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Quote latte amare

Pubblicato: 19 mar 2008 da Marina

Commenti dei lettori

Quote latte: una doccia fredda per l'Italia Per l’Italia è stata come una doccia fredda. Al latte. Dopo mesi di estenuanti trattative i ministri dell’Agricoltura europei hanno approvato l’aumento del 2 % delle quote latte a partire dal primo aprile 2008. L’aumento, sarà pari a 2,84 milioni di tonnellate e sarà ripartito in maniera uguale tra tutti gli Stati membri e servirà a far fronte alla crescente domanda di prodotti lattiero-caseari.

Per i produttori italiani questo significa che per la campagna 2008-2009 avranno a disposizione una quota nazionale di 10,74 milioni di tonnellate di latte invece dei 10,53 attuali. Ma i produttori lattiero-caseari italiani non ci stanno: “resta il rammarico per la debolezza negoziale dimostrata anche in questa occasione dall’Italia. L’aumento lineare delle quote latte uguale nei diversi Stati dell’Unione Europea senza tenere conto del fatto che l’Italia è l’unico Paese realmente deficitario nella produzione, rappresenta – sottolinea Sergio Marini il presidente della Coldiretti - l’ennesima sconfitta nazionale nelle trattative comunitarie dopo quella già subita per l’ortofrutta e per il vino, a favore dei Paesi del Nord . E’ inaccettabile - ha continuato Marini - che Paesi come l’Olanda che hanno quote per produrre quasi tre volte il proprio fabbisogno interno abbiano avuto lo stesso aumento percentuale dell’Italia dove quasi la metà del latte consumato è importato dall’estero”.

Intanto De Castro, ministro per le politiche agricole ha tenuto a precisare che comunque, non ci sarà alcun colpo di spugna per i produttori che hanno sforato le loro quote. Come dire “cornuti e mazziati” due volte. Il ministro non teme nemmeno contraccolpi sui prezzi, “che sono piuttosto legati all’aumento di consumo di latte da parte dei cinesi”. D’altra parte, come ha lui stesso ha sottolineato, ci sono dei paesi che non hanno nemmeno raggiunto la quota di produzione fino ad ora loro assegnata.

Appunto, la Cina, è confermato bussa alla porta dei consumi e la sete di latte sembra inesauribile. Con circa 200.000 tonnellate l’anno, il siero di latte in polvere è attualmente il principale prodotto lattiero-caseario importato dalla Cina. Si prevede che i prezzi del latte e dei prodotti lattiero-caseari freschi e cresceranno, così come già abbondantemente previsto da gustoblog.

Secondo una relazione della Commissione infatti tra il 2003 e il 2007 l’incremento della produzione di formaggi e latte fresco ha permesso di assorbire un quantitativo supplementare di 5,5 milioni di tonnellate di latte e secondo le stime dell’esecutivo comunitario tra il 2007 e il 2014 saranno necessarie ulteriori 8 milioni di tonnellate, soprattutto per l’aumento della produzione di formaggi. All’Italia è assegnata una quota nazionale totale di 10 milioni e 740.661 tonnellate.
E come al solito l’Italia sarà dietro Francia, Germania, Olanda, Belgio…

Via | Agi
Foto | Flickr

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • DanielC

    19 mar 2008 - 09:37 - #1
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    Qui a Bolzano ho avuto modo di notare che il latte fresco pastorizzato intero costi 74 centsimi al litro se di provenienza tirolese austriaca, mentre il suo corrispondente sud tirolese italiano è di € 1,25 della Mila. Non so se c’entrano le quote latte, i metodi di produzione (magari mi informerò) ma la differenza non è da poco.

  • Profilo di Rolf Oldeman

    Rolf Oldeman

    19 mar 2008 - 11:56 - #2
    1 punto
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    Adesso capisco perche in Italia il latte costa il doppo che in Olanda…

  • er monnezza

    19 mar 2008 - 14:11 - #3
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    Certo che potevate mettere un’altra foto eh… Appena l’ho vista ho riso per un minuto intero! ^____^

  • Profilo di Superbisco

    Superbisco

    19 mar 2008 - 17:08 - #4
    1 punto
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    ahah, concordo cor monnezza

  • Profilo di Zak

    Zak

    19 mar 2008 - 18:20 - #5
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    Visto che l’Italia ha le potenzialità per produrre piu’ latte di quanto le quote le riconoscono, perche’ non iniziare a favorire la qualita’ degli allevamenti rispetto alla loro intensivita’?
    Mi vengono in mente gli allevamenti svizzeri…

    Altrimenti, se proprio si vuole perseguire la strada dell’intensività, c’e’ sempre la possibilita’ di far diventare il latte la nuova materia prima dell’industria chimica. C’e’ gia chi ci ricava delle fibre tessili.

  • Gianpietro

    25 set 2008 - 08:26 - #6
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    Peccato che NOI allevatori questo incremento di quota non l’abbiamo visto, anzi puntuali come ogni anno sono arrivate le raccomandate con i superprelievi. Centinaia di migliaia di euro di multa per le aziende che producono in esubero.

    Che schifo che mi fa l’italia.