Lo scorso giugno la CITES (Coral Reef Task Force) aveva proposto di includere i coralli nella lista delle specie in pericolo di estinzione. Ufficiale invece la loro entrata nella Lista rossa delle specie animali e vegetali più minacciate nel pianeta dell’IUNC (World Conservation Union).
Oggi invece, proprio l’IUNC, fornisce dei dati che avvalorano l’ipotesi di una scomparsa futura dei coralli. Secondo un rapporto sul 2005 di recente presentato dall’istituto, le alte temperature delle acque combinate con gli effetti degli uragani hanno devastato un grande numero di barriere coralline.
Tra le regioni più colpite dei Caraibi c’è l’area che va dalla Florida alle Antille Francesi alle isole Cayman: in questa zona nell’agosto 2005 un forte sbiancamento ha interessato qualcosa come il 50%, se non il 95%, delle colonie di coralli. Più della metà di queste sono morte soprattutto in prossimità delle Piccole Antille.
Un grande danno ambientale ma anche economico. Il rapporto sottolinea infatti come le barriere coralline sono fonte di tanti soldi per attività come la pesca e il turismo: il valore contabilizzato va da 3,1 a 4,6 miliardi di dollari l’anno.
Parla chiaro Carl Gustaf Ludin, capo del programma marino della World Conservation Union: “Se non facciamo qualcosa per combattere i cambiamenti climatici, rischiamo di far scomparire per sempre le barriere coralline”. “E’ un momento cruciale per i coralli – hanno detto invece Clive Wilkinson and David Souter., autori del rapporto – Una riduzione consistente delle emissioni di gas serra nei prossimi 20 anni sarebbe essenziale per controllare il futuro riscaldamento globale e l’aumento dei livelli di CO2”.
Via | “Status of Caribbean Coral Reefs after Bleaching and Hurricanes in 2005″ da IUNC
Foto | Sam and Ian
Sefora
29 feb 2008 - 20:05 - #1purtroppo quello delle barriere coralline è un problema delicato. I cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature dei mari sono una realtà purtroppo incomatibile con le esigenze fisiologiche di molte specie. Ho trovato uno studio su come si sta cercando di limitare i danni attraverso l’uso di corrente elettrica: l’ho postato sul mio blog, ma rimane il fatto che tecnologie si e tecnologie no, ciò che realmente bisogna fare è cambier modo di agire, produrre e consumare per poter aiutare la terra a non alterare ulteriormente la propria temperatura.