Peculiarità del compost

Compostaggio domestico Il post di oggi parte dal commento di Raimondo nel precedente post sul compostaggio domestico. Un buon "cumulo" di compost si riconosce per il grado d'areazione e l'umidità: se l'ambiente è anaereobico i microrganismi aerobici (quelli buoni per compostare) muoiono lasciando spazio ai microrganismi capaci di vivere senza ossigeno (anaerobici, appunto) che sono i principali responsabili della degradazione dei materiali collegate all'emissione di sostanze maleodoranti e tossiche per i vegetali.

L'areazione del compost, oltre che dalla composizione, dipende anche da come si rimescola il materiale: ruotando il contenitore non si apporterà lo stesso cambiamento che produrrebbe l'azione di una paletta. Per rendere l'idea pensate ad un piatto di spaghetti con il sugo appena adagiato sopra. Come li girate prima di gustarli?

Le temperature ideali per compostare sono generalmente comprese tra i 5° e i 70°, quando in condizioni di media umidità (50-70%) i microrganismi aerobi vivono bene. Da notare che la temperatura interna (per i cumuli di maggiori dimensioni) in presenza di scarti freschi può raggiungere autonomamente punte iniziali di 50-60° per poi stabilizzarsi sulla temperatura ambiente: è la fase di igienizzazione che permette l'eliminazione di eventuali organismi patogeni.

Il compostaggio è un processo piuttosto lungo e richiede rivoltamenti quindicinali per i primi 5-6 mesi. Dopo un semestre il cumulo, ricco di elementi nutritivi e povero di humus, può esser utilizzato direttamente spandendolo sul terreno. Chi può invece attendere fino ai 12 mesi otterrà il compost maturo, utilizzabile direttamente o previa eliminazione dei materiali più grossolani non totalmente decomposti, utili magari come "base" per il futuro.

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