Agricoltura, sono da riscrivere le regole del Wto

Contadino in attesaRivedere le regole del WTO rispetto al commercio dei prodotti agricoli, perché è necessario salvaguardare gli ecosistemi locali e globali. In sintesi questo il messaggio lanciato da Wolfgang Sachs del Wuppertal Institute per il Clima a Roma nei giorni scorsi, per il convegno:
“Commercio e agricoltura, dall'efficienza economica alla sostenibilita' sociale e ambientale" per iniziativa della rivista Cns-Ecologia politica e della Rete Lilliput.

Alla discussione hanno partecipato anche i parlamentari Loredana De Petris e Francesco Martone, il sottosegretario Guido Tampieri e la viceministra degli Esteri con delega alla Cooperazione, Patrizia Sentinelli. La principale critica mossa da Sachs al sistema Wto -ma anche al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale- e' quella di "fare una politica agricola che non si confronta con due problemi drammatici". Il primo è il fatto che il 70 per cento dei poveri del pianeta vive in aree rurali, "e quindi non si può portare avanti una strategia che non metta al centro i bisogni degli agricoltori del sud del mondo".

Il secondo problema riguarda l'entità stessa dell'agricoltura, che "e' incrocio di molte problematiche ecologiche: acqua, deforestazione, biodiversità". Da qui la necessità di "riscrivere" le regole del gioco, cosi' da recuperare la sovranità democratica degli Stati e la capacita' dei singoli governi di proteggere i propri agricoltori, e andare sul mercato transnazionale con un accesso "qualificato, e non libero", che si basi su standard di qualità dei prodotti e, soprattutto, dei processi di lavorazione.

Oggi il mercato mondiale "e' tutt'altro che libero", ha concluso lo studioso, "e concentrato nelle mani di pochi che controllano e guadagno su ogni passaggio, a scapito dei più". Per questo, la riforma del Wto potrebbe partire da una "de-globalizzazione in parte del mercato, che permetta ai 'piu' piccoli' di sostenere le proprie imprese nel confronto con la piazza globale".
Il nuovo organismo dovrebbe quindi controllare i prezzi praticati sui mercati internazionali e regolare la concorrenza combattendo le concentrazioni di mercato.

In questa stessa direzione sono andati fino a oggi gli interventi della Cooperazione italiana guidata dalla viceministra Sentinelli, che si e' impegnata a consegnare il rapporto di Sachs alla Direzione genarale della cooperazione allo sviluppo, "cosi'", ha spiegato, "da lasciare a chi verra' al mio posto delle raccomandazioni e linee guida cui poter dare seguito". Il sostegno dell'agricoltura rurale familiare e delle organizzazioni dei produttori, ha continuato, sono stati al centro delle strategie della cooperazione italiana "proprio per garantire a questi attori dello sviluppo lo spazio pubblico e politico che meritano".

La difesa dell'agricoltura "convenzionale e biologica di piccole dimensioni", ha concluso Sentinelli, "e' una delle strade maestre da percorrere se vogliamo tutelare il pianeta dagli effetti dei mutamenti climatici e dalle disastrose conseguenze che questi stanno gia' avendo nel sud del mondo".
Via|Agi

  • shares
  • Mail