La pesca mette in pericolo d'estinzione gli squali

Squali in pericolo di estinzione Gli scienziati avvertono: la caccia intensiva di squali per le pinne e per la carne ha messo in pericolo altre nove specie. In particolare la popolazione di squali martello in alcune parti del mondo è stata oggetto di attacchi continui, fino alla riduzione del 99%. La sua particolare vulnerabilità ne farà dichiaratamente l'oggetto di minaccia globale d'estinzione dal World Conservation Union (IUCN).

Sulla lista dell'IUCN purtroppo non è l'unico nome: alla conferenza tenutasi ieri presso l'American Association for Advancement of Science di Boston l'elenco conta 126 tipi diversi di squalo tra cui anche lo squalo tigre e lo squalo toro nonostante le dimensioni ben superiori ai martello. Il problema si è aggravato negli ultimi tempi, quando da minaccia locale, si è passati a livello di minaccia mondiale, rendendo impossibile di fatto la protezione.

Recenti studi hanno dimostrato che tutte le popolazioni di squali nel nord-ovest Atlantico sono diminuite in media del 50% sin dai primi anni 1970. Gli squali possono estinguersi molto prima di altre specie perché impiegano mediamente un periodo più lungo per diventare adulti - addirittura 16 anni nel caso degli squali martello.

Purtroppo le pinne sono molto apprezzate in Cina e il loro prezzo finale si aggira sulle 140 sterline al kg. Fino a poco tempo fa mangiare di pinne di squalo era una prelibatezza riservata ai ricchi in Cina, ma come la classe media del paese è cresciuta negli ultimi 25 anni, così è cresciuto il mercato delle pinne di squalo.

La pesca eccessiva ha causato un calo del 90% nelle popolazioni di squali in tutto il mondo, con punte del 99% già osservate lungo la costa orientale degli Stati Uniti: il declino di predatori come gli squali può avere conseguenze devastanti per l'ecologia marina locale. In un caso studio pubblicato l'anno scorso una consistente diminuzione del numero di squali predatori nel nord Atlantico, dopo il 2000, aveva permesso la crescita di popolazioni di prede abituali, causando lo squilibrio della catena alimentare del Nord Carolina.

La caccia agli squali è illimitata nelle acque internazionali, per questo in sede Onu una moratoria potrebbe evitare il peggio. Alcuni sforzi di conservazione per gli squali si concentreranno sui "punti di raccolta" dove gli squali riuniscono durante le migrazioni: i percorsi sono paragonabili a delle "autostrade" sottomarine. Un'area di queste si trova tra il Messico e l'Ecuador in direzione Sud. Un sito tra le Hawaii e Messico, invece, è stato definito il caffè dello squalo bianco dagli scienziati dell'Università di Standford: lì c'è un punto di ritrovo continuo, dove anno dopo anno, si ritrovano, come fosse un bar. Abitudine degli squali infatti è andare fare uno spuntino, vedere e farsi vedere.

Via | The Guardian
Foto | Ope

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