Inceneritori e raccolta differenziata: qual è la priorità in Toscana?

Toscana: raccolta differenziata contro inceneritori

E' corretto spingere al massimo per la costruzione di nuovi termovalorizzatori quando si è indietro con gli obiettivi vincolanti sui livelli di raccolta differenziata? Per rispondere a questa domanda, andiamo con ordine e prendiamo il caso della Toscana.

Presto torneremo a votare. Con l'emergenza rifiuti di Napoli ancora irrisolta, il governo che ha avviato la "soluzione definitiva", assumendosi "tutte le proprie responsabilità" si è già dissolto. Rimane il presentimento che i rifiuti per le strade campane continueranno a fare notizia per gli anni a venire.

L'emergenza rifiuti però ha avuto un effetto inaspettato: è servita a spingere la costruzione di inceneritori finanziati con i nostri soldi (tramite il Cip6) un po' in tutta Italia. In Toscana, ad esempio, il Presidente della regione Claudio Martini agita lo spauracchio dei rifiuti in strada per far accettare ai cittadini la costruzione del nuovo inceneritore di Case Passerini (FI). Il Presidente della provincia di Firenze Matteo Renzi dice: "Se non ci muoviamo, se non realizziamo l'impianto, questa immondizia finirà per strada, sotto le finestre delle nostre case" (fonte: Il Reporter di Firenze 01/2008 pag. 27).

Martini però assicura di puntare moltissimo sulla raccolta differenziata: l'obiettivo per la Toscana sarebbe quello di passare dall'attuale 33,4% al 66%. Quindi l'associazione di idee fatta dall'Amministrazione toscana è questa: emergenza rifiuti quindi inceneritore poi raccolta differenziata.

Mi pare un ordine un po' sballato, perché nella città di Firenze fino ad oggi la raccolta differenziata dell'organico - che è fra le più importanti, visto che elimina l'umido dal resto dei rifiuti - è stata disponibile solo nel 40% della città. Il resto dei quartieri verranno coperti solo fra aprile e maggio 2008. Nel centro storico di Firenze (il castrum romano) invece la raccolta differenziata è quasi inesistente e la differenziata porta a porta non è ancora partita.

In generale, in Toscana la raccolta differenziata è ferma da anni intorno a valori che oscillano fra il 30 ed il 35%, e la stessa Regione nel 2004 ammetteva di aver fallito l'obiettivo stabilito dal decreto Ronchi del 35% di raccolta differenziata entro il 2003. L'allora assessore all'ambiente Tommaso Franci disse: "Ma non è affatto una sconfitta, anzi lo considero un buon risultato: l'obiettivo del 35 per cento è vicinissimo e siccome la raccolta differenziata in Toscana è in crescita costante, taglieremo il traguardo soltanto con qualche settimana o qualche mese di ritardo". Ebbene, siamo nel 2008 ed il traguardo non è stato ancora centrato.

Non sarebbe più corretto partire da un impegno serio per la raccolta differenziata, invece che mancare gli obiettivi prefissati e poi agitare lo spauracchio dell'emergenza rifiuti per "dimostrare" che l'inceneritore è inevitabile? E nelle vostre Regioni come vanno le cose?

Foto | marcodelsorbo su flickr

» L'aggressiva campagna pro-inceneritori commissionata e pagata dalla Provincia di Firenze su ecoblog

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