Trote e anguille italiane a rischio di estinzione

anguille e trote (marmorata nella foto) a rischio nei fiumi italiani. Foto Jaz pa pojdem

"Delle 50 specie di pesci che vivono nelle nostre acque dolci l’unica fuori pericolo è il Cavedano, un pesce molto resistente agli inquinamenti e capace di nuotare persino in acque cosiddette eutrofiche a causa di scarichi industriali. " Questo si legge nel rapporto del WWF "2008. Acque in Italia. L'emergenza continua: a rischio molte specie di pesci".

Lampreda padana, lampreda di ruscello, storione cobice, trota macrostigma, carpione del Fibreno, trota marmorata, carpione del Garda, panzarolo, ghiozzo di ruscello e anguilla sono le specie più a rischio. I problemi dei pesci derivano in massima parte dalla scarsità di acque pulite in cui nuotare. Ci sono un sacco di interessi di parte che cercano di erodere le portate minime vitali, ovvero che cercano di prendere acqua per l'agricoltura, per l'industria e per la produzione di energia elettrica lasciando a secco i fiumi.

La cosa peggiore e' che se il flusso di acqua dalle montagne cala, a non calare sono gli apporti delle fogne. Andrea Agapito Ludovici, Responsabile Acque del WWF Italia, arriva al punto di ricordare il giro d'affari della pesca sportiva, pur di farsi ascoltare da chi non si farebbe impietosire dalla vista di un pesce nella m. fino al collo.

Nelle conclusioni il WWF auspica un maggior coordinamento tra le varie autorità che usano le acque dolci, per evitare il frazionamento delle competenze, e d'altra parte vedrebbe con favore "la creazione di un organo tecnico-scientifico simile all’INFS, che potrebbe chiamarsi Istituto Nazionale per la Fauna Ittica d’acqua dolce." Se questo non fosse possibile, si augurano almeno di poter estendere le competenze dell'Istituto Nazionale di Fauna Selvatica ai pesci d’acqua dolce.

Via | WWF

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: