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Discorso sulla decrescita

Pubblicato: venerdì 14 marzo 2008 da lumachina

Discorso sulla decrescita, Maurizio PallanteNel “Discorso sulla decrescita” Maurizio Pallante, del Movimento per la decrescita felice, riflette sull’assurdità di usare solo il PIL come strumento per misurare il benessere di una nazione. Il Prodotto Interno Lordo misura il flusso monetario e solo indirettamente (molto indirettamente) la soddisfazione della gente che spende i soldi.

L’esempio classico e’ il traffico. Se uno passa molto tempo in coda, consuma molta benzina. Comprare benzina fa crescere il PIL, ma se la benzina e’ sprecata in coda, non fa crescere la soddisfazione della gente che la usa. Pallante propone quindi di non identificare la crescita del PIL come “bene assoluto” che la maggior parte dei politici (di destra, sinistra e centro) persegue, ma di analizzare meglio i bisogni della gente e cercare di soddisfarli in un modo più coerente e meno dannoso per il pianeta.

La decrescita proposta non e’ un rifiuto totale della tecnologia, anzi, c’è bisogno di tecnologia per costruire una casa a basso consumo o per migliorare le prestazioni delle macchine che usiamo quotidianamente. La tendenza auspicabile e’ quella di indirizzare la ricerca scientifica e tecnologica alla soddisfazione dei bisogni, invece che alla realizzazione di utili.

La filosofia di fondo non esclude il mercato, ma lo ridimensiona, dando spazio anche ad una parte di autoproduzione e di scambio gratuito. Se uno invece di spendere riesce ad avere accesso a beni e servizi fuori mercato come la verdura del suo orto o la nonna che fa volentieri da baby-sitter, allora non dovrebbe essere criminalizzato perché “non ha comprato le mele e non fa girare l’economia”.

Per chi fosse interessato ad una breve esposizione di quanto sopra, segnalo il cofanetto libretto + CD audio di Maurizio Pallante “Discorso sulla decrescita” edito da Luca Sossella, a 12 euro.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • noee

    14 mar 2008 - 14:03 - #1
    4 punti
    Up Down

    Piano piano credo si stia arrivando al nodo ultimo del problema…
    Sono in totale accordo con l’inutilità dell’indice pil a se stante. Da un punto di vista sociale-economico, l’indice Gini unito al pil rispecchia in maniera consona la distribuzione delle ricchezze.
    Ancor di più, e questa è una provocazione, potremmo anche accettare una diminuzione del pil pur restando felici: come?
    grazie alla naturale diminuzione della popolazione italiana, che è pesantemente sotto zero (-100000abitanti ogni 2 anni) che viene controbilanciata dal solo arrivo di immigrati (+270000 ogni 2 anni). Se l’immigrazione fosse mantenuta al di sotto del valore di descrescita della popolazione italiana potremmo:
    1) ridurre il bisogno energetico nazionale, perché ci sarebbero meno utenti e quindi le emissioni
    2) ridurre il costo delle case ed affitti (a medio-lungo termine) perché ci sarebbero meno persone che le abitano.
    3) ridurre i beni prodotti e quindi l’inquinamento perché ci sarebbero meno clienti….
    …tutto questo mantenendo lo stesso stile di vita!

    Ahah invece dobbiamo pagare le pensioni e abbiamo bisogno di sfruttare gli immigrati per fare i lavori che non ci piacciono…siamo proprio belli noi!

  • Profilo di AXE

    AXE

    14 mar 2008 - 14:36 - #2
    4 punti
    Up Down

    grandissimo libro, spero che le sue teorie si diffondano.

  • Profilo di Marco-TO

    Marco-TO

    14 mar 2008 - 15:55 - #3
    2 punti
    Up Down

    Un ottimo approfondimento sulla Decrescita, sarà la puntata di Report di domenica prossima 16 marzo.

    Ore 21.30 - RAI 3

    Parteciperanno Maurizio Pallante (esperto in energie alternative), Mario Palazzetti (maestro tecnico di Pallante, inventore del Centro Ricerche Fiat), Roberto Lorusso di Costellazione Apulia e DePilAzione.it (cioè come toglierci dalle logiche perverse del PIL, Prodotto Interno Lordo).

  • Profilo di simonemuscas

    simonemuscas

    14 mar 2008 - 16:13 - #4
    1 punto
    Up Down

    Io quel libro l’ho comprato qualche mese fa e mi è piaciuto tantissimo. Va contro le logiche dell’economia e della realtà standardizzata che vediamo alla tv e leggiamo sui giornali. Da sempre sappiamo che i prodotti della nonna sono più buoni e genuini rispetto a quelli confezionati. Se questo trova riscontro nella realtà perchè dovrebbe spaventarci il fatto che il PIL non cresce? Maurizio Pallante in questo libro crea una relazione chiara e intercambiabile fra virtuosismo economico, risparmio energetico, rispetto per l’ambiente, ma sopratutto (e qui sta l’originalità secondo me) “la felicità”. La felicità intesa come stile di vita sobrio e rispettoso. Qualcuno storce il naso e dice che Pallante non potrebbe essere un abile arruolato alla politica Italiana. Chissà che una politica applicata sui concetti di questo libro possa far diventare l’Italia un paese meno ricco visto dagli altri stati, ma felice dentro e capovolgere quindi la situazione attuale che ci vede come una delle più autorevoli potenze mondiali fuori e con un pò di repressione dentro…

  • Profilo di glorfindel

    glorfindel

    15 mar 2008 - 01:03 - #5
    2 punti
    Up Down

    Mah, non so…
    Ma non è che se ognuno avesse il suo orto per produrre le proprie mele, il costo di produzione sarebbe più alto?

    Sull’esempio della torta della nonna: provate a comprare una torta confezionata e provate a farne una con gli ingredienti genuini a regola d’arte. Tra ingredienti ed energia spesa per realizzarla, alla fine la torta della nonna aumenta il Pil molto più della squallida torta da 2,50 euro confezionata del supermercato.

  • Profilo di verlok

    verlok

    16 mar 2008 - 21:12 - #6
    2 punti
    Up Down

    Pallante è un grande e basta. Non capisco perché i politici non lo ascoltino. Tranne Stefano Montanari forse…

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