Gravi danni di immagine al comparto zootecnico campano dal contenuto del film-documentario “Biùtiful cauntri“(nelle sale dal 7 marzo) . E’ quanto denuncia il presidente dell’Associazione nazionale allevatori specie bufalina, Raffaele Garofalo, che annuncia: “Chiederemo i danni agli autori”. Secondo il presidente dell’Anasb, che si è detto “profondamente deluso e amareggiato dal contenuto del film”, premiato al Torino film festival, dalla pellicola “esce un quadro della zootecnia della Campania che non è aderente al vero - dice Garofalo - e il danno di immagine reso dal film a tutto il settore allevatoriale della Campania è enorme”.
Il film-documentario narra delle ecomafie che depredano il territorio della Campania causando danni economici e sociali devastanti. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole.Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti innocenti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.
“Non si può ridurre il quadro complesso e articolato della zootecnia di una regione grande e profonda come la Campania alla sorte di una famiglia di allevatori che ha pascolato le pecore in una zona industriale - spiega - che per forza di cose era o comunque poteva essere sospetta di inquinamento”.
Garofalo entra anche nel merito dei contenuti delle immagini: “Si inquadrano rifiuti ben distanti da un allevamento brado di bufale, immerse nei caramoni (le vasche in terra dell’allevamento brado), dei quali si ignora la natura - sottolinea - e si qualifica tout- court la bufala come un animale che pascola nei rifiuti e la mozzarella come un prodotto inquinato, è una semplificazione della realtà assolutamente inaccettabile”.
Garofalo, ricordando come la mozzarella di bufala campana Dop sia solo il prodotto più noto tra molti altri nel settore zootecnico regionale, invita l’assessore regionale all’Agricoltura, Andrea Cozzolino, e le associazioni agricole a farsi carico “di una causa per danni contro gli autori di questa pellicola, dal contenuto denigratorio”.
Balin
05 mar 2008 - 18:52 - #1La cosa assurda è che TUTTI parlano di mozzarella campana non mangiabile, quando di pericolose ci sarebbero solo ed esclusivamente quelle della piana casertana!
La mozzarella salernitana è perfetta!!! qui non c’è la munnezza!! ma cavolo ditelo!!!
Fabio A.
05 mar 2008 - 21:12 - #2Balin, fatti un giro su youtube, cerca “sardone”. Poi ritorna qui.
Fabio A.
05 mar 2008 - 21:15 - #3Per la precisione. cliccate qui.
Superbisco
05 mar 2008 - 21:56 - #4BRAVO!!! CACCHIO! Che malainformazione che c’è in giro, però!
Possibile che si parla di Napoli volendo indicare la Campania e di Campania volendo indicare, chessò, Caserta?
Antonino-io
06 mar 2008 - 10:24 - #5non capisco… ma dov’era l’Anasb quando la camorra sversava rifiuti? perché non chiede i danni a chi è responsabile di discariche abusive nei pressi di allevamenti, campi coltivati, PERSONE?
Sembra che da un po’ di tempo in Italia le “colpe” non siano mai di chi fa i disastri, ma solo di chi li denuncia.
Naima
06 mar 2008 - 12:20 - #6Concordo in pieno con Antonino!
Balin
06 mar 2008 - 17:20 - #7Fabio so benissimo che a sardone c’è una discarica (e dello SCHIFO che c’è dentro), ma sardone (se sei della zona lo dovresti sapere, è vicino a giffoni valle piana, la nota località del festival per ragazzi) non centra nulla con Eboli, Battipaglia, Paestum, ovvero le zone di provenienza principali degli allevamenti di bufala.
Il video che hai mostrato è un giusto esempio di schifo, ma non è la totalità.
Quoto anche antonino, solo adesso ci accorgiamo dei danni che siamo capaci di fare.
Oggi ho letto che ha chiuso un ristorante a napoli per “la troppa munnezza”, peccato che i loro scarti INDIFFERENZIATI sono tra i maggiori responsabili dello schifo in città di napoli.
Fabio A.
06 mar 2008 - 17:26 - #8Balin,
le bufale le hai viste, vicino alla discarica.
Ad ogni modo, io ero a Serre, a prenderle per far sì che da qualche parte la mozzarella in Campania si possa ancora mangiare.
Marina.Pe
07 mar 2008 - 13:58 - #9Tengo a precisare una cosa e a darvi un dato:oltre al danno della mancata raccolta dei rifiuti, stoccaggio, differenziata inesistente ecc. si aggiunge un danno d’immagine enorme che la Procura regionale della Corte dei Conti quantifica in 10 milioni di euro all’anno. Se si considera che l’emergenza dura da 14 anni, si arriva facilmente a 140 milioni di euro di danni relativi all’immagine.
Dirci che è solo colpa nostra mi sembra, a questo punto, solo un volersi ulteriormente scaricare di responsabilità nazionali, la dove tutti sapevano e tutti tacevano. La Campania è in ginocchio. Noi viviamo di turismo e agricoltura. I nostri due pilastri sono abbattutti dalla cultura dello “sbatti il mostro in prima pagina”. Un conto è denunciare le ecomafie, altro è segare le gambe ad un’economia precaria. Direi che il problema Campania ci riguarda tutti indistintamente. Perchè se crolla la Campania, allora davvero è un Paese a crollare.