Sulla questione OGM, l’Europa ancora una volta mostra ipocrisia, stabilendo due pesi e due misure rispetto alle decisioni da prendere. Questa voltà la “doppia pesata” tocca alla “superpatata” del gigante chimico tedesco Basf.
Nei prossimi giorni la Commissione europea chiederà ai 27 ministri dell’Agricoltura di approvare per la commercializzazione nell’Ue una patata Ogm. La peculiarità della “superpatata” è quella di contenere un alto contenuto di amidi, ma sopratutto di essere resistente a due antibiotici, Neomicina e Kanamicina.
Una valutazione favorevole è stata espressa dall’ Efsa (Autorità europea di sicurezza alimentare) che ha suggerito alla commissione europea di non applicare un divieto, esistente dalla fine del 2004, per tutti gli Ogm contenenti geni di resistenza agli antibiotici “che potrebbero avere un effetto negativo sulla salute umana e sull’ambiente” (art.4 direttiva Ce 2001/18).
La “superpatata” nasce in casa Basf (che ne chiede l’autorizzazione per l’uso a fini industriali in particolare nelle cartiere, e per l’uso dei residui nei mangimi per animali) e chiede, però, che sia concessa una tolleranza di contaminazione al di sotto della soglia dello 0,9%, una sorta di “licenza di contaminare” la catena alimentare umana .
Intanto, un’altra procedura parallela di autorizzazione della patata, ma riguardante la sua coltivazione nell’Ue, è stata nel frattempo bloccata dal commissario europeo all’Ambiente, Stavros Dimas.
L’approvazione ruota intorno all’importanza dei due antibiotici Neomicina e Kanamicina usati per le infezioni intestinali e a cui la “superpatata” è resistente. La storia si gioca intorno ai pareri scientifici di tre organismi l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l’Emea (Agenzia europea per la valutazione dei farmaci), e l’Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare).
Secondo l’Efsa, i due antibiotici non sono affatto di “cruciale”importanza.
Ma già nel 2005 l’Oms aveva classificato Neomicina e Kanamicina nel gruppo degli antibiotici “di importanza critica” per il loro uso clinico, e l’Emea, successivamente, aveva confermato questa valutazione, smentendo clamorosamente l’Efsa: i due antibiotici, aveva scritto in un parere richiesto dalla Commissione europea, non possono essere definiti come “di minore importanza terapeutica”, e la loro importanza, al contrario, potrebbe aumentare nelle strategie di lotta al fenomeno crescente, e sempre più preoccupante, dei batteri ‘panresistenti’ o ‘multiresistenti’ alle terapie antibiotiche.
Non solo. Ma smentendo ulteriormente l’Efsa, l’Emea sottolineava che il gene di resistenza alla Kanamicina e alla Neomicina (nptII) in genere ha lo stesso effetto anche sulla Gentamicina, un antibiotico ancora più importante dei primi due.
“L’Autorità alimentare - osservava l’Agenzia europea dei farmaci- afferma che il gene nptII inserito nella patata Basf non conferirebbe resistenza alla Gentamicina, citando due studi che non è stato possibile identificare, e dei cui autori non è stato possibile valutare l’indipendenza”.
L’Efsa, però dopo aver preso atto dei rilievi dell’Emea, ha riconfermato (marzo 2007) la sua valutazione favorevole alla “superpatata”, invocando questa volta l’argomento secondo cui la frequenza del trasferimento del gene di resistenza agli antibiotici dalle piante ai batteri sarebbe “estremamente basse”, e che, di conseguenza, la presenza di questo gene nell’Ogm “non pone rischi rilevanti per la salute umana o animale o per l’ambiente”.
La Commissione europea, è responsabile della gestione dei rischi, e potrebbe non seguire il parere dell’Efsa decidendo di bloccare l’autorizzazione e applicando il principio di precauzione. Ma il commissario alla Salute, Markos Kyprianou, già ha chiesto l’approvazione ai ministri mostrando così poco coraggio. L’Italia voterà contro, ma si sa che non rientra nella maggioranza. E così la Commissione avrà il potere di concedere l’autorizzazione, in piena autonomia dagli Stati membri.
Via|Notizie Alice
chube
20 feb 2008 - 11:39 - #1Complimenti!!! A nessuno è venuto il sospetto che introdurre organismi resistenti ad antibiotici ne implica l’utilizzo su larga scala? Quali possono esserne la conseguenze? Forse lo sviluppo di resistenza da parte dei parassiti… Forse la contaminazione da parte di questi antibiotici dell’ambiente e della catena alimentare (a cui fa capo anche l’essere umano).
Ho paura di queste commissioni che decidono con troppa arbitrarietà, troppi interessi, troppa ingerenza e poca trasparenza negli studi.
planetx
20 feb 2008 - 13:44 - #2Concordo… Kanamicina e Neomicina sono due antibiotici utilizzati nei casi difficili, anche se on classificati come salvavita (che sono ancora più estremi). Ergo:
-autorizzazione patate resistenti a questi antibiotici
-rapida diffusione delle patate suddette
-selezione naturale dei batteri resistenti (o parassiti o quel ke volete)
-se ci becchiamo un’infezione intestinale (o peggio) con uno di questi parassiti si dovranno usare farmaci salvavita, perchè siamo infettati da ceppi resistenti agli antibiotici ad ampio spettro sopra citati
piango :’(
PS: ma usare il glifosato (erbicida non tossico per animali) e le relative resistenze mai eh? >__>