riso; forte diminuzione della domanda di carne, in particolare nei Paesi sviluppati che con i loro alti livelli di consumo contribuiscono non poco alle disfunzioni ed agli impatti ambientali dell’agricoltura intensiva.

Via| Lungo Parma Greenpeace

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