Il paesino di Castelbuono è venuto alle cronache, da diversi mesi, per la scelta coraggiosa del suo sindaco Mario Cicero di applicare non solo la raccolta differenziata, quanto a dorso di asini.
La notizia può o poteva sembrare curiosa, ma il sindaco non ha fatto altro che recuperare il vecchio sistema di trasporto delle Madonie, zona della provincia di Palermo, in cui appunto si trova il comune di Castelbuono.
La notizia è rimbalzata di agenzia in telegiornali portando Castelbuono sulla Reuters. Conseguenza: grande afflusso di turisti che così hanno la certezza di entrare in un paesino incontaminato per davvero.
La saggezza del sindaco va però oltre. Seguendo le vecchie usanze ha ripreso assieme agli allevatori locali e a diversi istituti di ricerca, tra cui l’ISA (Istituto scienze alimentari) CNR di Avellino hanno inziato a riprendere e a studiare il latte d’asina.
Non per riproporre i bagni alla Poppea ma perché il latte d’asina si è rivelato un alimento importantissimo per quanti, soprattutto i lattanti, soffrono di allergie al lattosio. Per la sua composizione, difatti, è molto simile al latte materno, ma con un contenuti di grassi nettamente inferiore.
Di seguito vi riporto la chiacchierata che ho avuto con il sindaco Mario Cicero al telefono.
D.:Sindaco da dove nasce questa iniziativa che culmina nel convegno “Il valore dell’asino” che si tiene a Castelbuono dal 29 febbraio al 2 marzo?
R.: Nasce dal rapporto che Castelbuono, ha già da diversi anni, con questi preziosi animali. E da quando abbiamo deciso di utilizzarli nella raccolta differenziata. Con l’impiego degli asini, nei primi otto mesi del 2007 abbiamo raccolto 136.000 chili in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando la raccolta era meccanizzata. E poi conviene alle casse comunali: Ogni furgone ci costava 30.000 euro , spesa che ammortizzavamo in cinque anni. A cui vanno aggiunti circa 8000 euro , tra assicurazione, bollo, manutenzione e gasolio. Poi il furgone va sostituito; di contro un asino che abbia compiuto tra i 3 e i 5 anni ci costa fra i 700 e i 1.500 euro e lo sostituiamo solo quando diventa anziano e tra alimentazione e ricovero in stalla, più pulizia e attrezzatura, costa € 2000. Tre animali sostituiscono due furgoni, mentre gli operai impegnati si riducono da quattro a tre. Faccia un po’ Lei i conti…
D.: Ma il latte d’asina cosa c’entra?
R.:Il latte d’asina era un alimento prezioso nel passato. E lo abbiamo perso come tradizione. Oggi studi dimostrano che è tollerato da quanti soffrono di allergie al lattosio, pensi a tutti quei lattanti e neonati che non possono bere latte, ad esempio. Tra l’altro la dott.ssa Filomena Nazzaro ricercatrice del CNR di Avellino presenterà lo studio sulla possibilità di ricavare lo yogurt. Ma attualmente la legge italiana è carente e non consente la commercializzazione di latte d’asina. Con Coldiretti nazionale e locale stiamo cercando delle soluzioni.
D.:Altre iniziative?
R.:Bè le giornate non saranno solo di studio ma anche di degustazione dei prodotti tipici delle madonne come olio e salumi.
PiresPortugal (Neo-ITALIANO, Neo-Machiavelli)
10 nov 2008 - 04:29 - #1Ho visto a Rai3 a alte ore della note un programma che mi sembrou dei più intelligenti e di migliore servizio pubblico: Telecamere di Anna La Rosa con Brunetta che non solo punisci i fannulloni ma premia le migliore idee di creatività e intelligenza, fra questa la raccolta deferenziata con asini a Castelbuono. Meritocrazia nel suo migliore.
Brunetta ha detto di essere di sinistra. Secondo me è un politico di una Neo-sinistra e Neo-destra: prende il migliore della vecchia sinistra, (uguaglianza nel trattamento di elite e poveri, tornelli per tutti), e il migliore della Neo-destra, (meritocrazia della creatività e intelligenza). Ma io credo che certe volte è ancora meglio una certa dose di Neo-anarchia: più relatività nel valore delle leggi, applicata quando è sicuro del interesse generale, ma non applicarla quando certamente produce ingiustizia o solo danni. Credo che tornelli non hanno valore per politici, amministratori, gerenti, magistrati, artisti, ecc. Certe professione hanno bisogno di libertà per produrre migliore e non sempre la migliore produttività è negli uffici. Immagino magistrati a lavorare da casa e fare migliore servizio con Internet senza presenza fisica nei tribunali. Dove il potere mafioso fa paura a testimoni e magistrati i tribunali tradizionali mi sembrano un palco di bugie. Immagino che un senatore o parlamentare certe volte possa essere più utile politicamente con lavoro d’investigazione che a votare su quello che non conosce.