
Mentre in Italia era l’ora di pranzo di un lunedì qualsiasi, in Brasile, nella città di Tailandia (a circa 180 km a sud di Belem) è scattata una maxi-operazione congiunta tra polizia e forze paramilitari per salvaguardare la foresta amazzonica. Già la settimana scorsa la città era stata teatro di scontri tra la polizia e le popolazioni locali cui sono state sequestrati 17000 metri cubi di legname illegale.
L’operazione ha visto impiegati oltre 1000 uomini impiegati sin dall’alba per contrastare il proliferare dell’attività delle taglio non autorizzato del legname della foresta pluviale, sebbene sia la principale fonte di sostentamento per le popolazioni locali. La situazione sociale è tesa in una delle zone più pericolose del Brasile mentre i dati ufficiali sull’attività di taglio illegale parlano di circa 2700 miglia quadrate tagliate negli ultimi 5 mesi del 2007.
A farne le spese, oltre alla solita foresta amazzonica, sono anche le popolazioni locali cui non viene proposta un’alternativa di sviluppo economico: l’operazione è stata denominata “Arco di fuoco” e secondo il portavoce della polizia locale, diventerà un impegno continuo delle forze dell’ordine locali. La domanda sorge spontanea: chi ha ordinato tutto quel legname? Non mi sento di condannare le popolazioni che vivono sotto la soglia della povertà assoluta (meno di 1 dollaro al giorno), perché forse noi al posto loro, faremmo molto peggio.
Via | Reuters
Gianca77
27 feb 2008 - 14:46 - #1quoto le ultime tre righe
Gino36
28 feb 2008 - 01:48 - #2Quelle legname arriva tra l’altro nelle case di quelle brave persone che per le quali è indispensabile che porte, mobili e finestre siano realizzate in legni rari e pregiati. Le stesse persone per le quali una vita senza pavimenti in parquet non è degna di essere vissuta…..
Senza la domanda per questi prodotti “indispensabili” non ci sarebbe tutto questo interesse nel disboscare, in motli casi illegalmente, le ormai sempre più rare foreste tropicali e non solo per lucrarci sopra cifre stellari.