”Cosa causa più emissioni di gas serra: allevare mucche o guidare macchine?”. La risposta non è quella più ovvia, vale chiarirlo subito. Le attività per la sussistenza umana, costano care in termini di impatto ambientale. E’ una dura legge che stiamo imparando a nostre spese. Sappiamo che la zootecnica non è esente da un tale impatto inquinante.
Già lo studio: “La lunga ombra del bestiame” voluto dalla FAO e pubblicato nel 2006, forniva una serie di dati a dir poco sconcertanti: la fame di carne e latte è raddoppiata negli ultimi 30 anni. Ma leggiamo alcuni dati: la produzione mondiale si prevede raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate. Il rapporto avverte anche: “I costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente” .
Ma come si potranno convincere miliardi persone a evitare di cibarsi con la carne, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo dove le proteine di origine animale sono necessarie per garantire benessere e salute?
A questo non c’è ancora una risposta. Nel rapporto si parla di migliore gestione degli sprechi, migliori tecniche di allevamento, e si sottolinea:”E’ motivo di ottimismo prendere atto che la domanda di prodotti animali e di tutela ambientale sono in conflitto tra di loro, ma possono essere riconciliate”.
stever
01 feb 2008 - 09:16 - #1aggiungerei anche maggiore acquacoltura ovviamente fatta con criteri, senza antibiotici.
Berto85
01 feb 2008 - 10:35 - #2Basta semplicemente ridurre la quantita di carne e prodotti animali mangiati; se gli europei e gli americani mangiassero al posto degli 80kg di carne circa a testa un più salutare 15-20kg si risolverebbero tanti problemi, inoltre non è solo la quantità che conta, ma anche la qualità: molto meglio mangiare carne di pollo rispetto alla carne bovina.
vivaDiesel
01 feb 2008 - 11:08 - #3Come posso esprimermi al meglio…
aspettate…c’era un’espressione molto conosciuta che rendeva al meglio questo fatto del cambiare la nostra dieta…
NON ROMPETE LE BALLE!
ecco…direi che così va bene.
Perchè dovrei privarmi di un bel giga-burger?
blacksheep77
01 feb 2008 - 11:19 - #4iniziamo a mangiare carne locale, prodotta BENE! agnelli piemontesi in piemonte e sardi in sardegna. così già riduciamo costi/inquinamento/sprechi nel trasporto, il disagio ed i maltrattamenti agli animali durante lo stesso trasporto. ho appena pubblicato un post sul mio blog su questo tema
Caiofabricius ROMA
01 feb 2008 - 12:29 - #5Concordo, ma,
pur ribadendo che l’alimentazione che abusa di carne è spesso fonte di gravi malattie nel mondo occidentale e che per trasformare i costituenti vegatali in
animali c’è uno spreco folle di efficienza energetica (se non ricordo male oltre il 90%)
non bisogna sottovalutare che, in alcuni particolari ambienti, la povertà del suolo agrario non consente di trarne valorizzazione alimentare se non con il pascolo (succedeva anche per i
primi antichi Romani alle prese con l’esiguo strato di cappellaccio dei 7 colli, ma succede negli angoli più poveri e/o aridi del Mondo).
Certo prima di uccidere
un animale se ne usava il latte, la lana, il lavoro e solo “a fine carriera” o in occasioni eccezionali (riti e feste) veniva macellato.
Oggi l’organizzazione industriale zootecnica fa paura, ma quello “marginale”potrebbe essere ancora un valido modello di sviluppo eco-compatibile, ovviamente per chi non è completamente vegetariano.
Ma è un pò come la maghina e la bici-bus: qualche rara volta la maghina (e la carne) possono essere utili, invece sono PREVALENTI E DEPRIMENTI.
Ma , per entrambi i flagelli, incredibilmente la motivazione principale è la presunta “COMODITA’”, sia per la mobilità ritenuta più degna e veloce che nella preparazione dei Pasti, appunto più comodi e veloci e, purtroppo, che risentono di una ormai obsoleta voglia di far bella figura a tavola(figlia di lontani tempi in cui la carne era un lusso: oggi, paradossalmente che il tempo è la cosa più preziosa, lusso è invece una bella ed elaborata pasta e fagioli
AVe caiofabricius VALE
Herod2k
01 feb 2008 - 14:02 - #6Io avrei da ridire su un paio di punti:
“Ma come si potranno convincere miliardi persone a evitare di cibarsi con la carne”
Secondo me basta un minimo di informazione che attualmente è assente, basta far sapere come vengono trattati gli animali e quale “vita” vivono…basta farsi un giro su youtube per vedere qualche filmato interessante.
“soprattutto in quei paesi in via di sviluppo dove le proteine di origine animale sono necessarie per garantire benessere e salute?”
anche questa affermazione sarebbe da modificare/cancellare, secondo me non ha nessuna base scientifica, evito di scrivere un papiro di cose, e faccio una domanda, ma i vegani e vegetariani vivono male? Non mi pare soffrano la fame o qualche malattia particolare.
H2K
Gianluca Aiello
02 feb 2008 - 00:45 - #7Concordo in pieno con @Herod2k !!
caiofabricius
02 feb 2008 - 13:49 - #8Vegano, ma anche solo vegetariano, sembrerebbe la scelta più giusta e di minor impatto verso il Pianeta, rispettandone, nei limiti del possibile, le sue multiformi e spettacolari forme di vita (però, non solo agnelli e vitelli, ma anche un mollusco e un cespo di insalata soffrono maledettamente quando vengono strappati alla vita, e pertanto, coerentemente, bisognerebbe nutrirsi di soli frutti, e neanche di semi…).
Penso, ma non ne ho la certezza assoluta, però che tante forme di coerenza estrema siano possibili laddove ci sia un antico e consolidato benessere e, soprattutto, una grande possibilità di scelta di prodotti freschi e variati, spesso cari e improponibili in molte zone del mondo. Se in quelle zone una volta la mese o meno riescono a migliorare la poverissima dieta assumendo proteine animali (non solo o necessariamente carne) penso che non si possa colpevolizzare nè richiamarsi ad impropri scenari apocalittici o peggio proporre paragoni con efferrate stragi di intere etnie.
Certo gli allevamenti intensivi occidentali fanno paura, ma è lì che bisogna lavorare, insistendo per una drastica, utile, giusta, etica, MASSICCIA RIDUZIONE dei consumi di carne, quasi del tutto SUPERFLUA nella dieta variata e ricchissima dei Paesi occidentali e, paradossalmente, causa principale delle sue più importanti malattie.
Mario68
07 feb 2008 - 18:45 - #9Mi permetto di fare un ampio discorso sull’argomento in quanto stando in campagna da alcuni anni ho anche allevato galline. Ho avuto sia galline comprate nei negozi di animali sia quelle dismesse da allevamenti. In queste ultime la cosa e’ stata tristissima:intanto a causa della forzata immobilita’ non avevano piu’ nemmeno una penna, inoltre poiche’ negli allevamenti intensivi in batteria vengono riempite di antibiotici all’aria aperta durano poco, sono morte tutte nel giro di pochi mesi a differenza delle altre. Tuttavia io ritengo che l’animale lasciato libero di razzolare in natura non e’ peccato mangiarlo: io l’ho fatto e vi posso assicurare che la sofferenza di una gallina a cui viene tirato il collo e’ veramente breve. D’altra parte se io incontro un leone affamato egli sa bene che nella catena alimentare sta al di sopra di me.Quello di brutale che l’uomo fa sugli animali non e’ ucciderli per cibarsene ,e’ costringerli a vivere in condizioni pietose:avendo mangiato animali che hanno vissuto allo stato brado posso garantirvi che la differenza tra la carne di questi e la carne dei polli che comprate tutti i giorni (cosi’ come le uova) e’ enorme, le cd proteine che pensate di mangiare con la carne sono ridotti a livelli infinitestimali, in realta’ mangiate estrogeni e acqua.Quindi paradossalmente il “mito” dell’occidente NON e’ la qualita’ ma la quantita’:noi occidentali riempiano i nostri stomaci e molto probabilmente siamo obesi non perche’ mangiamo carne ma perche’ mangiamo schifezze. Dal mio punto di vista a parte mangiare MENO carne et simili dovremmo orientarci su prodotti naturali, tipo “uova da galline allevate a terra” o carne di animali allevati liberi ammesso che esista.
La quantita’ si ripercuote sulla qualita’ del cibo:la scarsa qualita’ che ingozziamo si ripercuote sulla scarsa qualita’ della nostra salute.
filoverde
07 feb 2008 - 18:59 - #10Concordo con l’analisi di Mario68. Effettivamente se tutta la catena biologica fosse rispettata non avremmo avuto i problermi che abbiamo. In proposito, lo spirito di riavvicinamento alla Natura proposto da Mario68, nel rispetto delle gerarchie e delle priorità è quello sostenuto dagli studiosi che hanno messo a punto la dieta del paleolitico, dove si invita a mangiare tenendo conto delle reali esigenze dell’organismo, degli equilibri dell’ecosistema, animali e vegetali cresciuti nel modo più naturale possibile. Stesso spirito per la nostra dieta mediterranea che utilizza i prodotti autoctoni.
Mario68
09 feb 2008 - 15:43 - #11Ho letto il commento di filoverde e coseguentemente la dieta del paleolitica, molto ricca di carne. Ora, a parte il fatto che i paleolitici disponevano di carne ALLO STATO BRADO, a differenza di noi, gli stessi uomini preistorici NON avevano una vita sedentaria, quindi lo smodato consumo di carne era addirittura necessario. Diversamente dalla situazione attuale. Non concordo cmq con la demonizzazione dell’agricoltura.Stando in campagna mi dedico -per hobby non come lavoro- alla coltivazione: nel mio terreno ho pesche,ulivi,carciofi,fragole,perine,albicocche piu’ le coltivaizoni stagionali ossia fave,piselli,pomodori,zucchine.
Ora,chiariamo subito una cosa:io coltivo per mangiare me medesimo indi NON utilizzo fertlizzanti chimici ne’ anticrittogamici.Bene da quando sono in campagna ho scoperto che tutti i contadini miei limitrofi relativamente a pesche,susine,albicocche non solo utilizzano fertilizzanti e anticrittogamici ma al momento di venderli -quindi col frutto sull’albero- li cospargono di un medicinale che BLOCCA la maturazione. SEnza questo medicinale questi frutti deperiscono in 48 ore, indi MAI potreste trovarli in un supermercato.Da ora sapete cosa mangiate quando in un supermercato comprate albicocche,pere,susine et frutti molli in genere….
L’agricoltura naturale NON e’ negativa:se pianti il pomodoro e lo zappi una volta (meglio una volta solo se si usano macchine agricole poiche’ cmq inquinano)senza fertlizzanti e anticrittogamici magari aspetterai piu’ degli altri, magari il tuo sara’ piu’ piccolo degli altri…ma sara’ GENUINO.
Purtroppo la cd CATENA CONSUMISTICA fa si’ che a parte chi coltiva per uso proprio come me, gli altri utilizzano TUTTI i metodi sopradescritti….
Non credo bisogni combattere contro l’agricoltura, ma contro QUESTO TIPO di agricoltura………