Un consumatore mondiale su due abbandonerebbe il packaging per tutelare l’ambiente

rapporto Nielsen sulla riduzione degli imballaggi. Foto kristintracyIl packaging sta diventando sempre di meno uno strumento di marketing. Chissà cosa pensano gli esperti del settore a leggere dati del tipo “il 49% dei consumatori abbandonerebbe le confezioni disegnate per facilitare lo stoccaggio in casa” o “un consumatore globale ogni due abbandonerebbe tutte le forme di imballaggio se questo dovesse portare benefici all’ambiente”. Secondo una ricerca Nielsen i cittadini di tutto il mondo sono sempre più preoccupati per lo spreco delle confezioni.

Dalle immagini ai claim, dai colori alla forma alla grandezza: tutto è studiato nella confezione di un cosmetico e di un prodotto alimentare. Si può dire che il packaging è una vera e propria pubblicità che bombarda tutti coloro che vagano per gli scaffali dei supermercati per fare la spesa. Qualcosa però sta cambiando nella testa dei consumatori. Secondo la ricerca solo per due motivi non si rinuncerebbe all’imballaggio: la garanzia dell’igiene e della protezione.

Dallo studio emerge infatti che i consumatori sono meno disposti a rinunciare alla confezione progettata per mantenere i prodotti puliti e intatti (27%), o in buone condizioni (30%), alle istruzioni per l’uso e per la cottura (33%) e agli imballaggi che mantengono i prodotti più a lungo e più freschi (34%). Solo un consumatore su dieci non rinuncia a nessun aspetto della confezione per il miglioramento dell’ambiente.

Non tutti siamo uguali però! Mentre oltre il 70% dei finlandesi, irlandesi, norvegesi e neozelandesi sarebbero pronti a rinunciare alla confezione comoda per essere stoccata, solo il 49% degli italiani degli vi rinuncerebbe per lo stoccaggio in casa se questo portasse benefici all’ambiente; mentre il 45% abbandonerebbe la confezione comoda per il trasporto e alla confezione che può essere utilizzata per cucinare.

Globalmente, gli europei (23%) e i nord americani sono poco preparati a rinunciare alla confezione utilizzata per motivi di igiene e di protezione. I consumatori thailandesi (27%) superano la classifica globale come nazione meno disposta a rinunciare a qualunque aspetto del packaging per il bene dell’ambiente, seguiti dai giapponesi con il 16%. Secondo i risultati degli studi Nielsen packs@work condotti in Asia, per i consumatori giapponesi l’estetica è addirittura la caratteristica principale nella scelta della confezione.

Quello che spero, a questo punto, è che questi dati sensibilizzino i produttori. Anche se mossi dalla logica del profitto non mi dispiacerebbe osservare un ripensamento vero sul ruolo del packaging. “I consumatori di tutto il mondo, preoccupati per la salvaguardia dell’ambiente, chiedono azioni sempre più forti e concrete ai distributori e ai produttori di beni di Largo Consumo per la protezione dell’ambiente. E se la confezione non fosse una priorità per i consumatori, è certamente una priorità crescente che l’industria alimentare non può ignorare. In diversi mercati consapevoli delle problematiche ambientali c’è un’aspettativa crescente di confezioni che minimizzano gli impatti ambientali anche se per la maggior parte dei consumatori tutto questo non necessariamente si traduce nella volontà di pagare di più.”, ha affermato Patrick Dodd, presidente della Società Nielsen Europe.

Via | Nielsen
Foto | kristintracy

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