Vivere a emissioni zero? Si può

BiciclettaAvevo letto della sua incredibile storia su Repubblica, e Paolo Rumiz, giornalista, e scrittore, per la sua integerrima voglia di essere un animale eco-compatibile, mi aveva riportato alla mente gli asceti e i padri trappisti. Per una settimana ha rinunciato a tutte le buone abitudini che emettono Co2.

Si, esattamente. Ha vissuto per sette giorni in regime di austerity. Ha evitato accuratamente di prendere l’auto, di consumare energia elettrica, ha mangiato cibo a basso impatto ambientale. Per portare a compimento il suo progetto si avvale della consulenza della società Azzero .

Dopo un rapido calcolo, premetto che Rumiz già di suo è un virtuoso, non avendo lavastoviglie, televisore e non essendo un pendolare, viene stabilito il regime dietetico energetico: acquistare gli alimentari sotto casa, frutta e verdura di stagione, luci a basso consumo, riscaldamento minimo, docce brevi e non quotidiane, raccolta differenziata, e dulcis in fundo viaggiare meno e usare solo treno o bicicletta. Com’è andata a finire potete leggerlo qui .


Il punto è che Paolo Rumiz, direbbe il mio amato concittadino Totò, tomo tomo, lancia una provocazione: in tempi di assoluto consumismo si può vivere al minimo? Se lo ha fatto lui, evidentemente si. E sottolineo che vale non solo per i cittadini ma soprattutto per le imprese.

La calcolatrice di Azzero ci dice esattamente quanto consumiamo per il trasporto, la voce nera delle emissioni, e ci offre la soluzione. Molto spesso il treno. Meglio ancora la bicicletta o qualunque altro mezzo che richieda energia umana o animale. Ovviamente ad Azzero sono disponibili a fornire consulenza e a rilasciare attestati che confermino la diminuzione di emissioni.

Ma se ci ispirassimo ai nostri vecchi anni ’50? Quando anche in Italia vigeva la cultura del riciclo, della parsimonia, della lungimiranza per il futuro?

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