
Sicuramente i correntisti di Banca Intesa Sanpaolo (e di tutte le altre banche territoriali e le piccolissime banche provinciali controllate del gruppo) non ne sono a conoscenza, ma la loro banca ha approvato l’apertura di credito per 100 milioni di euro per finanziare il completamento della centrale nucleare con tecnologia degli anni ‘70 a Mochovce, in Slovacchia. In pratica, in Italia niente nucleare, ma oltreconfine abbiamo una cintura di centrali più o meno all’avanguardia. Quindi con parte dei loro depositi stanno finanziando un ecomostro.
Molto probabilmente la banca avrà ricevuto buone garanzie a copertura della cifra esborsata - senza preoccuparsi di richiedere serie garanzie ambientali. A manovrare il tutto c’è l’Enel cui importa ben poco che i reattori sovietici di 40 anni fa siano senza un guscio di contenimento che possa proteggerli da eventi esterni (ad es. la caduta di un aereo o un attentato terroristico). Il gruppo energetico ha investito circa 1,8 miliardi di euro mentre il Governo Italiano, rifiutandosi di partecipare al progetto, non chiede nemmeno la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale), negando ai cittadini la possibilità di decidere.
Quel che fa andare su tutte le furie gli attivisti di Greenpeace è che quei 1,9 miliardi di euro serviranno a generare solo 880 Mega Watt di energia mentre si potrebbe spendere un quinto se si costruisse ex-novo una centrale a gas per generare la stessa potenza. Enel non è nuova ad investimenti al limite del rispetto dell’ambiente per poi ripulire l’immagine con pochi milioni di euro investiti nelle energie alternative. Colpisce invece l’intervento di Banca Intesa che Greenpeace spera di far rientrare sulla retta via come già è accaduto in altri casi simili per la divisione tedesca di Unicredit e di Ing.
Via | Greenpeace
Naima
14 mar 2008 - 12:09 - #1Non mi ricordo bene per cosa nello specifico (mi documenterò),ma mi ricordo benissimo che sia a Report che in altre trasmissioni,hanno già parlato di Intesa SanPaolo come finanziatore di progetti poco eticamente corretti (non solo in campo ambientale).
simonemuscas
14 mar 2008 - 12:30 - #2Sembra quasi che l’Enel rispetti al meglio la regola fatta la legge trovato l’inganno. Ho infatti una seconda segnalazione da fare su questa società. In Sardegna tale impresa ha attivato (o sarà di prossima attivazione) una centrale elettrica a biomassa. Tutto bene sino a qui, non fosse altro che ciò che si brucia non sono gli scarti organici di uno o più distretti energetici del luogo, ma legname importato direttamente dall’Africa. Quindi mentre ci si spaccia per difensori dell’ambiente, a qualche centinaio di chilometri si stanno distruggendo delle foreste. Il tutto in nome dei certificati verdi e della difesa dell’ambiente. Ha senso che si produca energia pulita in un luogo per toglierla da un altro? Allo stesso modo, ha senso che cittadini che votarono nel 1987 “no” al nucleare si trovino a dover finanziare un progetto sul nucleare? Non sto qui a discutere se sia giusto o meno il nucleare, perchè si avrebbero milioni di pareri a proposito e non è di questo che vorrei parlare, ma permettetemi di dire che questo teatrino di persone truffatrici mascherate da santoni è una chiara presa per il c**o a tutti coloro che credono come me nel rispetto dell’ambiente.
simonemuscas
14 mar 2008 - 12:30 - #3Sembra quasi che l’Enel rispetti al meglio la regola fatta la legge trovato l’inganno. Ho infatti una seconda segnalazione da fare su questa società. In Sardegna tale impresa ha attivato (o sarà di prossima attivazione) una centrale elettrica a biomassa. Tutto bene sino a qui, non fosse altro che ciò che si brucia non sono gli scarti organici di uno o più distretti energetici del luogo, ma legname importato direttamente dall’Africa. Quindi mentre ci si spaccia per difensori dell’ambiente, a qualche centinaio di chilometri si stanno distruggendo delle foreste. Il tutto in nome dei certificati verdi e della difesa dell’ambiente. Ha senso che si produca energia pulita in un luogo per toglierla da un altro? Allo stesso modo, ha senso che cittadini che votarono nel 1987 “no” al nucleare si trovino a dover finanziare un progetto sul nucleare? Non sto qui a discutere se sia giusto o meno il nucleare, perchè si avrebbero milioni di pareri a proposito e non è di questo che vorrei parlare, ma permettetemi di dire che questo teatrino di persone truffatrici mascherate da santoni è una chiara presa per il c**o a tutti coloro che credono come me nel rispetto dell’ambiente.
Fabio C.
14 mar 2008 - 14:13 - #4Simone, le biomasse che bruciano Enel o altri non sono legname proveniente da deforestazioni. Le biomasse considerate provengono tipicamente da scarti della lavorazioni di legnami o altro, tipo gusci di noci di cocco e altro, assieme a prodotti “nostrani” quali sansa esausta di olive o farina di vinacciolo o cose così. E le usano solitamente mescolate in percentuali diverse con il carbone (per cui sono fatte le caldaie ed i relativi bruciatori di queste centrali).
Per la centrale in Slovacchia (non Slovenia come riportato nel titolo, lì ce n’è anche una ma non credo c’entri con l’Enel) secondo me bisognerebbe cominciare a ragionare come cittadini europei, perchè le centrali nucleari vanno bene solo se sono francesi tedesche inglesi ecc? Non è la stessa cosa acquistare energia elettrica prodotta da queste centrali come stiamo già facendo dagli Stati nostri vicini e finanziare centrali che poi producono per il nostro fabbisogno?
piccolosocrate
14 mar 2008 - 15:03 - #5ho corretto l’errore :-) di Slovacchia-Slovenia.
grazie Fabio C. per la segnalazione.
noee
14 mar 2008 - 15:24 - #6Simone, il no che i “cittadini votarono nel 1987″ non è stato un divieto da quel momento all’eternità! Questo perchè per via di obblighi internazionali che preesistevano in italia, il referendum non ha potuto avere applicazione tal quale. E stato il governo, per soddisfare la volontà dei cittadini a provvedere al blocco del nucleare e di tutti gli investimenti. Ma il testo della legge parlava di 10 anni di stop per gli investimenti all’estero, e non credo sia mai stata aggiornata. Qundi l’enel secondo me (oltre che per il fatto che è ormai un altro soggetto (+privati) rispetto a quello che era negli anni 80) non commette nessuna illegalità nell’investire nel nucleare all’estero.
FOTOVOLTAICO NO NUCLEARE
14 mar 2008 - 16:35 - #7Il nucleare è un regalo ai terroristi e le scorie un regalo ai paesi poveri che se le beccano.. Pensiamo a produrre energia con le rinnovabili magari con la parabola fotovoltaica inventata da un italiano (prof Martinelli)
simonemuscas
14 mar 2008 - 16:48 - #8Detto bene, non commette nessuna illegalità sanzionabile, però ho qualche dubbio in quanto a legalità morale. Come dire che sono contro la vendita delle droghe leggere in Italia, ma le compro ad Amsterdam dove è possibile farlo. Voi direte: legalmente possibile. Io aggiungerei: forse moralmente sbagliato. Ovvio, la morale perde di significato nel momento in cui i conti devono tornare e il mio discorso diventa aria fritta. Per quel che riguarda la centrale di biomassa in Sardegna ho la certezza che la materia prima venga importata. La notizia che mi è giunta è che per quella centrale è più conveniente comprare la biomassa dall’Africa che non utilizzare quella del posto. Saranno solo scarti come dice Fabio C. e auguriamoci che dall’Africa arrivino solo scarti, però mi chiedo il senso di produrre una energia pulita se poi devi caricare navi su navi per portare il prodotto a destinazione. Sarebbe realmente pulita quella energia prodotta da biomassa, se si creassero dei distretti energetici nelle vicinanze di quella centrale in Sardegna in modo da creare una rete di raccolta degli scarti. La produzione di energia elettrica da biomassa, così come quella del biogas deve essere accompagnata dalla creazione di distretti energetici sul posto, altrimenti potrebbe non essere una soluzione sostenibile a lungo termine. L’energia deve essere realmente pulita e non solo sulla carta dei certificati verdi.
Marco-TO
14 mar 2008 - 17:01 - #9Va bene fare pressione su questi comportamenti eticamente discutibili però non stupiamoci più di tanto.
Nel 2006 il S.Paolo è stata la banca italiana da cui sono passate le maggiori transazioni finanziarie di armi, tutte perfettamente legali e certificate dal nostro Parlamento.
Dalla fusione con Intesa dovevano essere ridotte queste transazioni, vedremo i dati del 2007, se questa riduzione c’è stata.
Il S.Paolo, come altre banche italiane, è quella che vendeva e proponeva anche ai pensionati (!!!) i bond argentini. Titoli ad alto rischio, certo adatti ai pensionati moreddito, vero?
L’etica NON esiste negli affari.
Intanto oggi è cominciato il processo Parmalat, chissà come andrà a finire.
Gianni761
14 mar 2008 - 20:09 - #10Chiariamo una cosa questi reattori slovacchi sono del tipo VVER, di concezione moderna e provvisti di un edificio di contenimento. Tale edificio non è progettato però per resistere ad un crash di aereo. Sono sottoposti a verifiche di IAEA e di altri enti internazionali. Non sono reattori di 40 anni fa, sono di terza generazione. Annualmente permetteranno di risparmiare circa 7.000.000 di tonnellate di CO2 (se, come probabile, sostituiscono il carbone), che nel corso di una vita di 40 anni significa 280 milioni di tonn/CO2 in meno nell’atmosfera. Il costo di un impianto a gas alternativo non tiene conto dei costi del combustibile, che sono preponderanti nel caso del gas, e molto bassi per il nucleare, quindi è un confronto sballato.
Sulla questione delle biomasse le centrali citate in genere non funzionano con gli scarti ma con i frutti della palma o della jathropa che provengono da Africa, Brasile o Indonesia. La deforestazione può avvenire se le piantagioni sostituiscono la foresta tropicale (questo succede più spesso in Indonesia che in Brasile). Dal punto di vista dell’analisi energetica del ciclo di vita questa è generalmente più favorevole per le coltivazione di importazione, dove il maggior rendimento compensa le perdite per il trasporto. Ma tali impianti (e tutte le biomasse) per essere energeticamente efficienti dovrebbero prevedere la cogenerazione di calore e elettricità, altrimenti si può dire che sono fatti solo per lucrare sui certificati verdi e sfruttare un sistema distorto di incentivazioni.
Se poi sia eticamente corretto andare a prendere biomasse nei paesi in via di sviluppo per soddisfare le nostre esigenze di energia rinnovabile, senza che risolvano alcunché si può discutere. Un impianto da 80 MW elettrici brucia 70.000 tonnellate di biomasse l’anno, un ettaro di terreno a palma produce 5 tonnellate all’anno nel migliore dei casi, fatevi i conti.
Gianni761
14 mar 2008 - 20:14 - #11Mi ero dimenticato la conclusione: è più etica la banca che finanzia le biomasse o quella che finanzia il nucleare?
noee
16 mar 2008 - 19:05 - #12Bella Gianni! Mi hai convinto :) Anzi ti dico: una banca può essere etica???
piccolosocrate
17 mar 2008 - 00:25 - #13Una banca è un’impresa e come tale pospone l’etica e la morale al dio denaro
Gianni761
17 mar 2008 - 12:39 - #14Giustamente, dico io: se noi come cittadini riteniamo che sia immorale finanziare la vendita di armi o il nucleare, dovremmo chiedere ai nostri rappresentanti di vietarlo. Pensare che lo facciano spontaneamente è una pia illusione.
simonemuscas
19 mar 2008 - 11:43 - #15D’accordo Gianni761 nessuna attività a scopo di lucro può essere morale. Però è giusto fare una precisazione sul fatto, come tu dici, che saremmo noi a dover chiedere ai nostri rappresentanti di vietare il nucleare. Vorrei ricordare che un referendum nel 1987 ha stabilito il NO al nucleare nel nostro paese. Qualcuno precedentemente mi ha corretto dicendo che costruire all’estero delle centrali nucleari è comunque possibile nonostante quel referendum. Resta il fatto che gli Italiani hanno espresso il loro NO assoluto alla produzione di energia da uranio. Quindi la tua precisazione che dovremmo essere noi a vietarlo ai nostri rappresentanti ha bisogno di una risposta: già fatto 21 anni fa. L’Italia è una repubblica parlamentare proprio perchè vinse la volontà del popolo Italiano in un referendum. E’ successo tanti anni fa e nonostante ciò continuiamo ad essere una repubblica e non una monarchia. Il nucleare sembra essere la risoluzione di tutti i mali e sembra quasi sia stupido lasciarsi scappare questa possibilità. Ne riparliamo quando il prezzo dell’uranio raggiungerà prezzi altissimi (già sta succedendo) e valuteremo quanto sarà redditizio un investimento un una centrale nucleare.
piccolosocrate
19 mar 2008 - 11:48 - #16@simonemuscas: permettimi una precisazione (non me ne volere) l’attività a scopo di lucro può rivelarsi immorale - mentre quella “a scopo di lucro” con caratteri speculativi è sicuramente immorale.
;)
simonemuscas
19 mar 2008 - 13:02 - #17@piccolosocrate: farsi prendere da certi argomenti ti può far dire delle cose cose estreme. Hai ragione naturalmente e la mia è stata una spiegazione poco precisa in questo senso. Hai fatto bene a sottolineare l’imprecisione.
jakke
02 apr 2008 - 23:14 - #18Basta parlare di nucleare!! L’uranio c’è per altri 30-40 anni, per costruire una centrale ce ne vogliono 10, il costo è sbalorditivo e sarebbe impossibile senza finaziamenti statali cospiqui……leggetevi l’intervista a repubblica di Rubbia sapientoni!!!
http://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/energie-pulite/rubbia-solare/rubbia-solare.html
nucleare si nucleare no è un falso problema
Mario68
08 apr 2008 - 21:37 - #19Strano che jakke scriva dell’intervista a Rubbia e non l’abbia letta TUTTA. In quell’intervista lo stesso Rubbia dice che e’ possiibile costruire centrali nucleari basate sul torio e non sull’uranio SENZA produzione di scorie.
MAh..