Il pozzo sonda sulle spiagge occidentali di Grado ha superato i 500 metri di profondità e dovrà scendere per altri 200, fino a trovare quello che i geologi ritengono essere un acquifero caldo. Il progetto e’ finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Grado ed e’ sostenuto dall’Unione Europea attraverso il fondo strutturale Obiettivo 2.
I calcoli dicono che sarebbe possibile prelevare dal sottosuolo ventidue litri d’acqua al secondo alla temperatura di 55 gradi. Ciò permetterebbe una produzione stimata annua di circa due megawattora di energia con cui teleriscaldare un paio di edifici comunali, oltre ad aziende e privati della zona. L’acqua verrebbe poi ripompata in profondità per evitare subsidenza.
L’assessore regionale alle Relazioni Internazionali e per le Autonomie Locali e Comunitarie, Franco Iacop, ha detto che “si tratta di un progetto di grande attualità, anche perché coincide con gli obiettivi che si pone la programmazione europea per il settennio 2007-2013, in ottemperanza all’Agenda di Goteborg, con la quale si propugna lo sviluppo sostenibile del territorio, e l’Agenda di Lisbona, per lo sviluppo e l’occupazione”.
Via | Regione FVG
Foto | the bbp
AXE
13 feb 2008 - 10:04 - #1700 mt sono tantissimi, ma non è zona sismica ?
Proust
13 feb 2008 - 10:35 - #2mmm effettivamente fare un buco di 700 metri per avere due megawatt non è una cosa furbissima, senza calcolare anche la pompa che ci vuole per ciuciare su l’acqua…
in un anno fa più energia mia zia che fa mezz’ora di cyclette tutti i giorni…
p.s. lumachina, rivedi le unità di misura: “produzione stimata annua di circa due megawatt di energia”, il MW è potenza
Lumachina
13 feb 2008 - 22:01 - #3Proust, effettivamente ho riportato quel che dicevano senza accorgermi dell’errore. Mi cospargo il capo di cenere.
Ripensandoci, se fossero 2 Megawattora all’anno… basterebbero appena per 2-3 abitazioni.
talponer
11 mar 2008 - 17:19 - #4Nell’articolo si parla di due MW ORA che e’ una unita’ di energia… E a quanto ne so io direi anche che e’ abbastanza per scaldare un paio di edifici.