Grano alle stelle: è la stagflazione

granoDimmi come mangi e ti dirò quanto ti costa. Sembra questo il motto alla base dell’impennata del prezzo del grano a livello mondiale, salito ancora e fissando il nuovo record a oltre 31 centesimi di euro al kg alla fine delle contrattazioni al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole. Il prezzo fissato per bushel ( l’unità di misura per il grano pari a 27,2 chili) è aumentato del l 40 % rispetto alle quotazioni di inizio anno. Una speculazione che potrebbe essere la spia di una crisi economia che si sta dispiegando velocemente. A partire dagli Usa.

In molti propendono per la speculazione originata dall’utilizzo dei biocarburanti, le cui materie prime sono appunto i cereali: “sale la domanda, aumenta il prezzo dell’offerta”. Vecchia legge dell’economia, che però non combacia con l’attuale sistema economico globale.

Questa spiegazione non convince del tutto il Presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori) Politi che dichiara: «Siamo in presenza di aumenti artificiosi di cui gli agricoltori non hanno alcuna responsabilità. I produttori italiani hanno venduto e consegnato il grano nel luglio scorso a prezzi decisamente inferiori di quelli oggi praticati sui mercati. Il prodotto è nelle mani degli stoccatori, di grandi società commerciali che alimentano le tensioni sui prezzi, provocando incertezze e giustificati allarmi».

Altra spiegazione arriva da Coldiretti per cui : «Le principali multinazionali americane (Kellogg, General Mills e Kraft ) si sono garantite con contratti di fornitura di lungo periodo nell'Unione Europea l'effetto risulta contenuto dal buon rapporto di cambio dell'Euro sul dollaro anche se l'aumento del petrolio influenza il costo dei trasporti. Un'analisi peraltro coerente con l' International Food Policy Research Institute per il quale è finito il tempo dei prodotti agricoli a buon mercato e, dopo un lungo periodo con prezzi in continua riduzione, si sta registrando una inversione di tendenza strutturale per effetto dei cambiamenti climatici che provocano una riduzione delle terre coltivate e un calo delle rese produttive, della domanda crescente di prodotti alimentari a base di latte e carne da parte di paesi emergenti come India e Cina».

Secondo Luca Fiordi analista tecnico indipendente esperto in analisi tecnica - oscillatori- cicli finanziari in un articolo pubblicato su Fibonacci.it la situazione era più che prevedibile già al 20 gennaio scorso quando aveva individuato i primi segnali di stagflazione (stagnazione + inflazione). E scrive: «A mio avviso qualcosa sta sfuggendo dal controllo dei controllanti, i “giochini con i numeri e con i tassi” si possono fare ( secondo me la Bce sta sbagliando timing, ma io non sono Stark) e prova e riprova si è sempre riusciti a ripristinare drastiche situazioni economiche.

Ma in questo caso c’è un problema su cui si tende a sorvolare; l’inflazione reale, quella che pesa sulle famiglie che non è certo del 3%, è condizionata sempre più dal prezzo delle materie prime e non come poteva accadere nel passato a causa del costo del lavoro. Potremmo quindi teorizzare che, se riuscissimo a controllare la crescita del prezzo delle materie prime (commodities), gran parte delle problematiche economiche sarebbero risolte ma questo è il libero mercato e la globalizzazione: qualcosa che difficilmente può essere controllato in toto. A questo punto ci chiediamo quale fra le materie prime è al momento più appetibile; a mio avviso “il grano” o meglio il frumento “wheat”». Fiordi centra l’obiettivo. E pochi giorni fa commentando la sua spietata previsione dice: «Come detto gli obiettivi sono stati centrati e a questo punto, non essendoci più resistenze, la strada per raggiungere prezzi mai visti è del tutto spianata”.

Secondo Robert J. Samuelson, editorialista del Washinton Post: “Una persistente inflazione - il generale aumento della maggior parte dei prezzi - ha una sola causa: troppi soldi a caccia di troppo pochi beni. Non è un incidente casuale. La Federal Reserve regola la fornitura di moneta e del credito della nazione e La Fed crea inflazione e la Fed la può controllare».

Alla base il botto subito dai subprime e il disperato tentativo delle banche, strozzando l’economia, di recuperare i soldi persi.
Intanto, presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, come riferisce Reuters ha detto di non pensare che l'economia statunitense sia in stagflation, scongiurando quanto accadde negli Stati Uniti 30 anni fa.

Luca Fiordi prospettava nel suo modello di previsione: «La resistenza sarà perforata come il burro e l’obiettivo 1240 rappresentato dal segmento di colore verde, tracciabile sulla parallela della trendline ascendente di cui prima e obiettivo del TS rialzista , sarà alla portata e in questa seconda ipotesi si aprirebbero gli spiragli per una vera e propria crisi che noi tutti scongiuriamo».

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