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Diario di un differenziatore: portare i rifiuti alla stazione ecologica

Pubblicato: 28 feb 2008 da Matteo Razzanelli

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Hera Stazione ecologica Forlì CesenaUn giornalista forlivese, Emanuele Chesi, racconta sul suo blog la sua prima esperienza di conferimento di rifiuti differenziati alla stazione ecologica di Hera, l’azienda che in Emilia Romagna gestisce molti servizi pubblici come lo smaltimento dei rifiuti e l’acqua.

Il conferimento diretto della spazzatura differenziata garantisce all’utente uno sconto in bolletta, che opera da incentivo per i cittadini a riciclare anche i rifiuti ingombranti o tecnologici.

Il racconto di Emanuele è istruttivo ed è anche esilarante. Riporto qui di seguito un piccolo passaggio, mentre per leggere il resto potete recarvi direttamente sul suo blog:

[…] tutto fila liscio finché l’operatore fintocrinito non punta il dito verso un oggetto metallico orrendamente sfigurato: è l’hard disk del mio vecchio computer che, in difesa della privacy, ho preso metodicamente a martellate (giuro che non volevo scaricare quel film di Cicciolina, io cercavo il documentario di Al Gore…). ‘E questo cos’è?’ dice lui. ‘E’ un pezzo del computer’ rispondo io sul vago. ‘Allora buttalo tra gli elettrodomestici’. Evvai, esame passato!

Via | message in a bottle

» Come risparmiare sulla bolletta rifiuti sul sito del Gruppo Hera

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1 commento

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  • manupaglia

    01 apr 2011 - 15:30 - #1
    0 punti
    Up Down

    Vorrei raccontare la mia prima esperienza con la stazione ecologica Hera di Bologna.
    Cercherò di non farmi prendere la mano, ma, dato che la cosa è avvenuta solo ieri, non so se sarà facile…
    L’avventura è cominciata quando ho deciso di cambiare la vasca idromassaggio. Ne avevo una vecchia decrepita e acquistarne una nuova mi sembrava proprio una buona idea e mi rilassavo solo al pensiero. L’idillio però è durato poco, fino al momento in cui la vasca non è arrivata in magazzino, pronta per la consegna in tutto il suo splendore.
    Mi informo dunque per lo smaltimento di quella vecchia: il negozio che mi ha venduto quella vecchia non lo fa, l’assistenza che me la viene a montare tanto meno, però entrambi mi dicono di rivolgermi ad Hera che fa la raccolta porta a porta dei rifiuti ingombranti. Premetto che non capisco come mai la abbiano chiamata “porta a porta”, dato che i tuoi rifiuti ingombranti te li devi trasportare da solo dalla porta di casa al primo cassonetto ed il mio, che abito in un vicolo del centro, non è neppure nella via dove abito. Ma sarei stata contenta lo stesso: contavo di trovare una buon’anima disposta ad aiutarmi a trasportare il baraccone giù dalle scale e da lì fino al lontanissimo cassonetto. Tutta contenta quindi chiamo la Hera per fissare un appuntamento (funziona che tu devi lasciare l’oggetto vicino al cassonetto la sera prima dell’appuntamento fissato per il ritiro). Ma l’operatrice del call center smonta subito i miei sogni da ingenua popolana: Hera non effettua la raccolta porta a porta di nessun articolo sanitario, vasche comprese. Mi dice poi che mi sarei dovuta recare personalmente alla stazione ecologica di via Tolmino, munita di documento attestante che sono residente a Bologna e che quindi posso smaltire la vasca gratuitamente, dato che pago le tasse sui rifiuti. Il trasporto ovviamente è a carico mio. Dato che non possiedo un furgone e nell’auto la vasca non ci sta, mi faccio fare un paio di preventivi e mi affido ad un servizio di facchinaggio che per la (modica!) cifra di 70 euro mi porta la vasca in discarica. Ovviamente io li seguo in macchina, perché devo andare PERSONALMENTE a mostrare i documenti per scaricare gratis. Vabbè, pazienza, facciamolo. Arrivo alla discarica felice di essere arrivata quasi alla fine di tutto e mi dicono: “La vasca com’è?” E io: “Beh…è una vasca…”. “No, dico: è in ceramica o in vetroresina?”. E io ancora più contenta (non so perché): “In vetroresina! E’ una vasca idromassaggio”. Il tipo all’accettazione fa una smorfia di supponenza: “Eh, ma noi la vetroresina non la possiamo prendere!”. Mi cascano le braccia: “Come non la potete prendere? Non è la discarica dei rifiuti ingombranti questa? Cosa c’è di più ingombrante di una vasca idromassaggio? E poi me l’ha detto il vostro call center di venire qua! Io ho organizzato tutto per venire qua nei giorni di apertura, che sono 2 in croce!”. “No no, legga qua…vede? Vetroresina: non accettata. Quelli del call center si sbagliano sempre. Vabbè, se sposta il furgone, faccio passare gli altri in coda.”. Allora: innanzitutto non pretendevo che si mettesse a scusarsi in ginocchio per l’inconveniente, ma io non sono arrivata fino là in allegra scampagnata con gli amici di vecchia data. Io mi sono presa mezza giornata di permesso per portare sta cavolo di vasca fino a qua e tu mi liquidi così? “Ma scusi” continuo io “e adesso dove me la metto sta vasca?”. Lui mi fa spallucce e mi fa capire che sarebbe stato meglio che spostassi il dannato furgone, perché intralciava il traffico.
    Conclude però dicendomi che a Sala Bolognese prendono anche la vetroresina. Bene. Bene un corno, ma non pensiamoci. Telefono a Sala Bolognese e mi dicono che sì, forse si può fare, ma certamente non in giornata. Mi dicono che si sarebbero informati e mi avrebbero richiamata. Ussignùr. Richiamata? Sì, ma quando? Tra qualche minuto? Ora? Giorno? Non si sa.
    E così rimango da sola, con i trasportatori e la mia vasca nel loro furgone. Ci guardiamo negli occhi e non sappiamo cosa fare. A tutti e tre ci viene in mente l’idea di abbandonare il tutto in qualche dirupo: ce n’erano abbastanza nei dintorni….lì attaccati al cimitero. Ma non ce lo diciamo.
    Morale della favola, non potendomi tenere la vasca in soggiorno, sgancio 50 euro ai trasportatori per accollarsi il tutto e andare a smaltire da soli per i fatti loro nei prossimi giorni a Sala Bolognese.
    Adesso io non so se andranno davvero a Sala Bolognese con i miei 50 euro o molleranno la mia vasca lungo le rive del fiume Savena. Forse un giorno, guardando giù in un greppo, la rivedrò e la riconoscerò. Quello che so per certo è che tutta l’operazione mi è costata 120 euro (trasporto 70 euro + smaltimento 50 euro) e non mi pare proprio una gran bel tiro da fare ad un residente che paga regolarmente la tassa sui rifiuti. Si consideri poi anche la mezza giornata di permesso dal lavoro per non fare assolutamente nulla.
    La prossima volta prendo la vasca e la lascio in strada sotto casa. Non sarà ecologico, anzi come comportamento fa veramente schifo, ma almeno mi sarò tenuta in tasca i miei 120 euro, che non sono proprio noccioline!