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L’altra campana: i padani vogliono gli OGM

Pubblicato: martedì 25 marzo 2008 da Marina

La "torta" dei si agli Ogm
L’argomento, lo premetto, è intricato. Quando si parla di opinioni a favore degli OGM si rischia di dare sempre informazioni sbagliate. Ma io penso che sia sempre giusto ascoltare “l’altra campana”. Vado con i piedi di piombo e molti dati da esporre, e prendo spunto innanzitutto dai commenti fatti a proposito del post “ Il mondo secondo Monsanto” dove un paio di lettori molto appassionatamente hanno iniziato una disputa sui vantaggi e gli svantaggi delle coltivazioni OGM. La positività è stata incardinata sul problema delle aflatossine. E Ecoblog con largo anticipo aveva lanciato la discussione nell’affollatissimo post di Bricke.

Per l’ascolto dell’”altra campana” parto dalla rilevazione di un sondaggio condotto da Demoskopea per conto di Assobiotec sulla “Percezione degli OGM presso i maiscoltori lombardi” bene su 532 intervistati il 59% dice di conoscere le resistenze del mais OGM alla piralide (farfalla infestante). E il 67% si dichiara disponibile a coltivarlo nella propria azienda. Non solo. Ma il 74% si dice disponibile a sperimentarlo in campo. E non parliamo di “agricoltori sciolti” ma di iscritti alla Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

Intanto l’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) nei giorni scorsi ha presentato “ Ricerche sugli OGM in agricoltura” durata due anni e tra i primi risultati riporta:” I risultati preliminari hanno messo in evidenza alcune modificazioni della risposta immunitaria sia intestinale che periferica, suggerendo che sarebbero opportune indagini più approfondite sulla risposta immunitaria per definire la reale sicurezza d’uso del mais Bt”. Oltre a tutta un’altra serie di scarse convenienze sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della resa agricola.

Sostanzialmente si dice nella presentazione: “In particolare, saranno presentate delle inchieste sugli agricoltori interessati a coltivare OGM che, allo stato attuale, sono una minoranza (18%). Questi ultimi lavorano nelle aziende di dimensioni più grandi, che operano prevalentemente nelle regioni nord-occidentali, attive nel campo cerealicolo e in quello della zootecnia del latte. Dalla introduzione degli OGM si attendono, in primo luogo, un accrescimento delle rese”.
La minoranza, però proprio non ci sta e alza la voce. Attraverso Futuragra e il suo presidente Duilio Campagnolo che ha nel Friuli il suo zoccolo duro di associati favorevoli agli OGM. Tant’è che lo scorso anno fu annunciata la richiesta di risarcimento per un milione di euro contro la “moratoria di fatto agli OGM in Italia”.

Da quell’esperienza, nasce SAgRI (SAlute, AGRicoltura, Ricerca) che ha per claim:”per chi non ha paura di pensare controcorrente”, e annovera tra fondatori e aderenti”:ricercatori, la Società Italiana di Genetica Agraria, la Società Italiana di Tossicologia, l’Associazione di Imprenditori Agricoli Futuragra, l’Associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Concioni (fin qui i fondatori); l’Associazione Galileo 2001, l’Istituto Bruno Leoni, l’Associazione dei Cristiani per l’Ambiente, Fondazione Umberto Veronesi.

Una voce che va assolutamente ascoltata, infine, è quella di Giorgio Fidenato , segretario, tesoriere e fondatore di Futuragra , che spiega in poco meno di 6 minuti perché coltivare OGM. Poi davvero tirate le vostre somme.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • bonetit

    25 mar 2008 - 10:40 - #1
    2 punti
    Up Down

    Riassunto intervista a fidenato.

    Gli OGM sono stratestati e strasicuri.

    Gli agricoltori del biologico non rispettano il biotech.

    I prodotti biologici sono sicuri per l’ambiente ma nocivi per l’uomo.

    — complimenti per la disinformazione —

  • Profilo di clayco

    clayco

    25 mar 2008 - 12:46 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Fumonisine non aflatossine.
    Non ho altro da aggiungere se non farvi i complimenti (sinceri) per aprire anche a tesi opposte alle vostre, che poi sono quelle dell’ambientalismo storico.
    Spero che questa apertura, cioè considerare anche altre tesi, avvenga, su questo sito, anche per un’altro tema ambientale di importanza fondamentale, cioè le emissioni di gas serra. Sono ormai centinaia le pubblicazioni scientifiche che contraddicono la teoria dell’effetto serra sostenuta dall’IPCC e di conseguenza dagli ambientalisti. Nell’avvicendamento al vertice dell’IPCC un ambientalista vero (Watson) è stato sostituito per imposizione indiana e cinese da un uomo di fiducia dei petrolieri (Pachauri ma anche il vice Izrael). Ci sono già ambientalisti che si stanno rendendo conto di essere stati usati dall’IPCC per scopi politici.

  • Biotecnologie: Basta Bugie!

    25 mar 2008 - 14:38 - #3
    -1 punto
    Up Down

    Su questo sondaggio avevamo fatto un post anche noi… ve lo linkiamo qui:

    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/2008/02/allagricoltura-italiana-gli-ogm-non.html

    Sullo studio INRAN… per carità, hanno nascosto i dati positivi per gli OGM, hanno sparato un sacco di s(ci)emenze su scarse economie e compagnia (tra cui anche i dati di tossicità), ma a sostegno di tutta questa robaccia non hanno dato nessun numero. Da quel progetto da 6,2 ME (soldi nostri) ad oggi non è uscita una sola pubblicazione sicentifica! E’ servito semmai a far sopravvivere i soliti noti che da anni campano sulla “tragedia” OGM.

    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/search?updated-max=2007-11-20T04%3A33%3A00-08%3A00&max-results=20

    Ma poi venite a trovarci che di cose interessanti su cui confrontarci poi ce ne sono.

    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.com/

    Ciao
    BBB!

  • Gino36

    26 mar 2008 - 00:44 - #4
    1 punto
    Up Down

    Si vogliono coltivare gli OGM, benissimo…però…

    Qualunque prodotto che è destinato direttamente od indirettamente all’alimentazione umana deve indicare a chiare lettere che contiene in tutto od in parte prodotti geneticamente modificati.

    A quel punto si lasci al mercato, vale a dire ai consumatori decidere cosa mangiare o meno.

    Troppo comodo guardare agli interessi dei produttori (certi) e degli agricoltori (se ci sono) e fregarsene delle possibili conseguenze a lungo termine derivanti dal nutrirsi con questi prodotti.

    Io voglio sapere quello che mangio e non che qualcun altro decida per me che in base ai suoi studi ( e vorrei vedere l’oste dire che il suo vino non è buono) è sicuro.

  • Profilo di clayco

    clayco

    26 mar 2008 - 12:17 - #5
    0 punti
    Up Down

    Rispondo a Gino 36 :
    Sarebbe giustissimo quello che dici se il consumatore in questi anni fosse stato informato correttamente su cosa sono gli ogm, sui loro vantaggi e sugli eventuali svantaggi, cosa che invece non è avvenuta, anzi gli ogm sono stati demonizzati. Anzi qualcuno ultimamente ci sta speculando. Le coop hanno finanziato con 1 milione di euro l’ex maoista marxista Capanna, (ora ricco prorietario terriero) per fare una campagna mediatica contro gli ogm, dopo meno di un anno la coop è uscita con un latte ottenuto senza mangimi ogm. Solo pochi lo possono fare, (la soya certificata ogm free è rara sul mercato) il latte ogm free è pubblicizzato come se fosse migliore e invece potrebbe contenere più micotossine, e più residui di antiparassitari, rispetto all’altro.
    Ma il consumatore lo percepisce come migliore, è una piccola truffa!

  • Profilo di chube

    chube

    26 mar 2008 - 18:28 - #6
    1 punto
    Up Down

    Non è che si dovrebbe… è fondamentale informare il consumatore sulla composizione e provenienza di quanto acquista. Infatti, è mio diritto poter lasciare sullo scaffale il pollo all’antibiotico o il sugo contaminato con OGM se lo considero non adatto ai miei principi ed alla mia salute.

    Sul fatto di sentenziare che un cittadino sia più o meno in grado di valutare i prodotti direi che è una questione di libertà personale. Non tutti apprezzano che qualcuno dall’alto decida della propria vita.
    Chi pensa solo a rassicurare e disinformare nascondendo la contaminazione da OGM perché secondo alcuni studi di parte innocua (impedendo con ogni mezzo controverifiche), dimostra quanto sta dietro alla campagna pro-OGM: l’interesse delle multinazionali agroalimentari a discapito del bene comune.

    Tornando al post, è interessante sentire come l’oste descrive il proprio vino…

  • Biotecnologie: Basta Bugie!

    27 mar 2008 - 16:57 - #7
    0 punti
    Up Down

    @chube
    Tranquillo, rilassati, respira a fondo… poi renditi conto che da tutta questa storia chi ci guadagna sono i pro-bio e compagnia (l’esempio di clayco è più che calzante), chi ci rimette sono in primis i consumatori innanzitutto perchè non possono scegliere (dove sono i prodotti OGM sugli scaffali?) poi perche sono costretti a pagare di più i prodotti solo perchè alcuni decidono per loro che certe certificazioni, non legate alla sicurezza alimentare dei prodotti e quindi di dubbia utilità, sono comunque obbligatorie.

    Sì, oggi (e domani sempre di più) i nostri prodotti sono caricati di costi aggiuntivi che non hanno nulla a che vedere con la qualità e la salubrità degli alimenti (vedi OGM). Certo è vero, alcuni consumatori li ritengono essenziali, ma un conto è far pagare a loro questi costi, un altro conto è renderli obbligatori per tutti i consumatori.

    Insomma un conto è certificare “questo prodotto è bio” un altro è “questo prodotto non è bio”… il primo è sensato (chi cerca quel tipo di prodotto lo trova), il secondo è stupido (se non cercavo il bio perchè devo sapere che questo prodotto non è bio?). O no?

    Se questo vale per il bio perchè non dovrebbe valere anche per il no-OGM?

    Ognuno paghi secondo le sue esigenze certificazionali! Il consumatore deve essere obbligatoriamente informato e rassicurato sugli aspetti di salubrità, sul resto ognuno deve essere libero di scegliere… se c’è una domanda vedrai che ci sarà anche un mercato.

    Tutto il resto è pura propaganda.
    ciao

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