Secondo quanto riportato dal Corriere.it ora anche le api sono a rischio estinzione. L’ allarme è stato lanciato dall’Apat e sottoscritto da Francesco Panella, presidente dell’Unione Apicoltori, il quale sostiene che la colpa risiede nei cambiamenti climatici ma anche nell’inasprimento delle infezioni da virus e dall’inquinamento da fitofarmaci.
In Italia ci sono circa 50 mila apicoltori e 100 mila alveari, vengono prodotti oltre 10 mila tonnellate di miele all’anno. Ma il danno (circa 250 milioni di euro ) non riguarda solo il mercato del miele e dei suoi sottoprodotti, infatti le api sono fondamentali nella produzione di pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, cocomeri, zucchine, pomodori, soia, colza.
Le api inoltre rappresentano un bioindicatore molto importante, infatti queste muoiono a causa di qualsiasi cambiamento importante che si registri all’interno del nostro ecosistema. Solo nel 2007 il nostro paese ha perso duecentomila alveari. Il fenomeno detto Colony Collapse Disorder, non riguarda solo il nostro paese ma tutta l’Europa e Stati Uniti dove solo nello scorso anno sono morte circa il 70% del “patrimonio” totale di api.
Secondo gli studiosi questa moria è causata soprattutto dall’inquinamento di aria, acqua e suolo, dai cambiamenti climatici repentini e prolungati che hanno influito negativamente sia sulla disponibilità che sulla qualità di pascoli ed acqua. Ma altre cause possono essere legate all’uso di fitofarmaci, alla presenza di infezioni molto forti e all’elettromagnetismo.
Secondo il presidente onorario di Legambiente il fattore che maggiormente crea problemi di sopravvivenza a questi anomali è l’uso di pesticidi e in particolare l’uso di pesticidi nicotici. Ermete Realacci sostiene infatti che un miglioramento ci potrebbe essere se il nostro paese prendesse esempio dalla Francia e vietasse l’uso di pesticidi nicotinoidi, che hanno un effetto tossico e altamente distruttivo per le api che perdono l’olfatto, l’orientamento e muoiono.
Via | corriere.it
Foto | orsorama
Senamion
07 feb 2008 - 11:08 - #1Almeno cambiare titolo?
http://www.ecoblog.it/post/3307/api-a-rischio-estinzione
harlock
07 feb 2008 - 11:35 - #2il titolo è cambiato: ora è un’affermazione, non più una domanda, sarà sottile ma poi, chi se ne frega del titolo… un’altra volta viene denunciato l’effetto dell’agricoltura tradizionale che nella foga di produrre di più e di uniformare in gusto la rapa e la fragola (obbiettivo gusto zero) sta perdendo uno dei più grandi artefici dell’impollinazione e rischia perciò un drastico calo della produzione.
Quando si dice mettere il c.lo nelle pedate…..
amandabbg
05 giu 2008 - 18:40 - #3non voglio questo
Incognito Vito
19 giu 2008 - 00:36 - #4Si parla sempre di estinzione delle api,dello spopolamento delle famiglie in fase di raccolto. Il danno è reale,verso l’ambiente,verso l’apicoltore,ma specialmente verso l’ape che sta muorendo. ma nessuno si chiede realmene,senza fantasticare creando castelli in aria,il motivo,o della causa naturale,o tecnica,della morte delle api.Io non mi rivolgo,a noi apicoltori.Ma ai grandi centri di ricerca nazionali,non solo devono tutelare il nostro patrimonio apistico,ma anche gli apicoltori,con l’informazione della loro ricerca(specialmente ai novelli apicoltori e anche a quelli piu’ anziani).questo è un passo in piu’ verso la salvaguardia dell’ ape ,è della natura stessa.
diego21dic
16 feb 2009 - 19:53 - #5vi meravigliate??? i maya avevano previsto la moria di api del 2008(cioè 4 anni prima del 2012) già ai loro tempi…documentatevi…