
Con la scusa della produzione di biocarburanti è aumentata la distruzione di spazi verdi da destinare a coltura per la produzione di mais ed etanolo. La spinta inflattiva sul prezzo del grano ha prodotto effetti su tutta la filiera alimentare mondiale (con i dovuti problemi di redistribuzione a danno dei paesi più poveri) ed anche per questo è stata anche richiesta la moratoria in sede Onu.
Due analisi indipendenti pubblicate sulla rivista Science, dimostrano che il contributo dei biocarburanti al surriscaldamento globale è notevole: finché la tecnologia non sarà in grado di permettere l’uso senza emissioni di gas serra, gli effetti di questi combustibili possono esser paragonati a quelli da inquinamento per combustibili fossili. E pensare che molti politici hanno fatto dell’implementazione dei biocombustibili il loro cavallo di battaglia elettorale sia in Europa che negli Usa.
I ricercatori della Princetown University e dell’università dell’Iowa, con l’aiuto di un consulente agricolo, hanno dimostrato che in 30 anni, l’uso del mais tradizionale a base di etanolo, potrebbe produrre più del doppio delle emissioni di gas nocivi rispetto al previsto, inquinando come la benzina. L’altra analisi invece, a cura dell’Università del Minnesota, dimostra che la deforestazione di zone pluviali, torbiere, praterie e ampie zone della savana per far spazio alle colture (soprattutto nell’area Sud-Est Asiatica e dell’America Latina) sarà la causa del surriscaldamento globale dei prossimi decenni.
La prima a pagare il costo per la produzione di biocarburanti è proprio la terra: anche se riuscissimo a convertire tutto il settore dei trasporti da benzina a biocombustibile ed applicare tecnologie che consentirebbero l’emissione di gas non nocivi all’effetto serra, ci vorranno almeno 160 anni prima di avere effetti positivi sui cambiamenti climatici. Se si implementeranno le tecnologie di “seconda generazione del biocombustibile” la condanna dell’etanolo forse potrà esser evitata.
Via | Washingtonpost
tim8
14 feb 2008 - 10:18 - #1Basta con sta stronzata del riscaldamento globale!Serve solo per mengiare soldi.Parlassero delle scie chimiche che ci ammazzano!!!Sveglia!
Naturo
14 feb 2008 - 13:15 - #2s t r o n z a t e!!!!
smettetela di scrivere eresie!!! non lo capite che sono balle?? uff…quanta ignoranza…
scusate la parolaccia ma ci sta
Naderas
14 feb 2008 - 15:48 - #3Non é una cosa nuova Greenpeace gia da tempo rese noto quello che succede in indonesia con l’olio di palma
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/olio-di-palma
Coltivare biocarburante da noi non é che modifichi tanto la situazione prima di tutto dovremo modificare la maggior parte delle terre coltivate in Italia a scopi alimentari, questo significa che dovremo importare il cibo, (ma tanto che ci importa abbiamo i bio-carburanti per trasportarlo); poi dovremo considerare il concimi da distribuire, ad esempio per il mais siamo sui 200-400 kg/ha di solo N, (con possibile inquinamento delle acque e conseguente eutrofizzazione); dobbiamo tener presente anche l’utilizzo delle risorse idriche e il combustibile per le lavorazioni.
Personalmente non credo che i bio-combustibili siano la tecnologia piú adatta per ridurre l’effetto serra e risolvere il problema del petrolio.