L'indice di acqua virtuale è la misura in acqua per gli alimenti

Virtual Water Index Non si consuma acqua solo sotto la doccia, se ne consuma anche per esser messi in condizione di mangiare un panino o prendendo un caffè. Il concetto d'acqua virtuale racchiude tutta l'acqua utilizzata per l'intera filiera dalla produzione al consumo diretto ed è stato introdotto dal professor John Anthony Allan dal King's College dell'Università di Londra in Gran Bretagna consentendogli di vincere gli award del World Water Council.

Giusto per dare un'idea: per produrre un chilo di grano sono necessari 1000 litri d'acqua, quindi l'acqua virtuale per 1 kg di grano sarà 1000; la carne, invece, costa mediamente tra le cinque e le dieci volte di più del grano in termini di acqua virtuale. La praticità di questo indicatore è immediata infatti oltre a permettere il confronto tra i i diversi stili di vita (e di diete) di popolazioni geograficamente distanti consente consente di quantificare le reali necessità per le popolazioni e le regioni scarsamente fornite d'acqua che sono, da sempre, dipendenti da quelle più ricche.

Uno strumento in più in mano ai policy makers? O forse l'ennesima acrobazia accademica per accaparrarsi un premio? L'indice di acqua virtuale (meglio conosciuto in inglese come Virtual Water Index) rappresenta uno strumento a doppio taglio: migliora il sistema d'informazione dei cittadini e mette a nudo i politici di fronte alle loro responsabilità. Questo è innegabile, l'applicazione pratica rimane subordinata alla nostra coscienza.

Via | Reuters

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