Ops... Il satellite “ambientalista” ha fatto flop


Doveva misurare lo spessore dei ghiacci al Polo Nord, fornire importantissimi dati che ci avrebbero aiutato a meglio comprendere i cambiamenti climatici, e invece il satellite europeo Cryosat è finito ammollo nelle gelide acque artiche.
Era stato lanciato l’8 ottobre dalla base russa di Plesetsk, e tutto era iniziato regolarmente ma quando il satellite avrebbe dovuto dare i primi segnali di sé, ha mancato l’appuntamento. Fonti russe hanno annunciato per prime l’incidente e la perdita del satellite.
In un primo momento l’Agenzia Spaziale Europea non ha voluto confermare né smentire. Poi l’ammissione: verosimilmente - ha detto l’Esa - che stando ai primi dati raccolti, potrebbe trattarsi di un guasto a livello software. Un motore sarebbe andato in tilt rifiutandosi di spegnersi quando invece avrebbe dovuto.
L’unica consolazione è che il satellite era stato progettato con una grande attenzione al risparmio economico, tanto che la stampa aveva strombazzato "l'arrivo dei primi satelliti Low-cost". Il satellite chiavi in mano (missione esculsa) è costato infatti 135 milioni di euro. “Gli abitanti europei sono circa 380 milioni, per cui al costo di circa 30 centesimi a testa”, si legge in un notizia di presentazione della missione pubblicata sul sito dell’Esa.
E a proposito del sito, ancora oggi, a distanza di due giorni dall’incidente, non è stata aggiornata la sezione italiana. Solo un laconico link (non ciccabile) chi invita ad andare sul sito generale per non meglio specificate ultime notizie. Che dire? In fondo è comprensibile non smaniare per dare i brutti aggiornamenti, però…

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