Dragaggio nel Porto Pescara, intervista a Federconsumatori Abruzzo

Canale del Porto Pescara da Francoventoso

Nei giorni scorsi il porto di Pescara era stato chiuso alle grandi navi perché i fondali marini sono troppo bassi a causa della presenza di fanghi e sabbia derivanti dall'omonimo fiume. Tante le conseguenze: economiche (basti pensare all'impossibilità di attracco delle navi), ambientali (depauperamento dei fondali marini) e per la salute dell'uomo.

Per saperne di più abbiamo fatto qualche domanda a Franco Leone, presidente di Federconsumatori Abruzzo. L'associazione da tempo infatti denuncia la situazione invocando pratiche di smaltimento trasparenti dei fanghi fluviali per il fiume Pescara. In particolare, Federconsumatori parla di "uno sconvolgimento dell'equilibrio ambientale da cui origina poi la vita della fauna marina. Con il cambiamento del fondo del mare scompaiono le telline, i cannolicchi, le vongole, fino ad arrivare a tutta la filiera della catena alimentare, che rischia di essere compromessa nelle zone di riproduzione. Non c'è solo un problema di balneazione, ma anche di tutela della salute dei cittadini e delle attività di pesca".

Dottor Leone, quale lo stato attuale del Porto?

Con la nuova realizzazione della diga foranea, il fiume Pescara (che tende a depositare) si ritrova un “tappo” che non fa altro che determinare un accumulo di detriti e fanghi. Il fiume ha inoltre una portata di acqua scarsa, non impetuosa: si tratta oggettivamente di un corso di acqua che ha bisogno di dragaggio continuo.

Attualmente a che punto stanno i lavori di dragaggio?

Siamo una fase in cui ci sono state varie azioni di dragaggio ormai concluse, anche per la presenza di problemi. Ad esempio, il dragaggio lungo il canale non è possibile perché sono presenti nei fanghi sostanze tossiche e nocive come cadmio, piombo, mercurio. Si tratta di sostanze pericolose perché entrano nella catena alimentare. Soprattutto per il mercurio che contamina il pesce.

Esistono quindi delle conseguenze dirette per l’ambiente e gli uomini?

Una ricerca svolta dall’Università di Chieti sui consumatori di pescato ha rilevato i primi casi di presenza di mercurio nei capelli dei soggetti esaminati. Le direttive comunitarie e le leggi regionali parlano chiaro: usare come discarica il mare, soprattutto nelle aree riproduttive del pesce, deve essere una estrema ratio. Noi chiediamo una indagine epidemiologica, vista la pericolosità del mercurio per l’uomo e in particolare per le donne in stato di gravidanza. L’istituto di veterinaria di Teramo parla inoltre di otto specie marine scomparse lungo la costa.

Quali le vostre proposte?

Noi proponiamo l’azione delle "tre grandi R": Riciclaggio, Riutilizzazione e Recupero. Nei fanghi, ad esempio, è presente il cosiddetto granulato che può essere impiegato nei cementifici o nelle opere pubbliche. E’ presente anche l’argilla che può essere utilizzata per impermeabilizzare le discariche evitando di prelevarla dalle cave. In generale, la prima soluzione può essere destinare i fanghi al rifacimento del litorale, ovviamente se presenti determinate caratteristiche. Nel caso della presenza di sostanze tossiche e nocive è necessario ricorrere agli impianti di smaltimento e trattamento. In realtà, lo smaltimento dei fanghi del fiume Pescara è stato comunque autorizzato dal Ministero in alcune zone dove si presume che non siano presenti certe sostanze pericolose.

Il dragaggio e lo sversamento dei fanghi finora attuato è una soluzione di emergenza. Quello che noi contestiamo è che non ci possono essere anni e anni di “fase di emergenza”. E’ necessario attuare un intervento di norma con azioni più sostenibili e programmate anche sulla base di disponibilità finanziarie.

All’assessore all’ecologia regionale, Franco Caramanico, abbiamo chiesto un incontro sul tema ma ancora siamo in attesa. In una Conferenza dei servizi di alcuni mesi fa presso l’Assessorato regionale all’ecologia erano emersi pareri positivi unanimi alla realizzazione di un impianto di smaltimento. Ancora nulla è stato fatto.

Foto| Francoventoso

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