Padania al veleno

La mappa dell\'inquinamento da fertilizzanti

Se la Campania piange, la Padania non ride. E sono lacrime avvelenate. Secondo i dati diffusi dall’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici) nel suo “Annuario dei dati ambientali 2007” , dove sono espressi i risultati sullo stato di salute delle acque italiane, oltre la metà dei 2863 punti di prelievo è avvelenato. E la maggior parte, sorpresa sorpresa, si trova in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana.

Si legge nel rapporto che le cause di tale elevato inquinamento sono dovute ad una forte presenza industriale e :” L’uso massiccio in agricoltura di fertilizzanti (concimi minerali, organici, organo-minerali e ammendanti) e di prodotti fitosanitari (erbicidi, fungicidi, insetticidi, acaricidi e vari), usati per difendere le colture da parassiti e patogeni, per controllare lo sviluppo di piante infestanti e per assicurare maggiori quantità ed elevati standard di qualità dei prodotti agricoli, può causare impatti sulla vita acquatica e modificazioni della qualità delle acque per uso potabile sia superficiali sia sotterranee”.

I fertilizzanti, immessi in commercio nel 2006, superano i 5 milioni di tonnellate, dei quali circa 3 milioni riguardano i concimi minerali con il 60% di concimi semplici (a base di azoto) e il 40% di concimi composti (a base di due o tre elementi nutritivi); i concimi organici e gli organo-minerali raggiungono insieme circa 600.000 tonnellate e gli ammendanti circa un milione e mezzo.

Ad esempio le acque superficiali della Pianura Padana risultano inquinate da atrazina, terbutilazina, bentazone, usato soprattutto nelle risaie (quindi più presente nel pavese e nel vercellese), e il metolaclor, utilizzato a fiumi nelle grandi distese di mais dell'area padano-veneta. "Mancanza di depuratori, scarichi urbani, agricoli e industriali hanno messo in serio pericolo la salute delle acque. E chi si fa il bagno nel fiume lo fa a suo rischio e pericolo", dice Elisabetta Morgante, vice-questore aggiunto della polizia scientifica ambientale.

Nel fiume Ticino, è allarme cadmio, cromo, ammoniaca, azoto, in dosi fuori limite. E altri inquinanti minacciano i bacini idrici in provincia di Milano e Pavia. I tecnici del Corpo forestale dello Stato hanno messo sotto osservazione la parte di fiume vicino Morimondo, un comune all'interno del Parco della Valle del Ticino, annoverata dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità.

Ad Abbiategrasso, vicino Milano, la Forestale ha trovato nichel, piombo e cadmio direttamente nell'acqua che usciva dai rubinetti di un intero supercondominio industriale alla periferia della città, mentre ad Albuzzano in provincia di Pavia, lo scolo dei bagni di una ventina di villette finisce nei canali a cielo aperto usati per l'irrigazione dei campi coltivati.

Via | Notizie Alice

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