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Padania al veleno

Pubblicato: venerdì 14 marzo 2008 da Marina

La mappa dell'inquinamento da fertilizzanti

Se la Campania piange, la Padania non ride. E sono lacrime avvelenate. Secondo i dati diffusi dall’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) nel suo “Annuario dei dati ambientali 2007” , dove sono espressi i risultati sullo stato di salute delle acque italiane, oltre la metà dei 2863 punti di prelievo è avvelenato. E la maggior parte, sorpresa sorpresa, si trova in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.

Si legge nel rapporto che le cause di tale elevato inquinamento sono dovute ad una forte presenza industriale e :” L’uso massiccio in agricoltura di fertilizzanti (concimi minerali, organici, organo-minerali e ammendanti) e di prodotti fitosanitari (erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi e vari), usati per difendere le colture da parassiti e patogeni, per controllare lo sviluppo di piante infestanti e per assicurare maggiori quantità ed elevati standard di qualità dei prodotti agricoli, può causare impatti sulla vita acquatica e modificazioni della qualità delle acque per uso potabile sia superficiali sia sotterranee”.

I fertilizzanti, immessi in commercio nel 2006, superano i 5 milioni di tonnellate, dei quali circa 3 milioni riguardano i concimi minerali con il 60% di concimi semplici (a base di azoto) e il 40% di concimi composti (a base di due o tre elementi nutritivi); i concimi organici e gli organo-minerali raggiungono insieme circa 600.000 tonnellate e gli ammendanti circa un milione e mezzo.

Ad esempio le acque superficiali della Pianura Padana risultano inquinate da atrazina, terbutilazina, bentazone, usato soprattutto nelle risaie (quindi più presente nel pavese e nel vercellese), e il metolaclor, utilizzato a fiumi nelle grandi distese di mais dell’area padano-veneta. “Mancanza di depuratori, scarichi urbani, agricoli e industriali hanno messo in serio pericolo la salute delle acque. E chi si fa il bagno nel fiume lo fa a suo rischio e pericolo”, dice Elisabetta Morgante, vice-questore aggiunto della polizia scientifica ambientale.

Nel fiume Ticino, è allarme cadmio, cromo, ammoniaca, azoto, in dosi fuori limite. E altri inquinanti minacciano i bacini idrici in provincia di Milano e Pavia. I tecnici del Corpo forestale dello Stato hanno messo sotto osservazione la parte di fiume vicino Morimondo, un comune all’interno del Parco della Valle del Ticino, annoverata dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità.

Ad Abbiategrasso, vicino Milano, la Forestale ha trovato nichel, piombo e cadmio direttamente nell’acqua che usciva dai rubinetti di un intero supercondominio industriale alla periferia della città, mentre ad Albuzzano in provincia di Pavia, lo scolo dei bagni di una ventina di villette finisce nei canali a cielo aperto usati per l’irrigazione dei campi coltivati.

Via | Notizie Alice

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • un padano per caso

    14 mar 2008 - 09:23 - #1
    1 punto
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    Non è che mal comune sia mezzo gaudio, ma è la riprova che il vivere senza equilibrio con l’ambiente è la nostra normalità. Non solo in Italia.

    Le colpe sono sempre degli altri.

    La soluzione? Prendere atto delle nostre situazioni e modificare i nostri stili di vita. Non vedo alternative.

  • Profilo di AXE

    AXE

    14 mar 2008 - 09:36 - #2
    3 punti
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    dalla cartina sembra che la toscana sia esente, il veneto ed il piemonte sono presi peggio.

  • Steid

    14 mar 2008 - 10:00 - #3
    2 punti
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    Scusate, ma dalla cartina sembra che le uniche regioni dove si sono fatti controlli siano quelle del nord! Infatti la zona del napoletano non presenta pallini rossi, ma neanche azzurri e, vista la situazione attuale, non è pensabile che sotto l’Emilia Romagna si trovi solo “acqua di fonte”. E’ possibile avere dati più precisi a riguardo alla cartina riportata?

  • Marina.Pe

    14 mar 2008 - 10:13 - #4
    1 punto
    Up Down

    I dati sono disponibili nelle pagine dell’Annuario come linkato nell’articolo dalla pag. 51 alla pag. 76. (ndr)

  • Profilo di japix

    japix

    14 mar 2008 - 10:44 - #5
    4 punti
    Up Down

    Fate un giro presso qualche azienda agricola e provate a chiedere un pesticida che ammazzi tutti gli insetti del vostro orto: vi presenteranno una vasta gamma di biocidi da far rabbrividire chiunque abbia a cuore la salute dei propri figli (avuti o futuri che siano) oltre che avere a cuore lo stato del pianeta.
    Provate anche solo a vedere con quanta scioltezza vecchi contadini e massaie comprino massicciamente qualsiasi genere di veleno strafregandosene assolutamente di quello che c’è scritto sul retro delle confezioni.
    Di chi è la colpa? Del titolare dell’Azienda agricola? Del contadino che non sa nemmeno parlare in italiano? Della massaia paranoica?
    Se avete tempo, e trovatelo per favore, guardate le case produttrici di questi veleni e scoprirete che….. sono sempre gli stessi. Capeggia la Bayer (che ne ha fatta di strada dagli esperimenti sui lager nazisti…..) e anche la sua compagna in affari: Monsanto, che ha anche altri nomi, come Asgrow (ricordiamoci che la Monsanto è responsabile diretta della morte di migliaia di civili vietmaniti, spruzzati con l’Agente Arancio, e indagato per la morìa di api causata dal suo pesticida Poncho) e la Dow Chemical (ricordate Bophal?).
    Bisogna fare informazione! Cominciate andando in giro a rendervi conto di quello che viene venduto a cuor leggero.
    Ciao a tutti!

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    14 mar 2008 - 11:57 - #6
    1 punto
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    In nome della produzione si gioca con la salute umana purtroppo. Mi raccontarono tempo fa che è prassi comune in alcune cantine dove si porta l’uva per poi farne il vino non distinguere fra uva biologica e uva trattata con fertilizzanti e antiparassitari. Per spiegarmi meglio, io contadino coltivo biologicamente la mia vite, ma quando decido di farne il vino la mia uva viene messa nello stesso recipiente di chi biologicamente non l’ha lavorata. L’Italia è piena di episodi come questo il cui l’obbiettivo è sempre quello di badare a se stessi senza pensare troppo agli altri. Mal comune mezzo gaudio recita il proverbio quanto mai azzeccato alla nostra causa..

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    14 mar 2008 - 17:10 - #7
    1 punto
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    Ed insomma, mi domando, tutti questi acculturati cittadini del nord Italia che tanto denigrano chi in Campania lamenta la presenza di rifiuti tossici, dov’erano quando i contadini indiscriminatamente inquinavano le falde acquifere? Dov’erano quando le indrustrie hanno inquinato l’aria che respirano?

  • ste77

    14 mar 2008 - 18:07 - #8
    0 punti
    Up Down

    senza fare discorsi nordisti o sudisti mi sembra che risultino più inquinate le regioni dove i controlli si fanno.
    mi sembra impossibile che le Regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Sardegna senza dimenticare Liguria, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta non abbiano nemmeno un sito contaminato…
    12 regioni su 20!
    sicuramente chi risulta più inquinato non deve stare tranquillo ma per lo meno sa che dei controlli ci sono stati.

  • Naturo

    14 mar 2008 - 18:28 - #9
    -1 punto
    Up Down

    L’uso massiccio in agricoltura di fertilizzanti (concimi minerali, organici, organo-minerali e ammendanti) e di prodotti fitosanitari (erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi e vari), usati per difendere le colture da parassiti e patogeni, per controllare lo sviluppo di piante infestanti e per assicurare maggiori quantità ed elevati standard di qualità dei prodotti agricoli, può causare impatti sulla vita acquatica e modificazioni della qualità delle acque per uso potabile sia superficiali sia sotterranee”.

    LA SMETTIAMO DI DIRE (E PUBBLICARE) GRANDISSIME BOIATE SUGLIA GRICOLTORI????

    l’ignoranza è una brutta bestia, lo sanno anche i sassi che in emilia romagna pullulano le industrie e dove si scarica tutto????? nel po e dove capita….chiudete le industrie se volete, ma non osate dare colpe ai contadini…

  • Naturo

    14 mar 2008 - 18:29 - #10
    -2 punti
    Up Down

    Fabio A = eccone uno

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    14 mar 2008 - 18:42 - #11
    1 punto
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    Naturo, ti definisci da solo.

  • Profilo di clayco

    clayco

    14 mar 2008 - 19:39 - #12
    0 punti
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    Sui veleni non ho dati, i metalli pesanti, non vengono certo dall’agricoltura, in realtà il problema più grave e macroscopico, è quello dei nitrati.
    Come al solito vengono incolpati gli agricoltori, sono appena stato ad un convegno sull’argomento a Montichiari, (BS) che è stata dichiarata zone vulnerabile, ebbene metà dei comuni bresciani non hanno i depuratori, e quelli che ce li hanno dichiarano che abbattono l’azoto,al 90% ma sarà vero? Abbattere l’azoto costa, i controlli sono qualitativi e non quantitativi, personalmente ho annusato l’acqua di fuoriuscita del depurato del mio comune, puzza (molto poco depurata)Di fatto l’azoto nel fiume Mella si impenna appena dopo la città di Brescia, a Castelmella, mi spiegate cosa c’entra la agricoltura? o la zootecnia?
    E invece saranno gli unici settori a pagare, come al solito perchè non sono politicizzati.

  • Marina.Pe

    14 mar 2008 - 20:43 - #13
    0 punti
    Up Down

    Comunicato Stampa
    INQUINAMENTO: TROVATI DALLA FORESTALE
    METALLI PESANTI NELLE ACQUE DEL MILANESE
    Dai controlli effettuati presso diversi siti in provincia di Milano e di Pavia è emersa una preoccupante presenza di cadmio, piombo e altre sostanze chimiche

    Milano, 13 marzo 2008 – Cadmio, nichel, piombo, manganese, ferro e altre sostanze chimiche altamente tossiche sono state trovate dalla Forestale nelle
    acque di un complesso industriale in provincia di Milano nonché in un tratto del fiume Ticino presso il Comune di Morimondo (MI) e in alcuni canali irrigui in provincia di Pavia. E’ quanto è emerso dalle analisi effettuate dal Laboratorio Mobile per le Indagini Scientifiche sull’ambiente del Nucleo Investigativo Centrale di Polizia ambientale e Forestale del Corpo forestale dello Stato. Gli accertamenti scientifici sono stati eseguiti nell’ambito di una importante operazione di polizia ambientale condotta in questi giorni dal Comando Regionale della Lombardia, dai Comandi Provinciali di Milano e di Pavia e dai Comandi Stazione di Magenta e di Pavia del Corpo forestale dello Stato.
    L’inquinamento da metalli pesanti, sia esso localizzato che disperso, infatti, può causare danni ambientali anche a lungo termine e determinare forme di tossicità acuta e cronica: i controlli eseguiti dalla Forestale in ambito locale s’inquadrano in una vasta azione a carattere nazionale di contrasto all’illegalità e di tutela delle risorse idriche.

    Il primo controllo ha riguardato le acque di un insediamento industriale in provincia di Milano, sede di varie attività produttive tra cui verniciatura di accessori da bagno, produzione di sacchetti e borse in polietilene, costruzione di motori elettrici, fonderie, lavorazione del cemento. Le ditte scaricano in una fognatura privata che confluisce nel punto in cui sono stati effettuati i campionamenti, mentre l’acqua che alimenta il quartiere proviene da un pozzo. Dalle analisi di laboratorio effettuate per verificare lo stato di qualità delle acque dello scarico del complesso in questione, nonché dell’acqua che esce dai rubinetti di alcune delle ditte, è emersa la presenza di componenti chimici inquinanti come cadmio, nichel e piombo, metalli pesanti che lasciano ipotizzare un rischio concreto di contaminazione diffusa. I risultati delle analisi sono stati immediatamente riferiti all’autorità
    giudiziaria oltre che alle autorità sanitarie e locali competenti per eventuali misure preventive da disporre in merito all’utilizzo delle acque del sito interessato.
    Il secondo controllo ha riguardato lo scarico nelle acque del fiume Ticino di reflui urbani, agricoli e di aziende di zootecnia in prossimità del Comune
    di Morimondo e di comuni limitrofi, privi di depuratori o con depuratori malfunzionanti.
    Alcune aziende agricole e di zootecnia del luogo scaricano in canali che attraverso un percorso articolato confluiscono poi nel Ticino. Dalle attività di controllo è stata rilevata presenza permanente e massiccia di schiuma
    nelle acque del fiume, dovuta a tensioattivi. Rilevante anche in questo caso la presenza di metalli pesanti, in particolare del cadmio, oltre a valori superiori ai limiti previsti per le acque superficiali di azoto ammoniacale, cromati, indice fenolico, rame, zinco, nichel e piombo.
    Il terzo controllo effettuato dal personale della Forestale ha riguardato alcuni canali irrigui nei pressi del Comune di Albuzzano (Pavia), in cui è stata accertata la presenza di acque scure e maleodoranti, provenienti da scarichi non collegati alla rete fognaria. Sono stati effettuati campionamenti ed analisi direttamente sul posto che hanno evidenziato elevati valori di solidi sospesi, sostanze non solute e altamente inquinanti di origine civile e industriale, quali fenoli, piombo e nichel.
    La problematica degli scarichi e della gestione delle risorse idriche nel nostro Paese, anche nei contesti apparentemente più sviluppati e a ridosso di grandi città, è risultata anche da questa attività del Corpo forestale dello Stato quanto mai ancora irrisolta e confusa. Sono in corso ulteriori attività di indagine da parte del Corpo forestale dello Stato.

  • MikyT

    15 mar 2008 - 20:04 - #14
    0 punti
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    La notizia riguardante Abbiategrasso è, per fortuna, vera solo in parte.
    Le sostanze che pare siano state trovate, infatti, non riguardano la rete idrica cittadina, ma solo un pozzo privato in una zona industriale.

    Vedere qui per maggiori informazioni.

  • Naturo

    15 mar 2008 - 23:04 - #15
    0 punti
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    FABIO VERGONATI!!!i ocntadini sono molto più intelligenti educati e molto altro di quelli come te, magari cittadinozzi con la puzza sotto il naso…patetico

  • Profilo di clayco

    clayco

    16 mar 2008 - 10:04 - #16
    0 punti
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    Anche sull’espresso viene riportata la notizia, si parla di scarichi zootecnici in acque superficiali. Visto che il reato è penale ci dovrebbero essere dei procedimenti in corso, a me non risultano, in particolare ad Albuzzano che è a 10 km da casa mia. Mi sa che è la solita bufala! Agli allevatori conviene sempre spandere sui terreni iliquami e non nei fossi, per risparmiare sui costosissimi concimi di sintesi, e per evitare sanzioni penali.Vorrei le prove di allevatori che hanno immesso liquami nei fossi.

  • giuseppebelfi

    16 mar 2008 - 15:10 - #17
    0 punti
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    La Sicilia sembra un’ oasi di habitat perfetto. L’Arpa è stata istituita nel 2005, ma funziona a regime ridottissimo , in quanto il personale è regionale . I controlli sono di competenza anche dell’ASL . Sia i posti di lavoro e gli alti dirigenti sono di indicazione politica . Però si raccontano strane storie , come quella di Canneto (Me). Nelle nostre zone umide non vi sono pesci ed uccelli che svernano pur essendo luoghi a temperatura mite. Non si fa alcun controllo, questa è la verità!

  • Profilo di clayco

    clayco

    17 mar 2008 - 10:31 - #18
    0 punti
    Up Down

    Infatti, ad Albuzzano i reflui trovati nei fossi sono di provenienza urbana, un cnuovo complesso residenziale che scarica probabilmente in deroga, nella ttesa di un collegamento fognario o di un depuratore, ricordo che sono migliaia i comuni della Lombardia senza depuratori, e che non lo era nemmeno Milano fino a qualche anno fA.

  • robberto

    06 mag 2008 - 13:54 - #19
    0 punti
    Up Down

    Chi se ne frega , tanto bevo acqua imbottigliata,
    (intelligente vero?)

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