Cambiamenti climatici, è ora di cambiare dieta

Bistecca fiorentina alla griglia”Cosa causa più emissioni di gas serra: allevare mucche o guidare macchine?”. La risposta non è quella più ovvia, vale chiarirlo subito. Le attività per la sussistenza umana, costano care in termini di impatto ambientale. E’ una dura legge che stiamo imparando a nostre spese. Sappiamo che la zootecnica non è esente da un tale impatto inquinante.

Già lo studio: “La lunga ombra del bestiame” voluto dalla FAO e pubblicato nel 2006, forniva una serie di dati a dir poco sconcertanti: la fame di carne e latte è raddoppiata negli ultimi 30 anni. Ma leggiamo alcuni dati: la produzione mondiale si prevede raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate. Il rapporto avverte anche: “I costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente” .

Ma come si potranno convincere miliardi persone a evitare di cibarsi con la carne, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo dove le proteine di origine animale sono necessarie per garantire benessere e salute?

A questo non c’è ancora una risposta. Nel rapporto si parla di migliore gestione degli sprechi, migliori tecniche di allevamento, e si sottolinea:”E’ motivo di ottimismo prendere atto che la domanda di prodotti animali e di tutela ambientale sono in conflitto tra di loro, ma possono essere riconciliate”.

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