L’altra campana: i padani vogliono gli OGM

La "torta" dei si agli Ogm
L’argomento, lo premetto, è intricato. Quando si parla di opinioni a favore degli OGM si rischia di dare sempre informazioni sbagliate. Ma io penso che sia sempre giusto ascoltare “l’altra campana”. Vado con i piedi di piombo e molti dati da esporre, e prendo spunto innanzitutto dai commenti fatti a proposito del post “ Il mondo secondo Monsanto” dove un paio di lettori molto appassionatamente hanno iniziato una disputa sui vantaggi e gli svantaggi delle coltivazioni OGM. La positività è stata incardinata sul problema delle aflatossine. E Ecoblog con largo anticipo aveva lanciato la discussione nell’affollatissimo post di Bricke.

Per l’ascolto dell'”altra campana” parto dalla rilevazione di un sondaggio condotto da Demoskopea per conto di Assobiotec sulla “Percezione degli OGM presso i maiscoltori lombardi” bene su 532 intervistati il 59% dice di conoscere le resistenze del mais OGM alla piralide (farfalla infestante). E il 67% si dichiara disponibile a coltivarlo nella propria azienda. Non solo. Ma il 74% si dice disponibile a sperimentarlo in campo. E non parliamo di “agricoltori sciolti” ma di iscritti alla Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

Intanto l’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) nei giorni scorsi ha presentato “ Ricerche sugli OGM in agricoltura” durata due anni e tra i primi risultati riporta:” I risultati preliminari hanno messo in evidenza alcune modificazioni della risposta immunitaria sia intestinale che periferica, suggerendo che sarebbero opportune indagini più approfondite sulla risposta immunitaria per definire la reale sicurezza d’uso del mais Bt”. Oltre a tutta un’altra serie di scarse convenienze sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della resa agricola.

Sostanzialmente si dice nella presentazione: “In particolare, saranno presentate delle inchieste sugli agricoltori interessati a coltivare OGM che, allo stato attuale, sono una minoranza (18%). Questi ultimi lavorano nelle aziende di dimensioni più grandi, che operano prevalentemente nelle regioni nord-occidentali, attive nel campo cerealicolo e in quello della zootecnia del latte. Dalla introduzione degli OGM si attendono, in primo luogo, un accrescimento delle rese”.
La minoranza, però proprio non ci sta e alza la voce. Attraverso Futuragra e il suo presidente Duilio Campagnolo che ha nel Friuli il suo zoccolo duro di associati favorevoli agli OGM. Tant’è che lo scorso anno fu annunciata la richiesta di risarcimento per un milione di euro contro la “moratoria di fatto agli OGM in Italia”.

Da quell'esperienza, nasce SAgRI (SAlute, AGRicoltura, Ricerca) che ha per claim:”per chi non ha paura di pensare controcorrente”, e annovera tra fondatori e aderenti”:ricercatori, la Società Italiana di Genetica Agraria, la Società Italiana di Tossicologia, l’Associazione di Imprenditori Agricoli Futuragra, l’Associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Concioni (fin qui i fondatori); l’Associazione Galileo 2001, l’Istituto Bruno Leoni, l’Associazione dei Cristiani per l’Ambiente, Fondazione Umberto Veronesi.

Una voce che va assolutamente ascoltata, infine, è quella di Giorgio Fidenato , segretario, tesoriere e fondatore di Futuragra , che spiega in poco meno di 6 minuti perché coltivare OGM. Poi davvero tirate le vostre somme.

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