Agropitrateria: a rischio i marchi di qualità

Scatole di pelatiL’agropirateria è la croce del “Made in Italy”. Lo conferma l’ennesimo rapporto dell’ Eurispes che amplia i confini delle contraffazioni alimentari: l’emergenza è soprattutto per i marchi di qualità Dop, Igp . Così l’Italia perde ogni anno 2,8 miliardi di euro mentre il business raggiunge l’esorbitante cifra di 52,6 miliardi di euro. Solo negli Stati Uniti le imitazioni dei nostri formaggi certificati fruttano ben 2 miliardi di dollari.

La percentuale di prodotti contraffatti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti è del 5%, mentre è dalla Turchia che proviene il maggior numero di cibi e bevande falsificate ,18% insieme a Singapore ,12% e Ungheria ,7%.

Per tutti gli altri settori è la Cina a raggiungere sempre il primato soprattutto per quanto riguarda Cd, Dvd, e cassette (88%), giocattoli (85%), sigarette (83%) e accessori (81%). La Grecia è invece la zona di maggiore diffusione dei prodotti contraffatti (sequestrati quasi 26mila pezzi contraffatti); seguono la Slovenia con oltre 22mila pezzi, il Belgio con quasi 19mila e l’Italia con poco più di 18mila pezzi sequestrati. I principali mezzi di trasporto con cui agiscono i contraffattori risultano essere l’aereo (53%) e la posta (23%). Il treno, invece, è il mezzo meno utilizzato (1%).

I Nas stimano che il valore complessivo dei prodotti contraffatti negli ultimi 4 anni sia di 45 milioni di euro. I prodotti maggiormente contraffatti sono stati soprattutto vini e derivati (7.511.187 Kg) , il latte e i suoi derivati (269.919 Kg), ma anche conserve alimentari (100.000 Kg) e prodotti fitosanitari (66.147 Kg), per un totale di 8.057.177 Kg.

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