Leo Hickman presenta Ultima chiamata

Leo Hickman Leo Hickman presenta “Ultima chiamata”

Leo Hickman è tornato con un nuovo libro: “Ultima chiamata”. Dopo averci raccontato la quotidianità di un anno di vita ridotto all’osso, ha voluto affrontare il tema del turismo sostenibile in un libro che a molti pare un pugno nello stomaco. Hickman, nella sua presentazione a Roma, ne ha invece colto le note positive: “Come possiamo fare noi la differenza?. Partire dalla conclusione che il nostro impegno sia insignificante vuol dire arrendersi. Io sono convinto che noi possiamo, anche con azioni impalpabili, formare una collettività di individui impegnati e riuscire a cambiare qualcosa”.

La responsabilità individuale e l’ottimismo sembrano essere per Hickman la chiave di tutto: “Ciascuno di noi, una volta presa coscienza della situazione, dovrebbe sforzarsi di combattere la sua piccola battaglia quotidiana”. Insomma non disperatevi quando leggerete dei danni ambientali e sociali che magari i vostri viaggi più belli hanno causato. Anche implicitamente.

“Ultima chiamata” racconta di tante storie e affronta anche temi molto attuali e caldi. Come quello della democratizzazione dei voli e del turismo in generale. “Uno dei quesiti centrali che sollevo sul mio libro – afferma Hickmann - è quello della responsabilità di questo processo, con il quale si è voluto dare una risposta all’aumento della domanda di turismo anche da parte delle popolazioni meno ricche. Noi europei siamo stati per molto tempo i padroni del viaggio. Tutto questo concetto va però fatto quadrare con l’allarme crescente dell’inquinamento. E il traffico aereo ne è una delle principali fonti”.

La naturale evoluzione del sistema economico mondiale, fortemente legato al prezzo del petrolio, forse ci fornirà la soluzione. “Perché non ci sono tasse sui carburanti aerei, a differenza di quanto avviene per la benzina?”, si chiede Hickman. “Per questo – prosegue - i voli low cost sono a buon mercato artificialmente, per un motivo che è destinato a venire meno soprattutto se continuerà questa corsa del prezzo del petrolio”.

Ma siamo sicuri che sia esatto parlare di “democratizzazione del turismo”? Hickman fa notare come “in riferimento alla Gran Bretagna non sono i poveri a viaggiare di più. I turisti sono sempre i soliti, quel 15-20% più ricco che prima andava in vacanza raramente e ora parte svariate volte durante l’anno”.

C’è chi ad esempio pensa che la soluzione sia nel turismo di lusso. Se i viaggio tornassero a costare come l’oro tanti posti incontaminati del pianeta non sarebbero più invasi da orde di turisti. Peccato che solo i più ricchi viaggerebbero!. E allora Hickman riprende un’idea di alcuni ricercatori inglesi: la lotteria. “Si tratta – spiega – di una soluzione equa. Il vincitore potrà andare solo una volta l’anno, ad esempio, a Venezia. In questo modo si sentirà un privilegiato: la lotteria modificherebbe così anche l’atteggiamento mentale delle persone. Oggi, con lo sviluppo dei voli low cost, il turismo è diventato un’attività scontata. Si eviterebbe infine di trasformare il turismo in un lusso per pochi. Parte del ricavato, infine, potrebbe essere investito in altre attività. Questa, della lotteria, è una delle tante idee. Ma ce ne sono tante altre che vanno scoperte, sondate e valutate”.

Insomma, la situazione non è irreparabile. Le soluzioni ci sono. E come ha detto Hickman vanno solo “scoperte, sondate e valutate”.

Leo Hickman è nato nel 1975 ed è giornalista del quotidiano The Guardian. Nel 2007 ha pubblicato “La vita ridotta all’osso”. “Ultima chiamata” è edito da Ponte delle Grazie. Costo: 18,60 euro.

Foto | Planeta

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