Pasta fresca: Made in Italy si può

La locandina del convegnoProvare a produrre pasta fresca solo con grano italiano. Si può. O meglio lo sapevamo che si poteva, almeno in passato. E lo si riscopre oggi grazie ad una sperimentazione durata due anni frutto della collaborazione tra la Cna alimentare e Coldiretti che ha coinvolto l'intera filiera, dagli agricoltori ai panificatori. Il progetto, appoggiato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, è stato presentato in un convegno dal titolo "Pasta fresca: made in Italy si può".

Attualmente, spiega il presidente di Cna alimentare, Andrea Moscardi, per la produzione di pasta fresca si fa ricorso a miscele di semola di grano duro e di farina di grano tenero che i molini producono utilizzando principalmente granella di provenienza estera. "Non si riusciva finora - aggiunge - a trovare il tipo di sfarinato adatto a questo tipo di produzione" in termini di contenuto proteico, qualità del glutine e parametri caratteristici.

Ma non è solo questione di materia prima. I rincari della pasta fresca, i cui costi di produzione sono aumentati per il settore del 28% nel 2007, con punte del 50% fanno propendere per una produzione più autarchica della regina della cucina "made in Italy".

Le farine e le semole rappresentano la prima voce sul costo complessivo, incindendo per il 36% del totale, seguita da quella del personale con il 29%. Secondo i dati Cna i prezzi degli sfarinati nell'ultimo anno hanno subito aumenti tra il 60 e l'80%. Secondo Andrea Moscardi, presidente del Cna alimentare, "gli aumenti dei prezzi che ci sono stati sono perciò giustificati".

La produzione di pasta fresca è soprattutto prerogativa delle piccole imprese artigiane e la scarsa disponibilità di risorse ha limitato lo sviluppo di frumento con le caratteristiche adatte.

Con l'accordo tra la Cna e Coldiretti sono state realizzate produzioni di pasta made in Italy nelle ultime due annate agrarie. Il risultato è poi stato analizzato dalla rete biolab (una struttura che conta su 14 laboratori in Italia offrendo analisi e consulenze nel campo agroalimentare) che ha certificato l'equivalenza qualitativa tra le produzioni "tradizionali" e quella frutto della sperimentazione.

Via | Cna

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