I produttori difendono le buste di plastica

bando ai sacchetti di plastica. Foto mindylou2L' European Plastic Films (un consorzio che riunisce i produttori di buste di plastica) ha preso la parola per contrastare la campagna "diffamatoria" contro questi oggetti, presi ad emblema del consumismo usa e getta.

L'EuPF sostiene che bandire le buste di plastica (come si sta iniziando a fare in diverse parti del mondo) non farebbe guadagnare molto in termini ambientale e costringerebbe 500 ditte e 50.000 persone a cambiare attività. Il presidente Bjørn Hoem spiega come la produzione e il trasporto delle (più pesanti) borse di carta sarebbe più inquinante.

Sotto il mirino dell"EuPF finisce anche l'uso delle bioplastiche in alternativa agli shopper di plastica, perché "non corregge l'attitudine del consumatore nei confronti dell'usa e getta". Tra gli sponsor del gruppo fa capolino la Total, interessata a vendere petrolio sotto forma di sacchetto di plastica piuttosto che a salvare il mondo facendo fare la spesa alla gente con un canestro di vimini o con una borsa di stoffa.

Insomma, la mia impressione e' che i produttori stiano spostando la responsabilità dell'abuso delle loro borse sulle spalle dei consumatori, che dovrebbero essere educati (non si precisa troppo bene da chi) a riutilizzarle e riciclarle. In aggiunta cercano di scoraggiare l'uso di materiali concorrenti (le bioplastiche) in nome di un condivisibile (ma arduo) obbiettivo superiore: l'educazione al consumo consapevole. Nel frattempo, vorrebbero poter continuare a fare business as usual.

Via | EuPF
Foto | mindylou2

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