La struttura di Brelli e’ di bambù, cosa che rende questo ombrello particolarmente resistente al vento. Le legature tra le diverse parti e le cuciture sono in filo di cotone, la plastica trasparente e’ biodegradabile, ma nel sito non dicono di che cosa sia fatta.
L’intero ombrello si degrada in 5 anni. Se lasciato a biodegradarsi in una discarica che raccoglie i gas per recuperarne energia, da Brilli si arriva ad ottenere il 90% dell’energia necessaria alla costruzione. L’idea dell’ombrello biodegradabile e della sua commercializzazione e’ di Pamela Zonsius, una stilista di alta moda con il pallino dell’ecodesign.
Il sito che vende questi ombrelli e’ stato disegnato usando energia verde e viene ospitato da una compagnia che riceve certificati energetici per la sua attività. Peccato che non dicano di usare energia verde anche per la produzione e che non diano il prezzo dell’oggetto, limitandosi a dire che se ne possono acquistare minimo 24.
ombrello di bamboo e bioplastica, completamente biodegradabile
davo
19 mar 2008 - 10:05 - #1I prezzi ci sono, e la quantità minima io non l’ho trovata, forse hanno hanno tolto questo limite? I costi sono di 28$ per la versione piccola di diametro 35 pollici, 38$ per quella da 52”.
Il bambù è resistente, spero che lo sia anche lo scheletro dell’ombrello e non solo il manico. Di ombrelli durevoli ce ne sono pochissimi in giro (soprattutto quelli pieghevoli piccolini), questo ombrello può essere ecologico e biodegradabile quanto vuole ma se si distrugge dopo una settimana di pioggia è un pò un controsenso. Altrimenti potrebbe essere un ottimo acquisto!
davo
19 mar 2008 - 10:10 - #2ps: per chi avesse intenzione di acquistarlo meglio farlo con un gruppo di acquisto, la spedizione è di 72$!!
simonemuscas
19 mar 2008 - 10:15 - #3Prodotti del genere andrebbero a ruba se l’economia fosse più vicina all’ambiente. Mi è venuta un’idea, forse irrealizzabile nel mondo attuale, però chissà assolutamente normale in un futuro non lontano. Potremmo pensare che chi ha un ombrellone del genere ha diritto a pagare meno all’ingresso in spiaggia (qualora la spiaggia sia a pagamento) o nel parcheggio dell’auto. I gestori delle spiagge avrebbero per esempio diritto ad uno sconto sulla tassa dei rifiuti a fine anno proporzionale al numero di ombrelloni biodegradabili (e altri articoli) “transitati” nel posto. Allo stesso modo i gestori dei parcheggi potrebbero vedersi ridurre il costo del suolo pubblico proporzionale al numero di articoli del genere portati nelle spiaggia e la cosa si potrebbe estendere anche alle autovetture meno contaminanti. I gestori per vedersi beneficiati economicamente pubblicizzerebbero i vantaggi del biodegradabile e si creerebbe un circolo virtuoso, un modo naturale per ridurre certe tasse e di conseguenza far girare l’economia. Qualcuno mi prenderà per pazzo, però mi piace pensare che cose che anni fa ci sembravano impossibili oggi sono l’assoluta normalità. In altri paesi questioni del genere suscitano l’interesse della società e le sfide impossibili diventano spesso con gli anni le armi vincenti. La mia può essere anche solo una provocazione, sono però convinto che la sostenibilità ambientale debba essere per forza di cose più vicina allla sfera economica, altrimenti è probabile che continueremo a parlare di buone iniziative soltanto in questo blog…
Naima
19 mar 2008 - 15:26 - #4Come dice Davo,sarebbe interessante avere qualche rassicurazione sulla sua resa nel tempo; devo dire che io lo trovo anche molto carino! : )
L’unica cosa che mi frena è il costo,che per un acquirente singolo è veramente elevato…