Il difensore civico dei consumatori norvegese (ombudsman) ha vietato di associare gli attributi “verde”, “pulito” e “non dannoso per l’ambiente” (in inglese “environmentally friendly”) alle auto: è pubblicità ingannevole.
Bente Oeverli, funzionario dell’ombudsman norvegese ha dichiarato: “Le auto non possono fare niente di buono per l’ambiente, a parte arrecare un minor danno rispetto ad altre auto.”
Per questo l’ombudsman ha sentenziato che le pubblicità non possono sostenere in alcun caso che un’auto sia semplicemente “verde”. Al massimo si può dire che un veicolo è più pulito di un altro, ma i motivi vanno specificati carte alla mano. Attenzione però: non si tratta di “motivi” generici. Al contrario, sono richiesti dati di impatto ambientale che comprendano tutto il ciclo di vita di un’auto dalla nascita fino allo smaltimento: produzione, emissioni, consumo energetico e riciclaggio.
Insomma, in Norvegia hanno chiaro un concetto ben espresso da quelli di carectomy.com: l’auto più pulita è quella che non guidi.
Se penso che in Italia abbiamo il coraggio di chiamare “verde” la benzina, mi viene da ridere…
Via | Carectomy
Foto | onyrix.com
Vhemt
11 feb 2008 - 13:31 - #1Avanti 200 anni luce.
Chiudete gli occhi e immaginatevi le città più belle d’italia, senza macchine, solo bici e pedoni.
stever
11 feb 2008 - 13:35 - #2che bello ! ed io potrò lavorare da casa o dovrò dormire col sacco a pelo sotto l’ufficio ? nel primo caso ok ma nel secondo sarei un pò cagevole di salute e tra smog e cartoni al freddo preferisco il primo !
stever
11 feb 2008 - 13:40 - #3…tutti che parlano di bici, risciò, mezzi pubblici efficienti che non arriveranno mai, domeniche ecologiche, blocchi al traffico, aria pulita ma NESSUNO che immagina un’Italia dove TUTTI coloro i quali possono lavorare totalmente o parzialmente con telefono e piccì lo fanno da totalmente o parzialmente da casa liberando totalmente o parzialmente le strade dal traffico favorendo l’aria pulita e un maggiore scorrimento (che è la stessa cosa) delle auto di coloro i quali per tipologia di lavoro non potranno purtroppo mai utilizzare il telelavoro !
chube
11 feb 2008 - 15:19 - #4@stever: lo scopo di questa iniziativa è garantire una pubblicità corretta e non distorta dai soliti giri di parole. Credo che questa sia una necessità primaria verso la quale difficilmente si possono porre delle critiche. Per quanto riguarda l’uso dell’auto ognuno fa quello che può, ci sono innumerevoli sprechi e non si può criticare chi come te per necessità è costretto ad utilizzarla.
Marco-TO
11 feb 2008 - 15:23 - #5stever, senti questa.
L’anno scorso partecipai qui a Torino a un convegno sulla mobilità urbana. I relatori erano urbanisti e professori universitari. Parlarono di monitoraggi satellitari dei flussi di auto, auto intelligenti con rilevatori GPS, mezzi elettrici che si guidano da soli interfacciati con un mega-computer che controlla il tutto… il futuro? la fantascienza?
Alla fine il pubblico poteva fare alcune considerazioni che , purtroppo, non avrebbero avuto risposte.
Presi la parola dicendo:”A Torino, avete affermato che ogni giorno entrano ed escono 300.000 auto, traffico tipicamente pendolare. Quante di queste persone già adesso potrebbero lavorare da casa tramite il tele-lavoro?”
Non ricevetti alcuna risposta e mi guardarono come uno zombie.
A me viene sempre in mente il “rasoio di Occam”, normalmente la soluzione più semplice è la migliore.
Conosco molte persone che fanno decine di chilometri ogni giorno per poi andare a lavorare davanti a un CAD o fare traduzioni o altro, tutti lavori che potrebbero fare… da casa!
carloprevosti
11 feb 2008 - 15:37 - #6Qualcuno potrebbe leggere ad alta voce questo post alla giunta Moratti di Milano, forse da soli non ce la fanno. Evviva l’Ecopass…
chube
11 feb 2008 - 15:54 - #7Il traffico e le conseguenti innumerevoli contravvenzioni elargite sono una delle principali fonti di autofinanziamento comunale. Tutte le iniziative che si stanno proponendo sono infatti di tipo repressivo/pecuniario, e soluzioni ottimali come il telelavoro sono relegate da decenni nella sperimentazione. Basterebbe una forte detassazione per chi sceglie di adottare il telelavoro per risolvere innumerevoli problemi. Ma i petrolieri non vedono di buon occhio quest’opportunità….
FabriMilano
11 feb 2008 - 17:42 - #8Qualche giorno fa sfogliando una rivista ho letto una pubblicità che mi ha fatto INORRIDIRE, lo slogan diceva: C’è chi ama l’ambiente a parole, e chi lo ama con la nuova Peugeot 308. Purtroppo l’Italia non è la Norvegia….
stever
11 feb 2008 - 17:47 - #9che poi i pochi casi di telelavoro vengono chiamati in tv “sperimentazioni” ! ma quale sperimentazione ? io a casa con una normale adsl flat da 20 euro mese, un firewall/router/modem da 50 euro, un pc nemmeno nuovissimo, un abbonamento telefonico flat da 20 euro mese e skype montato mi ritrovo praticamente un ufficio funzionante dentro casa che si collega ad internet, alla rete aziendale (server ed IBM As/400) e con una webcam anche ad alcuni miei colleghi…però continuo a fare 120Km rigorosamente diesel (con Fap però) per 6 gg alla settimana per lavorare esattamente come potrei lavorare da casa (programmatore) perchè…..alla dirigenza piace vederti, controllarti e soprattutto comandarti !
rnrstyle
12 feb 2008 - 01:36 - #10.alla dirigenza piace vederti, controllarti e soprattutto comandarti !
non so quanto sia vero
ma io posso dirti che devo andare fino alle 10 e mezza di sera anche a l sabato e alla domenica per ricevere telefonate
lavorare sul computer e mandare ai giornalisti i fruti del mio lavoro via ftp
non avrebbe senso farlo da casa?
LOVEBIKE
14 mar 2008 - 10:50 - #11concordo pienamentecon il norvegese………….e qui in Italia???
l’ultimo post nel mio blog riporta una riflessione proprio su questo argomento