Qualche tempo fa avevamo parlato della produzione di biodiesel da alghe; oggi torniamo in argomento per conoscere una tecnologia produttiva più efficace. La Valcent sta infatti sperimentando ad El Paso in Texas, un impianto per la produzione di alghe con una capacità produttiva di biodiesel ad ettaro nettamente maggiore rispetto ad altri sistemi.
La particolarità di questo impianto sta nella caratteristica struttura, infatti le alghe non sono contenute in vasconi-acquario come sarebbe lecito aspettarsi, bensì vengono fatte crescere verticalmente (da qui il nome Vertigro) all’interno di borse in plastica trasparente che consentono un maggiore sfruttamento di tutta l’energia irradiante.
Questo vuol dire che è possibile utilizzare al meglio lo spazio disponibile, quindi aumentare la produttività dell’area fino a stimare una produzione di circa 60.000 litri di olio vegetale all’anno per ettaro. Il tutto utilizzando poca acqua - a detta dei ricercatori - e sfruttando aree non utilizzabili per fini agricoli.
Per fare un confronto un ettaro di soia produrrebbe annualmente qualcosa come 880 litri, o ancora la coltivazione della palma da olio darebbe circa 11.500 litri. Attualmente la sperimentazione sta cercando di focalizzare meglio i limiti produttivi variando il pH, la concentrazione di anidride carbonica ed altri parametri.
Via | Valcent
ribez
12 mar 2008 - 12:41 - #1messa in questi termini, la scoperta sembra veramente sensazionale, ma la resa ottenibile dai vari tipi di olio vegetale è sempre la stessa?
Luca M
12 mar 2008 - 14:38 - #2Ciao ribez,
le rese degli oli vegetali nella trasformazione in biodiesel generalmente sono sempre quelle (anche se non ho approfondito e lo farò prossimamente..settimana un po’ impegnativa).
Facendo un ragionamento inverso, se fossero troppo inferiori non avrebbero suscitato l’interesse di molti (vedi il post su Solazyme, ad esempio).
A mio modo di vedere, se vogliamo parlare di biodiesel o di qualsiasi altro carburante in senso lato, le alghe sono l’unica alternativa (allo stato attuale delle conoscenze, ovvio). Altrimenti andiamo pure incontro al solare, all’eolico o ai moto ondosi (ecc) per la produzione diretta di energia elettrica.
Saluti
gangsofny
12 mar 2008 - 17:43 - #3questa e’ l’unica strada del biodiesel,non i campi coltivati.
come la ricerca giapponese di sfruttare le alghe di mare.
simonemuscas
12 mar 2008 - 18:25 - #4Mi sembra una scoperta importante, perchè l’impiego di immense superfici da dedicare ai biocombustibili non è sicuramente un problema secondario. Personalmente mi auguro che la tecnologia del biodiesel nel corso degli anni a venire possa prendere piede, ma il suo deve essere un impiego transitorio di graduale aiuto al diesel tradizionale, in attesa che una nuova tecnologia (mi auguro quella elettrica) possa prendere piede. I miei dubbi relativi al biodiesel riguardano le emissioni in centro urbano. Infatti per quanto sia vero che nel suo ciclo dell’anidride carbonica sia chiuso e breve (nel senso che l’anidride carbonica captata dalla pianta viene poi nuovamente ceduta all’ambiente nella combustione del motore) è anche vero che gli Nox e gli So2 continuerebbero ad essere emessi alla pari, se non in misura superiore ai veicoli alimentati a gasolio tradizionale continuando quindi a generare problemi relativi alla qualità dell’aria nelle città. Se da un lato riduciamo i problemi relativi alla Co2, non lo stesso si può dire per altri gas che sono ritenuti pericolosi per la salute. Aggiungerei inoltre il problema relativo alla minore efficienza energetica che il biodiesel apporta rispetto al diesel tradizionale. Ben vengano queste scoperte, sempre che il loro obbiettivo sia quello di un utilizzo transitorio, in attesa che altre tecnologie sostenibili sia in ambiente urbano che a livello globale possano arrivare.
Saus
12 mar 2008 - 19:45 - #5…e qui “scende in campo” il tanto bistrattato “semplice vettore di energia”…. sapete di cosa sto parlando, vero?
tramaun
13 mar 2008 - 20:02 - #6Concordo con simonemuscas: le biomasse sono il metadone che la nostra società deve prendere per disintossicarsi dall’eroina del petrolio. Ma nel futuro vero non ci sarà bisogno del metadone, altrimenti diventeremo nuovamente schiavi di un’altra droga.
egoLogic
14 mar 2008 - 10:44 - #7“…le biomasse sono il metadone che la nostra società deve prendere per disintossicarsi dall’eroina del petrolio….”
quoto appieno
mohammed italia
12 dic 2010 - 20:22 - #8ciao
in 1000m3 quanto olio di alghe si po avere
grazie
http://arganmarocco.blogspot.com
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