
Non si può continuare ad affrontare il problema dei rifiuti come se la quantità di spazzatura da smaltire fosse un dato immutabile. I rifiuti vanno ridotti e pensare solo in termini di discariche, inceneritori, raccolta differenziata e riciclaggio è stupido. Bisogna agire alla fonte. La quantità di rifiuti è una variabile, non è un dato.
Il grafico qui sopra, tratto dal “Rapporto Rifiuti 2007″ dell’APAT (agenzia nazionale di protezione dell’ambiente) mostra un chiaro trend: ogni anno in Italia aumentano i rifiuti prodotti (le barre arancioni rappresentano le migliaia di tonnellate).
Il presidente della regione Toscana Claudio Martini, oltre a spingere per la costruzione del nono inceneritore toscano, a metà gennaio ha detto una cosa condivisibile: “[…] sogno una Toscana a rifiuti zero e per questo ho scritto al governo una lettera in cui chiedo di concordare un’intesa nazionale con la grande distribuzione per eliminare gli imballi monouso, i sacchetti di plastica per la spesa e introdurre gli erogatori di detersivi, distribuire composter domestici e ridurre la spazzatura nelle mense pubbliche. Solo con la collaborazione di tutte le Regioni riusciremo a concretizzare azioni efficaci. Prodi ci ha convocati per distribuire i rifiuti campani in eccesso, che lo faccia di nuovo per concordare una strategia di lungo respiro. Seguendo questa strada la Germania in dodici anni ha ridotto del 10 per cento i rifiuti. ”
Sono pienamente d’accordo. Altro che commissari e presidi: per risolvere l’emergenza il governo dovrebbe approvare misure coraggiose per la riduzione dei rifiuti. Perché invece che nominare commissari, non si appronta un piano serio di riduzione degli imballaggi? Non è vero però che le Regioni devono aspettare il governo centrale, alcune esperienze come quella piemontese sui detersivi lo dimostrano.
Anche il Rapporto conclusivo della commissione per le migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti commissionato dal Ministero dell’ambiente e dal Ministero per l’innovazione e le tecnologie e presentato lunedì a Firenze dice chiaramente che la riduzione dei rifiuti è indispensabile. Vuoto a rendere, vendita di prodotti alla spina, imballaggi riutilizzabili.
E’ questa la chiave per la soluzione dell’emergenza rifiuti in Campania e il modello che l’Italia deve seguire. Altrimenti si fa come quei personaggi dei cartoni animati che vanno a pescare e poi si ritrovano un buco nella barca a remi. Invece che tappare il buco, si mettono a svuotare la barca col secchio…
» Rifiuti in aumento, record in Toscana su La Stampa.it
Proust
07 feb 2008 - 11:34 - #1l’esempio della barchetta col buco è pienamente calzante.
mi chiedo: perchè paghiamo la tassa sui rifiuti in base ai metri quadri di casa?
Solo introducendo un pagamento “a peso” la gente starebbe moooolto più attenta a ciò che compra e ciò che butta via.
non ci credo che non esista un sistema per fare questa cosa, negli altri paesi come fanno?
Alsoinmybackyard
07 feb 2008 - 11:53 - #2Il sistema esiste e funziona proprio come di Proust, l’unica differenza è che anziché il peso si usa il volume per quantificare la tariffa da pagare. Come in tante altre questioni non serve inventarsi nulla, i metodi già ci sono e funzionano bene. Basta andare a vedere quello che hanno fatto in Veneto con il consorzio Priula (223 mila abitanti che fanno il 75% di RD).
Molto dipende da come vogliono gestire la questione i comuni, sono loro a poter cambiare le cose! Quindi è dai nostri sindaci che dobbiamo andare a bussare!
Proust
07 feb 2008 - 12:10 - #3mmm il volume non ha molto senso, se uno è bravo ad incastrare e schiacciare le cose spende poco e butta via un sacco di roba.
Se invece paghi a peso al massimo puoi far seccare le bucce di banana sul davanzale, ma più di tanto non puoi fregarli….
Alsoinmybackyard
07 feb 2008 - 17:00 - #4beh non è proprio così, anzitutto tecnicamente non si può fare la pesa di un secchio che al massimo pesa 10 chili (come quello domestico) si può fare solo per pesi superiori (tipo raccoglitore rifiuti in un supermercato), e poi con il volume si fa in modo di limitare la raccolta, cioè si mette fuori il sacco o il secchio con i rifiuti solo quando è ben pieno e non prima.
Marco-TO
07 feb 2008 - 19:40 - #5Sono piuttosto pessimista.
Ci sarebbero queste decisioni da imporre all’Italia se ci fosse un governo e invece che sta succedendo?
Due mesi di campagna elettorale, altre settimane per raffazzonare una maggioranza, poi la creazione di un governo, la spartizione delle poltrone…
…e intanto le immondizie crescono, il sindaco di Asti al TG3 Piemonte ieri sera candidava il suo comune per accogliere un inceneritore da 300.000 tonnellate/anno, altroché ridurre i rifiuti a monte!
La cosa più semplice non è mai presa in considerazione!
Perché non si studiano “il rasoio di Occam”? Una teoria vecchia di 500 anni ma ancora utilizzata in tutte le tecniche di problem solving!
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21 apr 2008 - 10:44 - #6uyttttytttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt
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21 apr 2008 - 10:45 - #7è uno skifo