Per chi non ha a disposizione spazio, realizzare il compost in ambiente domestico diventa proibitivo perché i limiti dovuti all’ odore e alla praticità della raccolta ne rendono difficoltosa la realizzazione. Il compostaggio ben areato avrà una degradazione dello scarto organico senza putrefazioni (o senza produzione di sostanza che emettono odori forti) e senza eccessi di azoto, evitando quindi i forti odori ammoniacali.
Nonostante tutto potete acquistare nei negozi specializzati un composter a forma di campana, studiato apposta per i piccoli giardini o per le grandi terrazze. I contenitori hanno un aspetto gradevole ed impediscono la fuoriuscita dei cattivi odori o l’ingresso di animali indesiderati e seguendo alcuni pratici consigli è possibile “sgradite sorprese” nel compost fatto in casa.
Miscelate in modo equilibrato gli scarti sin dalla fase di accumulo, cercando di bilanciare umidità e porosità dei componenti. Mantenete una giusta porosità del materiale, magari aggiungendo “materiale strutturante” (legno o foglie secche o addirittura cartone lacerato grossolanamente) ed assicurate drenaggio alla base del cumulo, magari con un piccolo letto di fascine o trucioli.
Rivoltate frequentemente, soprattutto per il compost meno poroso e coprite il tutto con materiali con superficie reattiva per evitare che gli odori si diffondano nell’ambiente. I materiali adatti per fare da tappo sono la terra argillosa o del compost già maturo.
Quali sono i migliori materiali utilizzare per il compost?
- Avanzi di cucina, in particolare residui di verdure, bucce, pelli, fondi di the e caffè.
- Scarti del giardino e dell’orto, come legno di potatura, sfalcio dei prati, foglie secche, fiori appassiti, gambi…
- Altri materiali biodegradabili come carta non patinata, cartone, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato.
In dosi minori è comunque possibile utilizzare anche avanzi di cibi animali, o cibi cotti, foglie di piante resistenti alla degradazione (ficus o magnolia, lauroceraso o faggio, castagno e aghi di conifere). Utilizzateli in piccole quantità e miscelando bene con materiali più facilmente degradabili si eviterà l’invasione di animali.
Lumachina
23 feb 2008 - 17:53 - #1Grazie, vorrei iniziare a compostare a breve.
Potresti quantificare che cosa significa “equilibrato”? Avrei bisogno di una “ricetta” con le dosi e di una tabella di confronto con cui giudicare se il mio mucchio e’ o non e’ troppo umido, altrimenti e’ come cercare di fare la focaccia con “una giusta dose di farina, acqua, lievito, sale olio e rosmarino, mischiando adeguatamente gli ingredienti fino ad ottenere un impasto della giusta consistenza”.
(Non so se sono riuscita a “non” spiegarmi… :P )
piccolosocrate
24 feb 2008 - 12:31 - #2Si certo :-)
Per equilibrato o “giusto” non c’è proprio una ricetta precisa al grammo, ma puoi sentire a tatto con le mani.
Mi spiego meglio, l’importante per il compost è il grado d’umidità e la traspirazione che puoi sentire tastando direttamente il cumulo (e alcune parti più interne dopo averle rivoltate).
Non c’è un rapporto diretto 1 di questo, 2 di quello e 3 di quest’altro materiale: le sole regole d’oro da seguire sono quelle del fondo drenante e del tappo.
Personalmente per seguire un buon mix faccio le proporzioni sminuzzando e triturando il più possibile:
1 di foglie e rami verdi
1 di materiale di sfalcio
1 di trucioli et similia
1 di bucce e scarti alimentari di verdura
1/4 di scarti alimentari cotti (avanzi di carne, no pesce)
2 di compost maturo e terriccio preso dai vasi
;)
Raimondo
25 feb 2008 - 11:43 - #3Nessuno ha ancora inventato una compostiera che si possa girare su se stassa come un pollo allo spiedo, per facilitare il mescoalmento?
Prego PiccoloSocrate di aggiungere maggiori dettagli sui tempi di maturazione e su caratteristiche che il compost deve avere per poter dire che è pronto.
E’ chiaro che non è possibile essere molto precisi in quanto temperatura ambiente e composizione del cumulo sono molto variabili.
Saluti