Mi piace sempre parlare delle iniziative di incentivazione a comportamenti sostenibili. Perché per convincere un cittadino a prendere l’autobus invece della macchina non bastano le belle parole o le prospettive catastrofiche a cui potrebbero condurci i cambiamenti climatici! La Provincia di Torino ha deciso di concedere sconti e agevolazioni ai dipendenti che si recheranno a lavoro con i mezzi pubblici.
L’ente non è nuovo di queste azioni. Il progetto, dal titolo “Mobilityamoci”, era già stato sperimentato lo scorso anno. A quanto pare con successo visto che proseguirà anche nel 2008. Nel 2007 gli abbonamenti distribuiti con il primo ciclo di richieste sono stati 719 di cui 534 (74%) annuali. “Indice questo – spiega la Provincia - che l’incentivo economico unito alla possibilità di pagare a rate anche gli abbonamenti annuali, ha indotto parte dei 300 utenti saltuari/occasionali ad utilizzare un titolo di viaggio che presuppone un uso più regolare e continuativo dei mezzi pubblici.
Ma vediamo più nel dettaglio le agevolazioni: “Offriamo - dichiarano il presidente Antonio Saitta e l’assessore Dorino Piras – un contributo economico per l’acquisto a prezzo ridotto degli abbonamenti. Il contributo può essere richiesto dal personale con rapporto di lavoro subordinato e ammonta al 35% del costo dell’abbonamento annuale, ma stiamo lavorando per ottenere un cofinanziamento regionale e garantire ai nostri dipendenti uno sconto del 53% sul costo dell’abbonamento”.
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Foto | Max 2006
Vhemt
27 feb 2008 - 01:19 - #1Lodevole iniziativa, di quelle che vanno copiate, subito!
simonemuscas
28 feb 2008 - 10:06 - #2Vorrei citare casi simili. L’anno scorso partecipai a Madrid ad un convegno sul trasporto sostenibile. Vi erano alcune aziende che attuarono iniziative lodevoli simili a questa. Ricordo che un’impresa di Barcellona proibiva categoricamente che ci si recasse al lavoro in macchina con meno di tre persone a bordo (pena sconti dalla busta paga) e un’altra di Madrid aveva sensibilmente ridotto le spese di viaggio dei managers adottando la politica delle teleconferenze. Altra iniziative interessante, da parte dell’impresa RACE di Madrid, era quella del telelavoro. Veniva proposto ai dipendenti d’ufficio di poter lavorare da casa. L’impresa si sobbarcava i costi di tale iniziativa (ADSL, spese telefoniche, computer, scrivania), ma alla fine dell’anno aveva un riasparmio incredibile nelle spese energetiche e nell’affitto o nell’acquisto degli edifici che senza tale iniziativa sarebbero dovuti essere adibiti come uffici dei lavoratori.
Morale della favola, conti alla mano, il risparmio economico era sotto gli occhi di tutti. Il dipendente riduceva sensibilmente i costi di trasporto e l’azienda, come detto, ammortizzava i costi di gestione aziendale. Si trattava però di iniziative isolate e non prive di ostacoli. Le stesse imprese raccontavano che i dipendenti erano abbastanza restii ad accettare le nuove regole. Ricordo che l’impresa di Barcellona (la stessa che proibiva di recarsi al lavoro in macchina con meno di tre persone a bordo) raccontava che alcuni dipendenti parcheggivano l’auto a qualche centinaio di metri per poi salire su quella di un collega sino al parcheggio dell’azienda…della serie “Non solo Italiani”…..