Studi inglesi sui criteri di acquisto delle auto

Centrale elettrica di Battersea. Foto: KayedoekIl Ministero dei Trasporti inglesi, mediante un articolato progetto di ricerca scientifica, tenta di rispondere alla domanda “quali politiche sono più appropriate per ridurre la CO2 nei trasporti”, finanziando una serie di studi che tentano di comprendere i fattori determinanti per le scelte dei consumatori inglesi.

Tra i principali risultati prodotti troviamo la creazione di una banca dati inedita del parco auto esistente in Inghilterra (dalla Ford Ka alla Jeep Cherokee), che codifica in variabili economiche (marca, modello, segmento, anno di immatricolazione, cilindrata, cambio, carburante e tipo di carrozzeria) le caratteristiche fisiche delle auto, al fine di condurre una analisi econometrica delle scelte dei consumatori. Il risultato finale comprende 2190 veicoli che, disaggregati per anno e regione totalizza oltre 850.000 dati.

Un primo report prodotto dalla Cambridge Econometrics ha realizzato un sondaggio su 900 automobilisti ed analizzato quantitativamente i fattori determinanti per la scelta di acquisto dell’auto da parte dei consumatori inglesi. I risultati confermano che i consumatori inglesi sono disposti a pagare 510 sterline supplementari (690€) dal concessionario pur di risparmiare una sterlina di carburante (1,35€) ogni 100 km percorsi.

In termini di emissioni, i consumatori che possiedono auto di media cilindrata media, sono quelli che reagiscono in maniera più decisa ad un aumento dei costi di acquisto, suggerendo una politica di disincentivazione delle emissioni concentrata su di loro.

Il secondo studio, prodotto dalla Economics for the Environment Consultancy, si basa sulle quote di mercato (e non sugli individui) ed analizza l’effetto di un aumento dei diversi costi di un’auto (acquisto, bollo, carburante) sulle scelte dei consumatori, calcolate in termini di emissioni globali e per il totale dei veicoli acquistati nelle diverse provincie inglesi.

Dal punto di vista ambientale, aumentando i costi fissi (l’acquisto), i risultati migliori sono, come per il primo studio, quelli derivanti dal segmento medio: i proprietari di auto comprese nella fascia di emissioni da 140 a 225 grammi di CO2/km (corrispondente a motori da 1400 a 2500 cc). L’analisi dei costi variabili, al contrario, mostra che ad un aumento dei carburanti i consumatori reagiscono passando ad automobili più efficienti e di cilindrata inferiore.

Questi risultati pongono i legislatori inglesi (ma non solo) di fronte ad un dilemma: tassare all’acquisto le auto di media cilindrata, oppure introdurre una carbon tax, per realizzare la tanto auspicata riduzione delle emissioni nei trasporti, elettori permettendo…

Via | Telegraph
Foto | Kayodeok

» UK Department for Transport

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