Semina di febbraio: i nasturzi

Nasturzi rossi Tra la seconda metà di gennaio e la prima di febbraio è periodo di semina dei Nasturzi, fiori rampicanti o striscianti molto colorati e allo stesso tempo abbastanza semplici da curare. Ecco perché questi rampicanti vengono spesso utilizzati per avvicinare i più piccini alla cultura del pollice verde. I nasturzi (conosciuti come Tropaeolum majus) sono della famiglia delle Tropaeolaceae non necessitano di troppa acqua, purché abbiano una posizione soleggiata e luminosa e senza sbalzi di temperatura che garantisce fiori profumati dai toni gialli o rossi.

Per farne bella mostra sul balcone l'ideale sarebbe utilizzare i semi di piante annuali, visto che quelle perenni hanno bisogno di alcuni anni prima di fiorire. Metteteli in una cavità di 15-25 cm di profondità, ponendo alla base letame "maturo", foglie miste a sabbia e poi ricoprite il tutto con terriccio semplice, con meno sabbia, con aggiunta di poco "concime naturale", magari rinnovato in quantità modeste ogni 15-20 giorni. Evitate di pressare il terreno: il nasturzio ha bisogno di terreno fresco e ben ossigenato. I primi risultati sono attesi per la tarda primavera ma potranno esser ben visibili fino ad estate inoltrata (previa annaffiature più frequenti).

Originario del Perù arrivò in Europa come molte piante del sud Europa, attraversando la Spagna. Fu spedito da Nicholas Monardes, il quale lo fece introdurre in Francia e nei Paesi Bassi, infine in Inghilterra, per poi esser diffuso in tutto il vecchio continente. Il nasturzio si fa apprezzare per i fiori e per l'utilizzo come spezia o decorazione in cucina: da provare è il pollo ai nasturzi, la rana pescatrice con patate e nasturzi, i crostoni ai nasturzi etc...

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