Pamesan batte Parmigiano e vince la disinformazione

Il marchio a fuoco del parmigiano reggiano d.o.p.Una sentenza, quella favore del marchio “Parmesan”, che lascia di stucco e che conferma come in Comunità europea, quando si tratta di politiche agricole,valga la legge dei “ due pesi e due misure” (sempre a favore di Germania o Francia). Questa volta a lasciarci le penne è il Parmigiano Reggiano che se D.O.P. può essere venduto in Germania sotto marchio Parmesan, contrariamente a quanto letto sulla stampa in questi giorni.

La storia inizia nel 2003 quando la Commissione europea, su pressione italiana, aveva aperto una procedura d'infrazione contro i tedeschi sospettando l'abuso del termine «Parmesan» a danno del «Parmigiano Reggiano» e aveva chiesto alle autorità di impartire chiare istruzioni agli organismi pubblici incaricati per perseguire le frodi. Dopo mille rimpalli i giudici dell’Alta corte europea hanno deciso non sarà necessario eliminare il marchio, anzi con la sentenza viene riconosciuto, a patto però che sia apposto su prodotto D.O.P.

La sentenza, tuttavia, respinge il ricorso che aveva avviato la Commissione europea contro la Germania ritenendo che non tutelasse a sufficienza la Dop Parmigiano Reggiano:i giudici della Corte Ue affermano infatti che "uno stato membro non è tenuto ad adottare d’ufficio i provvedimenti necessari per sanzionare, nel suo territorio la violazione delle Dop provenienti da un altro stato membro".

La Corte aggiunge che "gli organi di controllo cui incombe l’obbligo di assicurare il rispetto delle Dop sono quelli dello stato membro da cui proviene la Dop medesima". Il controllo sul rispetto del disciplinare della Dop Parmigiano Reggiano non compete quindi alle autorità di controllo tedesche, ma alle italiane. In poche parole, la Germania non è responsabile se sul suo territorio le aziende utilizzano il marchio Parmesan per commercializzare normale formaggio da tavola. Tocca all’Italia vigilare, in territorio tedesco cha la Dop sia tutelata.

"Una vittoria storica dell'Italia" ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro. Un risultato che spingera' l'Italia a chiedere la modifica del regolamento comunitario ed a attivarsi anche nelle trattative in ambito Wto. "La sentenza - ha sottolineato De Castro nel corso di una conferenza stampa - apre la strada per un aggiornamento normativo. Sulla base della sentenza chiederemo alla Commissione l'adeguamento del regolamento 510/2006. Con la sentenza in mano ci attiveremo subito".

Intanto in Europa non si sono persi di coraggio e hanno ripreso a taroccare il marchio Parmigiano Reggiano, come denuncia Coldiretti nella mostra “Il Made in Italy taroccato” in questi giorni a Roma, che diviene ora “Pamesello” , “Parma” in Spagna, “Parmesao” in Brasile, “Regianito” in Argentina, “Reggiano” e “Parmesano” in tutto il Sudamerica, “Parmeson” in Cina o “Parmesan” dagli Stati Uniti al Canada, dall'Australia fino al Giappone.

Via|Reuters

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: