L'ozono a livello del suolo favorisce specie invasive

Prunus serotina, ozono e specie invasive. Foto RasbakUno studio dell'università della Virginia ha correlato la presenza di alte concentrazioni di ozono a livello del suolo con la presenza di specie aliene, scoprendo che alcune specie tipiche dei boschi nordamericani come la quercia rossa e l'acero rosso soffrano molto più di specie invasive come l'ailanto o la paulownia.

Le specie indigene subiscono danni alle foglie, che ne minano la fitness e lasciano ai competitori un vantaggio riproduttivo da sfruttare. Questo fenomeno, visibile specialmente in contesti urbani, porta alla graduale sostituzione della biocenosi a vantaggio delle specie resistenti. In generale si e' visto come le specie invasive, proprio per la facilità che hanno a colonizzare nuovi territori, sono in grado di rispondere con maggiore velocità ai cambiamenti delle condizioni ambientali. In pratica se l'ozono sale oltre i livelli di tolleranza loro riescono ad andarsene altrove, mentre le specie indigene (se non si trasformano anch'esse in invasive altrove) soccombono.

In Europa si e' visto che il Prunus serotina, una delle specie che ci stanno invadendo, ha lo stesso tipo di vantaggio sulle specie locali. L'ozono troposferico provoca danni sia diretti (può dare problemi alla pelle e ai polmoni di chi lo respira) sia indiretti (in Pianura Padana il calo di produttività delle coltivazioni esposte all'ozono e' del 30%).

Via | Urban Habitat

  • shares
  • Mail