Il dr. Montanari da tempo gira in tutta Italia avvertendo che le nanopolveri sono dannose. Molte sono anche le voci che negano le sue conclusioni e quelle di altri ricercatori, prime tra tutti l’ex Ministro per la Salute Umberto Veronesi che, in una trasmissione televisiva, ha recentemente affermato che i termovalorizzatori sono innocui.
Ecco quindi l’ennesima dimostrazione della pericolosità delle nanoparticelle che giunge da uno studio italo-tedesco e che riguarda l’inquinamento da polveri sottili prodotte dai motori diesel Euro 4. Secondo gli studiosi del Max Haber Institute e dell’Istituto di Neurobiologia e Medicina Molecolare di Roma, tutta l’attenzione del legislatore si è concentrata sulla fuliggine prodotta da detti motori.
A seguito della norma Euro 4 si è verificato un effettivo miglioramento in termini di quantità di fuliggine tuttavia non si è tenuto conto della modificazione della struttura del particolato prodotto che lo rende molto più dannoso per l’organismo umano e che è responsabile dell’uccisione di un maggior numero di cellule immunitarie del corpo umano.
Gli esperimenti si sono concentrati soprattutto per i veicoli industriali, tuttavia è presumibile che tali effetti possano essere assimilabili anche ai comuni veicoli che circolano sulle nostre strade. Le emissioni prodotte dai “nuovi” diesel avrebbero un potenziale infiammatorio ben maggiore rispetto ai diesel di vecchia generazione.
I ricercatori sostengono infine che è indispensabile intervenire utilizzando adeguati filtri che possano trattenere le polveri sottili, anche se ammettono che loro stessi in fase di sperimentazione hanno avuto difficoltà a raccogliere inerti di dimensioni infinitesime.
Via | Newsfood
Foto | booleansplit
stever
27 feb 2008 - 10:31 - #1Ma i veicoli testati non hanno il Fap. Possedendolo, vorrei poter leggere i un test vero (non supposizioni) sulla pericolosità (o la non…) dei piccoli diesel con Fap (il mio è 1560 cc)
Rezzonico
27 feb 2008 - 10:32 - #2Veronesi deve difendere gli inceneritori visto che sono per lui una manna essendo un oncologo… Se penso che potrebbe essere il prossimo ministro della salute mi vengono i brividi.
Io l’ho visto un convegno tenuto dal dottor Montanari che ha spiegato inoltre che le nanopolveri non sono prodotte solo dagli scarichi delle auto, ma anche dai freni, dai pneumatici, dal consumo dell’asfalto ecc.
Io comunque sono preoccupato soprattutto dall’incentivo a usare il filtro antiparticolato ben più dannoso della marmitta catalitica normale. Quando un giorno se ne parlerà (se se ne parlerà) credo che sarai ormai troppo tardi (un po’ come è stato per l’eternit o amianto).
Rezzonico
27 feb 2008 - 10:34 - #3@stever
se i test li fanno con apparecchi tarati per il PM10 sembrerà quasi che dagli scarichi del FAP esca vapore acqueo… Questo perché queste centraline non riescono a rintracciare le nanoparticelle.
Paolo Marani
27 feb 2008 - 11:30 - #4Ho chiesto personalmente al Dr.Montanari se riteneva che il dispositivo FAP potesse in realtà generare delle nanopolveri, pertanto inquinare di più rispetto a quanto promette di risolvere come diminuzione delle PM10.
Ha risposto che non lo sa, ma dato che il filtro viene “spurgato” attraverso una combustione istantanea ad elevatissima temperatura, è MOLTO probabile che produca nanopolveri in dosi massicce durante questo singolo evento.
Lo spurgo, o “ripulitura”, necessaria affinchè la trappola antiparticolato non si saturi facendo diventare inefficienti i catalizzatori, avviene facendo passare nel filtro un po di gasolio incombusto, e generando una reazione violenta endotermica, che essendo ad altissima temperatura genera nanopolveri direttamente per il principio fisico che il Dr.Montanari sostiere: “dove c’è combustione ad altissima temperatura ci sono nanopolveri”.
Studi al proposito non mi risulta che siano stati mai fatti, ritengo improbabile che le industrie automobilistiche li facciano, dato che tale filtro è l’unico modo per rientrare nelle normative >= Euro5.
Il solito conflitto di interessi fra l’industria, i regolamenti, e la salute dei cittadini.
Paolo Marani
MIZ-Cesena
Marco-TO
27 feb 2008 - 11:54 - #5Vado un po’ Off Topic ma una soluzione sarebbe ripensare la nostra società non più in ottica PIL (Prodotto Interno Lordo).
Se voi siete in coda ad un semaforo con la vostra auto, consumate benzina e gasolio, dunque il PIL aumenta.
Tutti contenti.
Se cercate di utilizzare meno l’auto, così riducete i consumi, l’inquinamento, il PIL diminuisce perché riducete i consumi.
Io che ci tengo alla mia salute ed a quella della Terra sto facendo un danno all’Italia!
Le varie Euro4, Euro5 ecc. sono, almeno in parte, un mezzo per farci cambiare l’auto più spesso e proseguire nella logica di consumo che ci sta portando al disastro.
Quando le case automobilistiche saranno messe alle strette da una legislazione più restrittiva che tenga conto delle nanopolveri, inventeranno di sicuro qualcosa.
Sui mezzi pesanti che sono già Euro 5, utilizzano un serbatoio ausiliario riempito se non ricordo male di urea. Si mischia al gasolio nella combustione e rispettano la normativa Euro5.
Qualcuno mi convinca che da quei tubi di scarico escono margherite…
stever
27 feb 2008 - 12:53 - #6Chissà quale è l’impedimento tecnico di far svuotare il pm10 accumulato nel FAP in un serbatoio a parte da scaricare poi in maniera ecologica in appositi contenitori anzichè sbuffare le “presunte” nanopolveri in aria !
Nel caso della mia auto PSA alla combustione dei pm10 partecipa “anche” la cerina (stipata in un serbatoio che riempie l’autooficina ogni 80.000 Km) come aggregante-catalizzante.
grif
27 feb 2008 - 13:30 - #7Nella mia azienda ci sono colleghi che, pur abitando nel raggio di 3-4 km, vengono a lavorare con l’auto; addirittura per fare 400 m dentro l’azienda usano l’auto. Per fare 2-3 km e andare in centro nella mia città si usa l’auto. Venti anni fa una persona su 20 comprava un’auto diesel, ora quasi tutti. Il diesel è pericoloso come l’amianto. Le nostre città sono concepite per il traffico automobilistico, non viviamo in olanda. Mi fermo qua. I nostri figli ci odieranno.
spidernik84
27 feb 2008 - 13:46 - #8@stever: purtroppo il FAP non elimina l’inquinamento, bensì lo “trasferisce” fuori dalla città…
E cmq queste non sono altro che conferme a sospetti fondati. Il Fap permette di “eludere” le rilevazioni, ma lo schifo nell’aria c’è più di prima :(
Fabio A.
27 feb 2008 - 16:01 - #9Si può avere un link allo studio originale?
Luca M
02 mar 2008 - 13:38 - #10Scusa il ritardo Fabio A. comunque lo studio è a questa pagina in cui c’è solo l’abstract, per scaricare il pdf invece bisogna accedere da utente registrato e pagante. Altro non sono riuscire a trovare, sorry! =/
http://pubs.acs.org/cgi-bin/abstract.cgi/esthag/2008/42/i05/abs/es0716554.html