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In volo il primo aereo a biofuel

Pubblicato: martedì 26 febbraio 2008 da Marina

Un 747 della Virgin Un ‘esperimento quello del volo del Jumbo della Virgin Atlantic che potrebbe essere paragonato a quello che fecero i fratelli Wright agli inizi del novecento. Questa volta però il quadrimotore ha viaggiato con un pieno di noci di cocco della foresta amazzonica.

E la notizia dove sta? Sta nel fatto che le noci sono state ridotte in olio combustibile e che uno dei quattro motori è stato alimentato, dunque, da biofuel. Il Jumbo della Virgin Atlantic ha volato da Londra ad Amsterdam ed il biofuel ha rappresentato circa il 25% del carburante usato per il volo test.Il nuovo carburante è un mix che contiene il 20% di biofuel e l’80% di benzina convenzionale e il fondatore della Virgin Richard Branson ha detto che i test dimostrano che è possibile volare arrivando al 40% di bio.

“Questa giornata è una breccia vitale per l’intera industria”, ha detto Branson ai giornalisti in un hangar all’aeroporto di Heathrow prima della partenza del volo. Il gruppo ambientalista Friends of the Earth sostiene invece che il biofuel sia una distrazione, e che il risparmio nelle emissioni di Co2 sarebbe annullato dall’aumento dei voli aerei.

Il bioiofuel è visto dai suoi sostenitori come un modo per tagliare i gas responsabili dell’effetto serra e per ridurre la dipendenza dal carburante fossile.

Branson, il cui Virgin Group si espande anche a treni, bevande, alberghi e divertimenti, si è impegnato a spendere tutti i profitti delle sue linee aeree e ferroviarie per combattere il riscaldamento globale tagliando le emissioni di anidride carbonica. Lo scorso anno, Virgin ha iniziato ad alimentare alcuni dei suoi treni usando carburante con il 20% di biodiesel.

Via|Reuters

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    26 feb 2008 - 10:59 - #1
    1 punto
    Up Down

    Biocarburanti si, però se esiste una politica di controllo ben organizzata che eviti problemi di crescita dei prezzi dei beni alimentari come per esempio è avvenuto in Mexico l’anno scorso con “las tortillas”. Alla luce di questa considerazione è una notizia interessante, ma guai a parlarne in tono trionfalistico. I biocarburanti sono una buona soluzione, ma hanno due problemi abbastanza importanti: il gia citato pericolo di crisi alimentare e la non risoluzione dell’abbassamento di livello dei gas contaminanti a livello locale. Sono due fattori da tenere in considerazione. Detto questo, se il tutto è condito da una politica di controllo ben vengano queste innovazioni.

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