Bistecche d'oro: aumenta del 400% il prezzo della carne

banco di macelleriaI conti non tornano. Almeno in macelleria. Dall’allevatore al consumatore il prezzo della carne lievita del 400%, mentre rischiano di chiudere le stalle per l’esagerata flessione dei prezzi e mentre i consumi crollano in maniera verticale.

Ad esempio, maiali cresciuti in Italia vengono pagati agli allevatori attorno a 1 ,25 euro, al chilo, prezzo che non riesce nemmeno a coprire i costi di produzione. Ma il prezzo del maiale dalla stalla alla tavola moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e per oltre venti se é il prosciutto a finire nella busta della spesa, con l'effetto che gli acquisti familiari di carne suina e salumi si sono ridotti del 2,3 per cento nel 2007.

E se il prezzo medio pagato dai consumatori per il coniglio si avvicina agli 8 euro al chilo, agli allevatori è riconosciuto un importo di circa 1,5 euro al chilo che mette a rischio la sopravvivenza dei circa 5mila allevamenti presenti in Italia.

“Nella forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c'é - secondo Coldiretti, autore dello studio - un sufficiente margine per garantire una adeguata remunerazione agli allevatori e non aggravare i bilanci delle famiglie. E' necessario lavorare per rendere più trasparente e diretto il percorso del prodotto con l'etichetta di provenienza". La battaglia, dunque, come nel caso della passata del pomodoro , è aperta all'uso delle etichette, al momento per le carni di maiale e coniglio, al fine di informare il consumatore sull'origine.

Via | Coldiretti

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