A Carnevale i coriandoli a chi fanno male?

I coriandoli non sono biodegradabili

Esser sensibili al problema ambientale qualche volta comporta delle deroghe, in nome della felicità dei pargoli. Lanciarsi i coriandoli è un'attività per cui un bambino di 7 anni non rinuncerebbe per niente al mondo (e se lo facesse sarebbe ora di togliergli la Play Station). Come ovviare al problema? I coriandoli non sono biodegradabili o non sono nemmeno fatti di carta riciclata. Nella migliore delle ipotesi per colorarli le aziende utilizzano tinture naturali, facendone lievitare i prezzi e condannandoli a rimanere sugli scaffali.

Esser ecologisti oggi significa ridurre gli sprechi, diminuire la propria impronta ecologica e combattere con le tradizioni: i coriandoli non sarebbero un male di per sé se (utopicamente) finissero nei bidoni per la raccolta della carta. Purtroppo per l'ambiente la stragrande maggioranza dei lanci viene fatta nei giardini pubblici, nei parchi urbani e in tutte le altre aree verdi della città, aggiungendo ulteriore inquinamento a quelle piccole "oasi" nel cemento.

Non credo sia moralmente etico cancellare una tradizione secolare in nome del rispetto dell'ambiente: voi cosa ne pensate? Fa riflettere il fatto che il carnevale in gran parte d'Italia finisca tra pochi giorni mentre i coriandoli rimangono ad infestare gli spazi per oltre 2 mesi, fino a quando saranno completamente disciolti dalle piogge per esser assorbiti dall'ambiente.

  • shares
  • Mail
11 commenti Aggiorna
Ordina: