Oggi in vigore la riforma del Codice dell’ambiente

Nuova definizione di rifiuto nel codice ambientale. Foto Oishi KuranosukeEntra oggi in vigore la riforma del Codice dell’ambiente, ovvero del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Tra le principali novità quella sul concetto di rifiuto considerato come una conseguenza non voluta del ciclo produttivo il cui trasporto e smaltimento sono a carico del detentore e sottoposti a controlli. In particolare, si è abbandonata la definizione di rifiuto quale sottoprodotto e materia prima secondaria sin dall’origine così come indicato dalla Corte di Giustizia Ue che aveva determinato come “restrittiva” la nostra definizione di rifiuto. La riforma ristabilisce infine la gerarchia dei principi di gestione: riduzione, riutilizzo, riciclo.

Viene ripristinata la nozione di scarico diretto, inteso come quello operabile esclusivamente tramite condotta, in modo da precludere la possibilità che i rifiuti liquidi possano venire a confluire nelle acque di scarico esenti da smaltimento e da assicurare la garanzia dei dovuti controlli su tali rifiuti, onde evitare nocumento alla salute pubblica.

In materia di Via (Valutazione d’Impatto Ambientale) si stabilisce che la valutazione andrà eseguita sul progetto definitivo e non più preliminare fino a un massimo di 330 giorni. Più spazio inoltre ai cittadini che potranno intervenire negli iter procedimentali. Viene infine eliminato l’istituto del silenzio-rigetto, secondoil quale in assenza di risposte si considera rifiutata la richiesta di valutazione presentata.

Via | Gazzetta ufficiale
Foto | Oishi Kuranosuke

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