Ogni nuovo semestre, vado nella libreria universitaria a prendere i testi consigliati (obbligatoriamente) dai docenti; non è una novità che l’inflazione in questo settore sia galoppante e quindi noto da diversi anni che nelle copisteria si fa di tutto per risparmiare. Passare dai 30-40 euro (minimo) ai 3 o 4 è pratica ordinaria: la fotocopia su carta non riciclata regna incontrastata!
Per motivi di costo, le copisterie continueranno ad acquistare carta per fotocopie nuova: fin quando il rapporto di prezzo tra carta nuova e carta riciclata sarà 1 a 10, lo spreco sarà immane. Come arginare il fenomeno? L’uso della carta di fibre naturali, ovviamente non è nemmeno contemplato per lo stesso problema, anche se il “carico ambientale” di questa è 5 volte inferiore rispetto alla normale. Intervistando un proprietario della copisteria di ‘fiducia’ ho notato che lo Stato non li sussidia minimamente per l’acquisto di “materie prime” che rispettino l’ambiente, mentre la detrazione per il comparto impiantistico è aumentata.
Non condanno i gestori: per rimanere competitivi (intorno al 0.03 cent a fotocopia b/n) sono obbligati a mantenere al minimo i costi e a pagarne la differenza è sempre l’ambiente. Ecco perché sembra una presa per i fondelli il doppio cassonetto per la raccolta differenziata della carta posto sulla “via delle copisterie” della Sapienza. “Poco o quasi nullo” secondo il gestore di un’importante copisteria, “è l’apporto della raccolta dei toner o le cartucce da rigenerare”. Anche se, a livello privato, conviene sicuramente una cartuccia rigenerata ad una nuova.
Quali attività sono state intraprese nella vostra sede di lavoro per diminuire il numero di fotocopie? A livello universitario ho notato che la fotocopia è la pratica principe in cui sono specializzati tutti gli studenti: dai libri agli appunti, dai fogliettini alle slides, dagli annunci sulle bacheche e sui muri a finire con moduli burocratici di cui l’università italiana è stracolma.
Il mondo universitario sarà il fautore dell’innovazione, ma per ora è ancora un peso in termini ambientali.
planetx
11 feb 2008 - 11:09 - #1Sottoscrivo in toto, purtroppo… :’( Comunque dubito fortemente che si possa aspettare un intervento legislativo per favorire l’uso di carta riciclata nelle fotocopisterie, perchè a molti (politici sopratutto ma non solo) puzzerebbe di aiuto alla pirateria dei libri… Però è vero che certe volte ci toccherebbe comprare un intero libro da 135 euri per solo 4 capitoli francamente…. :-
Berto85
11 feb 2008 - 11:32 - #2Beh penso che cmq anche se nn su carta riciclata fotocopiare un libro sia meno “inquinante” che produrlo; infatti nn c’è la copertina e normalmente nn essendo da studiare tutti i capitoli le pagine fotocopiate sono meno rispetto all’originale; inoltre non c’è l’impatto legato alla spedizione dello stesso magari da oltre oceano.
Resta sempre il problema legato al diritto d’autore, però mi sembra che fino al 25% del libro si possa fotocopiare pagando.
Giuped
11 feb 2008 - 11:40 - #3Certo un libro di diritto tributario 65 euro che dopo un paio di anni è roba vecchia ti invita parecchio a fare foto copie. Dal punto di vista ecologico gli ebook sarebbero un ottima soluzione anche in termini di peso. Ma anche il “printing on demand” è una cosa intelligente, pensate a tutte quelle copie invendute che poi finiscono al macero.
Mennuia
11 feb 2008 - 12:46 - #4Per Berto85: non confondiamoci, non c’è la spedizione del libro ma c’è quella della carta, del toner, della fotocopiatrice. Sono convinto che una buona stampa (buona dal punto di vista ecologica) sia molto meglio che le fotocopie
Daniele_
11 feb 2008 - 18:16 - #5Mi sfugge la differenza di impatto tra il libro fotocopiato al libro comprato.. Non dovrebbe essere peggio comprarlo nuovo?
Naturo
12 feb 2008 - 02:18 - #6finkè posso, non spendo, gliene do gia troppi di soldi