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Un consumatore mondiale su due abbandonerebbe il packaging per tutelare l’ambiente

Pubblicato: martedì 26 febbraio 2008 da silvia

rapporto Nielsen sulla riduzione degli imballaggi. Foto kristintracyIl packaging sta diventando sempre di meno uno strumento di marketing. Chissà cosa pensano gli esperti del settore a leggere dati del tipo “il 49% dei consumatori abbandonerebbe le confezioni disegnate per facilitare lo stoccaggio in casa” o “un consumatore globale ogni due abbandonerebbe tutte le forme di imballaggio se questo dovesse portare benefici all’ambiente”. Secondo una ricerca Nielsen i cittadini di tutto il mondo sono sempre più preoccupati per lo spreco delle confezioni.

Dalle immagini ai claim, dai colori alla forma alla grandezza: tutto è studiato nella confezione di un cosmetico e di un prodotto alimentare. Si può dire che il packaging è una vera e propria pubblicità che bombarda tutti coloro che vagano per gli scaffali dei supermercati per fare la spesa. Qualcosa però sta cambiando nella testa dei consumatori. Secondo la ricerca solo per due motivi non si rinuncerebbe all’imballaggio: la garanzia dell’igiene e della protezione.

Dallo studio emerge infatti che i consumatori sono meno disposti a rinunciare alla confezione progettata per mantenere i prodotti puliti e intatti (27%), o in buone condizioni (30%), alle istruzioni per l’uso e per la cottura (33%) e agli imballaggi che mantengono i prodotti più a lungo e più freschi (34%). Solo un consumatore su dieci non rinuncia a nessun aspetto della confezione per il miglioramento dell’ambiente.

Non tutti siamo uguali però! Mentre oltre il 70% dei finlandesi, irlandesi, norvegesi e neozelandesi sarebbero pronti a rinunciare alla confezione comoda per essere stoccata, solo il 49% degli italiani degli vi rinuncerebbe per lo stoccaggio in casa se questo portasse benefici all’ambiente; mentre il 45% abbandonerebbe la confezione comoda per il trasporto e alla confezione che può essere utilizzata per cucinare.

Globalmente, gli europei (23%) e i nord americani sono poco preparati a rinunciare alla confezione utilizzata per motivi di igiene e di protezione. I consumatori thailandesi (27%) superano la classifica globale come nazione meno disposta a rinunciare a qualunque aspetto del packaging per il bene dell’ambiente, seguiti dai giapponesi con il 16%. Secondo i risultati degli studi Nielsen packs@work condotti in Asia, per i consumatori giapponesi l’estetica è addirittura la caratteristica principale nella scelta della confezione.

Quello che spero, a questo punto, è che questi dati sensibilizzino i produttori. Anche se mossi dalla logica del profitto non mi dispiacerebbe osservare un ripensamento vero sul ruolo del packaging. “I consumatori di tutto il mondo, preoccupati per la salvaguardia dell’ambiente, chiedono azioni sempre più forti e concrete ai distributori e ai produttori di beni di Largo Consumo per la protezione dell’ambiente. E se la confezione non fosse una priorità per i consumatori, è certamente una priorità crescente che l’industria alimentare non può ignorare. In diversi mercati consapevoli delle problematiche ambientali c’è un’aspettativa crescente di confezioni che minimizzano gli impatti ambientali anche se per la maggior parte dei consumatori tutto questo non necessariamente si traduce nella volontà di pagare di più.”, ha affermato Patrick Dodd, presidente della Società Nielsen Europe.

Via | Nielsen
Foto | kristintracy

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di AXE

    AXE

    26 feb 2008 - 18:38 - #1
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    ieri ho acquistato una scatola di dvd vergini, con ben 4 imballi, pellicola trasp, scatola cartone, altra pellicola trasp, involucro dvd, e ne ho buttati 3, ha senso tutto ciò ?

  • er monnezza

    26 feb 2008 - 20:01 - #2
    -2 punti
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    Ha senso se i dvd ti arrivassero a casa spaccati a metà a causa dell’imballo inadatto?!? Prima di scrivere esempi stupidi bisognerebbe contare fino a 10.

  • valecy

    27 feb 2008 - 09:05 - #3
    0 punti
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    Il mio ragazzo ed io siamo dei consumatori portentosi di cereali; ma se ogni volta che dovessimo farne scorta dovessimo acquistare tutte quelle confezioni in scatola avremmo diversi problemi: lo stoccaggio in casa, visto che la scatola di cartone ingombra; lo spreco di carta, cartone dell’imballo al momento del termine della confezione (se poi dove abiti non è ancora attiva la raccolta differenziata i problemi aumentano…); il costo del prodotto, poichè solo la confezione non so in che percentuale aumenti il prezzo. Ma per tentare di ovviare a tutto ciò ho trovato un supermercato dove moltissimo prodeotti secchi (cereali di tutti i tipi, frutta secca, legumi secchi…) vengono venduti sfusi, ognuno di riempie la propria bustina di quanti ne vuole e se li pesa, risparmiando sugli sprechi di confezionamento, sulle volte che si va a fare la spesa e sul prezzo…
    Scusate se sono stata prolissa… :-)

  • Raimondo

    27 feb 2008 - 13:43 - #4
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    Ho la fortuna di andare in Austria un paio di volte al mese.
    I sacchetti di plastica della spesa costano 10 o 15 cent. l’uno e per questo quasi tutte le persone che vedo fare la spesa al supermercato non usano le buste usa e getta ma portano con se cestini di vimini o borse di tela o mettono la spesa dal carrello direttamente in scatoloni pronti nel bagagliaio della macchina.
    Tanto per iniziare i supermercati italiani dovrebbbero vendere le borse di tela o ancora meglio regalarle con le raccolte punti.
    Se i supermercati non vendono i prodotti “alla spina” (ad es i saponi) altri imprenditori potrebbero posizionare nei centri commerciali dei distributori automatici che possano soddisfare questa richesta di mercato.

  • ste77

    27 feb 2008 - 13:46 - #5
    0 punti
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    la riduzione degli imballi sarebbe il primo passo per uscire dall’emergenza dei rifiuti. Il vuoto a rendere, la vendita di prodotti sfusi e un uso più consapevole degli imballi dovrebbero essere le linee guida di uno Stato che voglia interessarsi veramente all’ambiente.
    Se questo non accade per me è dovuto a questi fattori:
    - la forza economica e politica delle ditte produttici di imballi,
    - il timore di veder diminure le entrate, un prodotto sfuso o con un imballo più razionale costa meno,
    - la consapevolezza che se ci fossero meno rifiuti e magari anche più facilmente smaltibili si andrebbe a dover fare dei tagli al bilancio di numerosi enti e consorzi che effettuano la raccolta e il riciclo,
    - la paura, tipica dei politici, di perdere consensi facendo scelte che vanno a incidere sulla vita di tutti i giorni. Ricordate quado hanno tolto il fumo dai locali pubblici?
    Sono polemico ma non riesco a trovare altre spiegazioni.

  • Naturo

    27 feb 2008 - 19:10 - #6
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    buste biodegradabili (si fa da molto) e io farei solo cartone, plastica e vetro di un colore, o in colori biodegradabili a lunga durata!!!! perchè non ha un cacchio di senso comprare uno yogurt che è fatta per metà di plastica e il coperchio mezzo plastica mezzo alluminiO!!!! oppure quella stramaledetta carta plastificata!! perchè esiste?? tutto deve essere fatto e studiato per essere riciclato al 100%!!!!!!

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